Appena pubblicato il nuovo romanzo di Giovanni Grasso, Finché durerà la terra, il suo quarto per Rizzoli, è uscita su “Repubblica” una bella recensione da parte del Padre Antonio Spadaro, il gesuita che è stato direttore della prestigiosa Civiltà Cattolica, una mente raffinata, un lettore attento e incisivo.
Difficile misurarsi con quanto scritto da una personalità che conosce molto bene l’ambiente della Chiesa romana, da cui parte la trama davvero originale del libro di Grasso, ma che si addentra nelle pieghe più recondite di una situazione che, noi semplici spettatori, difficilmente possiamo penetrare.
Oggi, mercoledì 15 aprile alle ore 18:30, avrà luogo la prima presentazione romana del romanzo, presso la Fondazione Marco Besso Ets (Largo di Torre Argentina, 11, prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti). Vediamo insieme trama e i dettagli della presentazione.
“Finché durerà la terra”: trama del romanzo
Pur essendo una “storia di pura finzione”, quella raccontata dall’autore è di profondo interesse perché mette insieme la normalità della vita dei cittadini romani, rappresentati qui da Valeria e sua figlia Greta, e il protagonista del libro, Noè, il fratello di Valeria, un ex seminarista mai divenuto prete che tuttavia ha appreso negli anni della formazione quanto dovrebbe servire per divenire “pastore di anime”, missione a cui non si era sentito davvero chiamato.
Noè, che avrebbe potuto chiamarsi Mosè, salvato dalle acque, perché appena venuto al mondo era scivolato nell’acqua del primo bagnetto, vive con la sorella, abbandonata dal padre della piccola Greta; la bambina ha contratto una grave forma di leucemia, e lo zio amatissimo la sostiene raccontandole favole e passando con lei il tempo residuo dalle ripetizioni di latino a greco a due asini pariolini, refrattari ai suoi insegnamenti, e all’attività di dog sitter in giro per un quartiere romano semiperiferico. Anche se antropologo culturale, forte lettore, colto, Noè non ha trovato un impiego adeguato ai suoi titoli; è un po’ goffo, l’uomo si veste poveramente e non si è del tutto integrato in una società laica dove è ripiombato dopo la rinuncia al sacerdozio.
La telefonata e la visita del suo compagno di seminario, Don Bruno, lo coglie di sorpresa: gli propone, in modo misterioso, di partire per una zona umbra nei pressi di Todi, dove ormai da anni si radunano centinaia di pellegrini che vogliono vedere due veggenti, un uomo e una donna, anziani e malandati, che affermano di vedere la Vergine Maria, adorati da una folla alla ricerca di una forma di fede che somiglia a una discutibile forma di superstizione, a cui la Chiesa sembra non essere in grado di porre un freno. A Noè viene proposto, da parte di un cardinale che parla per bocca del Papa, di indagare in modo discreto, di capire cosa ci sia dietro a una sorta di industria della santità, del misticismo religioso, del fanatismo di stampo medioevale, che sembra aver dato luogo a miracoli, visioni ed eventi che con il soprannaturale non sembrano avere a che fare.
Noè è un uomo senza veri legami con la Chiesa cattolica, ma certamente un credente in grado di ubbidire quando a chiamarlo è lo stesso pontefice. In cambio delle cure specialistiche per l’amata nipote e alla promessa di un posto di insegnante in un’Università cattolica, Noè accetta e parte per un luogo che gli appare subito inospitale, guardato con diffidenza per le domande che rivolge in giro, mentre lui avvicina i vari personaggi che compaiono ad animare questa scena misteriosa e chiaramente pericolosa: un autista albanese, una suora che gestisce in solitudine la pensione dove alloggia, due cameriere che preparano pasti succulenti, Aida e Arianna, una suora soave, suor Liberina, il parroco del posto, don Dino, prete preconciliare, violento nelle affermazioni dottrinali, convinto che solo ricche donazioni possano tenere in piedi questa strana industria del sacro che, si capirà, è una vera associazione a delinquere che guarda a un passato di potere che nulla ha a che fare con la vera missione della Chiesa. C’è anche una Comunità tardo hippie, nella valle boscosa, che accoglie i ragazzi malati o disadattati senza nulla chiedere, mentre un avvocato dal nome emblematico, Luponi, si aggira su automobili di lusso con orride guardie del corpo che vengono dalla Croci di ferro, i fascisti rumeni di buona memoria.
Ci sono due chiese cattoliche in questo libro, quella che ha visto con affetto e fiducia il Papa argentino sul trono di Pietro e quella luciferina del potere, del peccato, della paura, basata sul presupposto di una religiosità di facciata, intrisa di superstizione, di razzismo, di antisemitismo, quella che il Concilio Vaticano Secondo credeva di aver debellato e che si ripresenta, in Italia come nell’America di Trump, nella Russia di Kyril, con rinnovata forza.
Le sette più feroci vengono rese vive nel romanzo di Grasso, in chiave nostrana, provinciale ma non per questo meno pericolose; mescolanza di religione e politica, corruzione, degrado della fede in semplice ignoranza popolare che si appoggia su tradizioni superate dalla storia, mentre immagini potenti che appaiono negli incubi di Noè, la caduta rovinosa della cupola di San Pietro nella piazza deserta, dimostrano quanto tutti noi, in mani di potenti fanatici e irresponsabili, rischiamo di finire schiacciati.
Stile e riferimenti biblici dell’opera
La prosa di Giovanni Grasso è interessante: sa alternare diversi registri linguistici, quello legato al discorso parlato, spesso ironico, dal ritmo quotidiano dei problemi della tecnologia, il telefonino, il wifi, la password, la carta di credito difettosa, le raffinate cure ematologiche che non sempre riescono, i cibi, i sapori, gli odori, gli abiti, le macchine, il freddo nell’Umbria gelida, quella dei santi medioevali, contrapposto a un tono alto, quando si parla di teologia, di lettura dei Libri sacri, Vangelo, Apocalisse, un saggio di Le Goff, tante citazioni in latino.
La metafora dell’Arca, del diluvio, di Noè, ci riportano al titolo del libro, Finché durerà la terra, citazione tratta dal capitolo 8 del libro della Genesi: la promessa di Dio, dopo il diluvio, di far sopravvivere il nostro pianeta, oggi più in pericolo che mai.
È la nuova alleanza tra Dio e gli uomini che si basa sul perdono e sull’amore, che troverà suggello con la venuta di Cristo Redentore sulla terra.
Ecco le parole chiave che Giovanni Grasso mette in bocca al suo personaggio, un po’ “imbranato”, un po’ fragile, un po’ dubbioso, ma alla fine generoso come tanti di noi.
Recensione del libro
Finché durerà la terra
di Giovanni Grasso
La presentazione a Roma oggi
La presentazione avrà luogo oggi mercoledì 15 aprile alle ore 18:30 a Roma, presso la Fondazione Marco Besso Ets (Largo di Torre Argentina, 11). Insieme all’autore intervengono Mario Di Napoli e Anna Piras. Letture a cura di Stefano Santospago. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al link o qrcode presente sulla locandina.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Finché durerà la terra”, il nuovo libro di Giovanni Grasso, fra religione e corruzione, presentato a Roma

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