- Autore: Giovanni Grasso
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2026
Finché durerà la terra (Rizzoli, 2026) è l’ultimo romanzo del Consigliere per la Stampa e la Comunicazione del Presidente della Repubblica, ma anche fine e attento scrittore, Giovanni Grasso. Il romanzo è uscito il 31 marzo e già, sicuramente, farà e non poco meditare e riflettere.
Dopo quelli a carattere storico, Giovanni Grasso ci offre nuovamente un romanzo di fantasia, ambientato nei pressi di Todi, zona che lui conosce bene in quanto l’avo materno, l’avvocato Giovanni Cascino, si era trasferito, alla fine degli anni Venti del secolo scorso, con la moglie ed i cinque figli, esattamente tra la frazione di Duesanti e il borgo di Petroro. È un romanzo che va letto molto lentamente e con meditazione, in quanto l’autore con particolare attenzione, e sempre nel suo stile chiaro e con la prosa curata, quasi tenta di fare qualcosa di pressocché ambizioso rispetto a una semplice narrazione: far entrare il lettore nei territori non sicuramente facili della coscienza, della fede, del dubbio.
Giovanni Grasso, persona molto colta e preparata, è bravissimo a farci apprendere dal romanzo il momento del tutto doloroso in cui la fede religiosa smette di essere coscienza, meditazione, preghiera per diventare purtroppo potere, e ciò non dovrebbe accadere mai. Nel leggerlo e valutare i personaggi, ho senza dubbio captato che bisogna sì interrogarsi, ma anche naturalmente credere e soprattutto dubitare.
Al centro della storia c’è Noè, un ex seminarista il quale vive con la sorella Valeria e l’adorata nipote Greta. Vive di lavoretti che gli permettono di andare avanti e soprattutto tirare la carretta della casa. Direttamente da un cardinale, tramite un suo ex compagno di seminario, Don Bruno, gli viene affidata una missione molto delicata, e cioè infiltrarsi in una comunità di veggenti, appunto in Umbria, per smascherare i loschi traffici che girano intorno ad essa.
La caratteristica del personaggio principale è quello di capire, prima ancora di giudicare. Giovanni Grasso è bravissimo a far, oserei dire, immergere il lettore nella trama, ma non per spiegazione. Ed è propriamente questa immersione a rendere il romanzo molto coinvolgente. Noi lettori entriamo molto lentamente in un universo mai svelato del tutto, e mantenendo sempre quell’alea di mistero.
Il romanzo è ricco di colpi di scena a effetto, che invitano il lettore ad andare sempre oltre per cercar di scoprire, con gli occhi di Noè, autoironico e molto colto ma irrimediabilmente maldestro e direi anche ingenuo, dove conduce questa ricerca di verità nella comunità di veggenti, che altro non è di tradizionalisti cattolici, ma della peggiore specie (ex fascisti, antisemiti) e non limitandosi esclusivamente alla Santa Messa col rito tridentino.
Scrive Giovanni Grasso a pag. 77:
Ne ho conosciuti di preti come don Dino [il prete della Comunità, n.d.a.]. Sembrano fatti con lo stampo, brillanti nell’eloquio e impeccabili nel vestire, spesso portano preziosi gemelli ai polsini e costosissime e lucide scarpe ai piedi.
In questo romanzo, che si legge in ventiquattro ore, Grasso è perfettamente riuscito, come dicevo, a creare un percorso narrativo per immersione, non per spiegazione. Il romanzo è ricco anche di citazioni bibliche, antropologiche, culturali. L’autore dimostra di conoscere bene certi meccanismi del potere e quelli, ancora più lievi, della fede e della suggestione, ma evita benissimo di trasformare il romanzo in una tesi. Non spiega: mostra. Non giudica: espone. L’effetto che mi ha fatto il romanzo, dopo che ho terminato l’ultima pagina, è che non finisca lì, ma ti invita a ripensare ai temi affrontati appunto per immersione.
È scritto nella Seconda di copertina:
Giovanni Grasso dà vita a una storia avvincente e a personaggi umanissimi, mettendo a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento. […] è un romanzo che diverte, commuove e inquieta. Un’indagine profonda e insieme scanzonata che ci interroga sul bisogno di credere e sulla necessità di dubitare.
Dio si pentì di aver scatenato le acque, e infatti promise a Noè che “finché durerà la terra” non manderà nessun altro diluvio. E il romanzo è tutto qui.
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Un libro perfetto per...
A chi (forse) ha dubbi sulla sua Fede
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Finché durerà la terra
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