- Autore: Michèle Pedinielli
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fandango Libri
- Anno di pubblicazione: 2026
Attenta, anarchica, con gli anfibi che non toglie mai, in stile Nestor Burma, Ghjulia Boccanera, soprannominata Diou, ritorna nel suo ruolo di detective, umanamente partecipe alla realtà sociale e politica del suo tempo in Dietro ai cani (Fandando Libri, 2026, traduzione di Luca Bondioli), una storia noir che contrappone la nostra coscienza indifferente alla ricerca di una nuova e profonda trasformazione sociale. Michèle Pedinielli, nata a Nizza, metà corsa e metà italiana, è una giornalista e scrittrice di noir ironici e impegnati, con i quali ha ottenuto diversi riconoscimenti in Francia.
Una tazza di caffè nero, pantaloni e maglietta, “con il suo alito da sciacallo in fin di vita”, nessun legame, uno sguardo attraverso la finestra ai tetti di Nizza ed ecco che Diou è pronta per un nuova giornata, per una nuova indagine. Non incontrerà nessuno a quell’ora per le strade, neanche Ferdi, il senzatetto tedesco e muto, che aveva scelto un altro posto dove stare. Con Scorzese nel cestino della sua Vespa, il cane affidatole dalle sue amiche, si muove verso il Mont Boron. Cuffie con la sua buona musica consolatrice, non si accorgerà di un uomo sdraiato a terra, immobile. Sulla pelle bruna erano evidenti tracce di colpi alla schiena e il viso, giovane, era gonfio e devastato.
Quel luogo aveva visto da sempre atrocità. Tanti cadaveri di rifugiati erano stati ritrovati, uomini che dopo essersi imbarcati su “barchette marce”, tentavano di scalare i monti “davanti all’indifferenza di un Occidente” che non si commuoveva più di fronte alle vittime in fuga da orrori, guerre, carestie, torture e dittature.
Si chiamava Yonas, il giovane ucciso; veniva dall’Eritrea, aveva diciannove anni, era arrivato dall’Italia, non parlava inglese ed era diretto in Germania per studiare da cuoco. Una porta d’ingresso per tutti i rifugiati che in nome della nostra sicurezza, riflette Diou, si ritrovano a piedi scalzi sui binari dei treni, sull’asfalto delle autostrade, “tra gli italiani che se ne vogliono liberare e i francesi che non li vogliono proprio”. Sua nonna era arrivata a Nizza a nove anni per lavorare come tuttofare in una fabbrica di pitture. Veniva dall’Umbria, un paese italiano, soffriva la fame e desiderava una nuova vita. La Francia, come per tanti, è solo un paese di passaggio: come per Yonas, diretto dal fratello in Germania. Quelle stesse montagne che oggi vengono attraversate dagli extracomunitari furono, nel 1943, vie di scampo, tra rocce e alberi, per tanti ebrei che camminando nell’oscurità fuggivano dalle persecuzioni naziste. Il comandante tedesco insediato a Nizza era un uomo assetato di sangue, catturava gli ebrei con retate giornaliere per caricarli sui treni diretti ai campi di concentramento: italiani, francesi, ungheresi, tutti scappavano da Hitler.
In quei giorni era scomparsa anche Melody, una giovane ragazza, affascinata dalla bella vita di alcuni giovani benestanti del posto, seguaci di un gruppo di nazifascisti, un caso per Diou da affiancare a quello del giovane rifugiato. Melody e Yonas, ambedue appena maggiorenni: quale destino era stato il loro? Quella era una sera nella quale Diou aveva bisogno di qualcosa di rassicurante e, rientrata a casa, riprese in mano Camilleri e il suo amato commissario Montalbano.
Ho un sentimento di urgenza. Vorrei dirlo a Camilleri. Nel 2003 ti preoccupavi di tutte quelle persone che arrivavano sulle coste della Sicilia... Montalbano li guardava, impotente, dalle spiagge della tua isola. E io anni dopo, intravedo la deflagrazione di questo esodo di massa, di questa fuga disperata che si scontra con una fortezza di ostilità, di terror panico e di aberrazione politica. Andrea ti voglio bene.
Dietro ai cani è molto più di un giallo noir: è un testo coraggioso, una storia di solidarietà e di umanità che affronta, con grande intelligenza, il razzismo di oggi nel ricordo dell’antisemitismo, dei diritti violati, dell’angoscia e del terrore, dello stesso confine e della stessa fuga per poter sopravvivere. Una lettura che invita a riflettere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Dietro ai cani
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