- Autore: Sandra Tugnoli
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
C’è anche una casa editrice ferrarese degli orrori, in un racconto a specchio (vi si parla di una libreria editrice paranormale, in un’antologia di storie paranormali, gotiche, l’arcano e il soprannaturale, l’al di qua e l’aldilà) tra i ventuno capitoli proposti da Sandra Tugnoli in Ferrara tenebrosa. Racconti di paura e mistero, pubblicato da una casa editrice della città estense, Faust Edizioni (dicembre 2025, collana di narrativa “I Nidi”, 170 pagine).
L’autrice, nata nel 1975 in provincia di Bologna, vive a Ferrara dal 2017 e non ha niente d’ignoto, segreto, ambiguo, sebbene sia stata attratta da sempre dall’oscuro, dall’impenetrabile, più immaginato che osservato però, soprattutto psicologico e non necessariamente sviscerato - peggio, eviscerato - davanti ai lettori o spettatori.
Nel nono dei ventuno, proprio quel racconto sulle edizioni che-non-ci-sono-più ma che continuano a editare racconti di fantasmi e misteri rappresenta la summa di tutti, se vogliamo. È una vetrina del libro, che contiene storie strettamente ferraresi, aggrappate come la muffa alle pareti delle vie in città, annidate negli angoli più bui e negli edifici più vecchi, quasi fantasmi nelle nebbie fitte che avvolgono la pianura e l’abitato. In quel si vede non si vede umido, anche un passante può non essere reale e gli spettri non è detto che facciano paura o si dimostrino per forza ostili.
Prendete don Graziano Zaniboni, parroco di San Giorgio dal 1962 al 1988, morto mentre benediceva le biciclette durante la festa patronale. La sua presenza nella chiesa è bonaria, in quella tunica nera, che fa tanto secolo scorso. È più spettrale la Bianchi del nonno del 1987, la vecchia bicicletta che ha caparbiamente portato in quel luogo d’altrove il protagonista del primo racconto e che dopo trentanni di “fedele servizio” avrebbe diritto al “riposo eterno”, rivelandosi solo adesso agli occhi di Tommaso per quello che è: un ammasso di ferraglia e di cavi, tenuto insieme dalla ruggine.
L’autrice, Sandra, Generazione X, è una specchiata professionista, project manager d’esperienza pluritrentennale, ingegnere gestionale, laureata anche in psicologia. Però ha una specie di doppia vita, nel senso buono. Custodiva fino a qualche anno fa più di un sogno nei cassetti, fisici e mentali: ha scritto tanto, dall’infanzia, favole, racconti, diari. Questa identità clandestina autoriale, in coabitazione con quella di esperta nella tutela dei minori e coordinamento genitoriale, si è materializzata nell’ultimo decennio, all’esordio con le storie brevi proposte sul sito LetteraturaHorror.it e antologie cartacee. Per il marchio di casa, Faust, l’artista du pais ha già firmato Ombre e sussurri della Pianura. Spiriti e streghe, riti e guaritrici, leggende e superstizioni nelle campagne emiliane tra Bologna e Ferrara (2025, collana storica “Historiando”). Questo libro, sui misteri e gli orrori della città degli Este, è di fatto però il suo primo di narrativa.
In copertina, una suggestiva interpretazione grafica di due ombre nella medievale via delle Volte evoca il racconto della libreria sotto gli archi di quell’antico passaggio. Ma in questa strada non ci sono soltanto ristoranti? I caratteri gotici sbiaditi dell’insegna consentono ad Annalisa di leggere con sorpresa: “Sebastiano Ciampoli. Libri Antichi, Manoscritti Rari”. È professoressa, insegna lettere da quindici anni al classico, ama i libri antichi ed è impegnata in una ricerca sul Tasso per una lezione. La curiosità professionale la spinge a entrare. Quel nome, poi, le suona familiare, ma non ricorda bene. All’interno, un anziano, capelli bianchi raccolti in un codino e occhiali sottili cerchiati d’oro, sta sistemando libri sopra uno scaffale altissimo. Indossa un abito antiquato, un panciotto di velluto scuro e una camicia bianca con polsini di pizzo. Le fa cenno di entrare con un gesto elegante della mano. Un uomo singolare, ancora di più la conversazione tra loro. Le consegna un libro molto antico. Dice di averlo conservato per lei. Un manoscritto tanto particolare, sulla città, Ferrara,
com’era prima che certe cose venissero modificate, che la storia ufficiale prendesse il sopravvento su quella vera. Storie vere, che la gente ha dimenticato o preferisce dimenticare.
Aperta una pagina a caso, Annalisa legge un testo accanto a un’immagine di via delle Volte di un tempo:
Anno Domini 1587. In questa casa visse Sebastiano Ciampoli, che praticava l’arte della conservazione delle anime. I pazienti venivano da tutta l’Europa per i suoi miracoli, ma nessuno sapeva che i suoi veri segreti si nascondevano negli scantinati, dove teneva la biblioteca delle anime perdute.
Conservazione delle anime. Un brivido freddo lungo la schiena. Guai a scrivere un rigo di più sul racconto.
Altri? La sartoria di Madame Rosetti è in un palazzo del Cinquecento in via Savonarola. Realizza capi speciali, anche per taglie forti, qualcosa di assolutamente unico per le committenti, visto che viene confezionato esattamente per “l’essenza” della cliente. L’avv. Bertani ha sempre creduto che la giustizia fosse cieca. Dopo trent’anni di professione, sa che può essere anche sorda, muta, soprattutto corrotta. Non ha mai avuto rimorsi nel difendere clienti colpevoli, purché pagassero bene. Riesce a fare assolvere chiunque, a prescindere dalla gravità dei reati. Clienti ricchi, casi importanti, tariffe esorbitanti. Ma una sera di novembre, mentre lavora da solo nello studio legale in via Mazzini, la giustizia gli presenta il conto. Bussano, alle ventitré. Strano perché il portiere notturno non fa mai salire nessuno senza preavviso. Entra una donna di mezza età, elegante ma con qualcosa di strano: è pallidissima, gli occhi sembrano non battere mai le palpebre...
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Ferrara tenebrosa. Racconti di paura e mistero
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