- Autore: Pasquale Guadagno con Francesca Barra
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2025
Il femminicidio è uno degli eventi tragici e inspiegabili della nostra epoca. Il potere di togliere la vita, appropriarsi del destino di una donna e distruggerlo con furia cieca, delirante, è qualcosa che paralizza e rende incredula l’opinione comune. La triste trama è sempre la medesima: esiste la vita di una donna che ama, ha relazioni e scambi sociali, ha passioni e progetti e, da un momento all’altro, non esiste più. Ciò su cui ci si sofferma poco è il dolore di chi resta, ugualmente vittima, con quel vuoto lacerante accanto. Genitori, figli, amici, che devono continuare la loro quotidianità fingendo che niente sia cambiato, man mano che la ferita della perdita affonda sempre più in fondo. È questa la storia narrata da Pasquale Guadagno con Francesca Barra in Figli di nessuno (Rizzoli, 2025).
Pasquale è il giovane ragazzo figlio di una donna coraggiosa, combattente, persa, vittima di femminicidio. E questa è la storia di una perdita doppia, perché l’assassino di sua madre, apprendiamo, è proprio suo padre. Pasquale alterna ricordi a passi schietti e nudi del verbale sull’omicidio; racconta la sua vita prima e dopo quel momento. Quando, ragazzino, era costretto a subire la violenza paterna, i rimproveri ingiustificati e la corazza solida di sua madre, il suo scudo. Le amicizie, i primi amori, sospesi in un ambiente incerto, indefinito. Dopo la morte di sua madre Carmela, rimasto solo insieme a sua sorella più grande, con cui, nel tempo, ha costruito un legame importante, semplice e reale, con parole schiette, senza timore, si apre sulle difficoltà, sugli errori commessi per cercare di placare quel disagio tormentoso in cui gli eventi lo hanno trascinato. Sui troppi soldi spesi senza riflettere, per colmare quella fame d’amore, quel bisogno di controllo verso sé stesso, sugli azzardi, sulle relazioni finite male. A cuore aperto, non nasconde la difficoltà che ha avuto nel ritornare a quel periodo, perché parlarne ancora una volta è un po’ come congelare il tempo e ritornarci sopra, non volendo. La rabbia, gli atteggiamenti di sopruso del padre sono stati il leitmotiv della sua infanzia e anche la conclusione della sua esistenza in famiglia.
Il romanzo racchiude tante emozioni, tante domande che Pasquale non ha avuto il tempo di porre alla sua mamma, ma a cui, da adulto più consapevole, può provare a rispondere. Perché non è sempre vero che la violenza genera violenza. E, alla fine, il messaggio di speranza che si ritrova è il più puro, semplice e promettente che ci si aspetterebbe: non si può modificare ciò che è stato, ma fare tesoro di ciò che si è diventati è la promessa di un proseguimento di vita più consapevole e, finalmente, serena.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Figli di nessuno
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