Carne di cane
- Autore: Lara Gallet
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Con Carne di cane, edito nel 2025 da Catartica Edizioni, Lara Gallet firma un’opera che scortica la superficie della narrativa contemporanea per metterne a nudo i muscoli e i tendini più scoperti. Non è un libro per chi cerca una lettura confortante; è un’esperienza letteraria che sa di asfalto, di sangue e di quella disperata ricerca di umanità che fiorisce solo ai margini.
L’autrice non bussa alla porta del lettore: la abbatte. Carne di cane è un romanzo che si muove in un territorio liminale, dove la distinzione tra preda e predatore si fa labile e dove la carne – intesa come corpo, desiderio e sofferenza – diventa l’unica moneta di scambio rimasta in un mondo che sembra aver smarrito il senso del sacro.
La cifra stilistica della Gallet è la sua prima, affilata arma. La prosa è sincopata, a tratti brutale, capace di alternare momenti di crudo realismo a squarci di lirismo sporco. Non c’è spazio per l’eufemismo: il titolo stesso evoca qualcosa di commestibile ma proibito, di povero ma vitale. La "carne" è quella dei protagonisti, esposta alle intemperie di una società che non fa sconti, mentre il "cane" rappresenta quel misto di fedeltà cieca e istinto randagio che guida le loro azioni.
Il cuore del romanzo batte in una provincia (fisica e mentale) che si fa personaggio essa stessa. I protagonisti si muovono in spazi che la letteratura "perbene" solitamente ignora. Sono vite ai bordi, segnate da traumi che non chiedono guarigione, ma solo di essere urlati. Il corpo è come campo di battaglia; il sesso, il dolore fisico e la fame non sono accessori, ma gli strumenti attraverso cui i personaggi tentano di confermare a se stessi di essere ancora vivi. C’è una tensione costante tra il desiderio di connettersi e l’impossibilità di farlo se non attraverso l’urto, lo scontro, il morso.
Leggere Carne di cane significa accettare di sporcarsi le mani. Lara Gallet ha la capacità rara di descrivere lo squallore senza mai risultare squallida; al contrario, c’è una dignità feroce nel modo in cui i suoi personaggi portano le proprie ferite. La narrazione procede per strappi, lasciando il lettore senza fiato, costringendolo a guardare negli angoli bui che di solito preferiamo ignorare. L’autrice dimostra una sensibilità quasi antropologica nel tracciare i contorni delle dipendenze – affettive e non – e di quella fame atavica di amore che, se non soddisfatta, finisce per divorare tutto ciò che incontra.
Questo libro è un manifesto per chi ama la letteratura che "morde". Catartica Edizioni conferma la sua vocazione per le voci fuori dal coro, proponendo un testo che sfida i tabù e scuote le coscienze. Carne di cane non si legge: si subisce, si metabolizza e, infine, resta dentro come una cicatrice di cui non ci si vuole liberare.
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