- Autore: Rebecca Yarros
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
- Anno di pubblicazione: 2023
- ISBN: 9788820077334
Esistono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma creano un vero e proprio spartiacque nel genere di appartenenza. Fourth Wing di Rebecca Yarros (Sperling & Kupfer, 2023, trad. di Marta Lanfranco) è esattamente questo: un’esperienza immersiva che alza vertiginosamente l’asticella per chiunque cerchi nel fantasy non solo magia, ma adrenalina pura e sentimenti viscerali. È una "macabra giostra" da cui è impossibile scendere, un salto nel vuoto che richiede al lettore un solo atto di fede: chiudere gli occhi e sperare che un drago lo afferri prima dell’impatto.
Nel mondo di Navarra, il cognome Sorrengail è sinonimo di potere, comando e spietatezza. Eppure, per la ventenne Violet, quel nome è un bersaglio dipinto sulla schiena. Destinata per anni a una vita silenziosa tra i libri del Quadrante degli Scribi, Violet viene proiettata dalla madre, una generalessa che non ammette debolezze, nell’Accademia militare di Basgiath.
Qui, Violet incarna perfettamente lo sradicamento: è il fiore fragile in un campo di mine. Con un corpo che sembra tradirla a ogni passo (un richiamo alla sindrome di Ehlers-Danlos dell’autrice), deve sopravvivere a compagni che non vedono l’ora di spezzarle il collo, letteralmente. Ma la sua forza non risiede nei muscoli, bensì in una determinazione d’acciaio che le permette di affrontare ogni sfida, sia fisica che sentimentale, senza mai indietreggiare.
Se Violet è il cuore della storia, Xaden Riorson ne è l’anima tormentata. È il primo della lista di coloro che dovrebbero odiarla, il figlio della ribellione che cerca vendetta contro il sangue dei Sorrengail. Xaden è un protagonista maschile con i controfiocchi: un oceano di capelli scuri e segreti, una "mela marcia" avvolta in una confezione magnetica.
Il rapporto tra i due è costruito su una tensione elettrica costante. Xaden si rivela un personaggio complesso, capace di risposte a mezza bocca ma dotato di un cuore immenso. Il suo legame con Violet, nato dall’odio e nutrito dal pericolo, è il motore emotivo che sostiene l’intero romanzo, contrapponendosi alla figura di Dain, la cui protettività soffocante diventa presto insopportabile per il lettore.
La vera rivelazione di Fourth Wing, però, sono i draghi. Non sono semplici cavalcature, ma esseri senzienti, sarcastici e spietati. Il legame mentale che sviluppano con i cavalieri è descritto con una minuziosità straordinaria, alternando momenti di epicità pura a sprazzi di umorismo cinico che strappano più di una risata.
Il dolore è la costante di questo libro. Rebecca Yarros non fa sconti: la morte è reale, improvvisa e coerente con la spietatezza di un’accademia dove l’unica alternativa alla laurea è la fine. Questa perenne paura di perdere qualcuno caro è ciò che rende la lettura così magnetica, sostenuta da un worldbuilding completo e da rivelazioni finali che rimescolano completamente le carte in tavola.
Fourth Wing è un romanzo che va letto al buio. È una storia di lotta, crescita e presa di coscienza, dove l’astinenza dal volume successivo diventa quasi fisica non appena si chiude l’ultima pagina. È consigliato a chi non soffre di vertigini e a chi cerca un fantasy che non abbia paura di sporcarsi le mani con il sangue e con la verità.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Fourth Wing
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