- Autore: Riccardo Canaletti
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788836165056
Smentire una notizia falsa è impossibile, anche per i giornalisti veri. E dire che spesso sono fabbricate da un signor nessuno alla tastiera, approssimativamente alfabetizzato. Più l’argomento è intrigante e solletica il pubblico, più grossolane fandonie passano per vere e ogni tentativo di negarle è considerato un “complotto dei poteri forti” (che ci siano ciascun lo dice, cosa siano nessun lo sa). Bene ha fatto il collega pubblicista Riccardo Canaletti a redigere un manuale che smaschera le cavolate, peccato che servirà soltanto a confortare l’opinione di pochi, perché il resto della gente continuerà a credere in quello che viene smontato punto per punto in Bugie della storia. Le fake news più incredibili di sempre dal piano Kalergi allo Yeti: le bufale che hanno ingannato il mondo. È in diffusione non da molto per i tipi delle Edizioni romagnole Diarkos (Santarcangelo, novembre 2025, collana “Società”, 256 pagine).
Nell’era della comunicazione istantanea e senza confini, fare i giornalisti non sembra diventato soltanto inutile, è dannoso, per la credibilità (ingiustamente) a rischio della categoria. Tutti ormai si credono cronisti. Quello che conta non è controllare le notizie e accertarne le fonti prima che si diffondano in rete alla velocità di un click, l’importante è darle per primi. E più sono ghiotte, più sono false, tanto qualcuno che vorrà credere ci sarà pure.
Secondo il filosofo americano Harry Frankfurt, le bullshit (stronzate) mettono in pericolo la verità più delle menzogne. Diffonderle non è mai stato così facile, come in quest’era delle piattaforme online di massa e dell’informazione a chilometro zero e senza né auto né etero controllo. Tutti giornalisti, todos caballeros: grazie a Internet si è realizzato il sogno di tutti i viventi, d’ogni genere, sesso, lingua, derivazione e deviazione. La professione è morta, sepolta da un coro stonato di accuse: “servi dei poteri forti”. Aridaje.
Sul finire del 2025, il presidente Emmanuel Macron e stato costretto ad affrontare, oltre a una crisi presidenziale senza precedenti, un processo per diffamazione contro l’influencer Candance Owens, instancabile sostenitrice di una palese falsità. Giura e spergiura che la matura premiere dame Brigitte sia un uomo.
Per Frankfurt, quindi, sono peggiori delle semplici bugie le dichiarazioni che non si confrontano con la verità e con qualsiasi standard di verificabilità. Infatti, le fake news somigliano profondamente alle cavolate. Alcuni provano anche a indicare delle soluzioni, per evitare di caderne vittime. Sono materia della prima parte di questo libro. La seconda racconta, senza pretese analitiche, alcune storie false che sono state credute vere, talvolta con esiti decisamente drammatici. Più che di fake news, si dovrebbe parlare di fake stories, di racconti fantastici.
E dovremmo chiederci se la nostra incredulità da adulti nei confronti delle favole che abbiamo ascoltato da bambini non abbia lasciato una sorta di “ferita di creduloneria”, come se smettere di credere in Babbo Natale abbia aperto le porte al terrapiattismo e ai Protocolli dei Savi di Sion.
E dire che, prima di Internet, interi apparati governativi lavoravano faticosamente a costruire bugie a uso politico. I sovietici erano maestri, con la loro dezinformatsiya, ma non sempre il successo della bugia centrava l’obiettivo. Comunque, si trattava di disinformazione: notizie false diffuse con l’intento di deviare l’opinione generale. È stata scavalcata dall’attuale misinformazione, favorita dai canali digitali, notizie non verificate diffuse ugualmente, sfruttando i bias cognitivi dell’uomo e della donna (mica sono risparmiate!).
La psicologia delle fake news rappresenta uno dei campi di ricerca più fertili e complessi. La credibilità e la diffusione delle informazioni false è governata da meccanismi che coinvolgono processi cognitivi fondamentali, operanti spesso al di sotto della soglia di consapevolezza. Il bias di conferma è uno dei fattori più significativi. Si tende cercare e ricordare informazioni false allineate con le proprie convinzioni preesistenti e che le avvalorano. Quelle più verosimili vengono percepite come maggiormente veritiere, un fenomeno noto come “effetto verità”. Le fake news sfruttano questo meccanismo grazie alla reiterazione, all’uso di immagini accattivanti e alla strutturazione in formati familiari che mimano il giornalismo tradizionale. Possono generare distorsioni della memoria e influenzare il comportamento delle persone, con la tendenza a generare falsi ricordi. Ed è un aspetto preoccupante, perchè credere il falso può alterare la percezione degli eventi passati. In più, le emozioni negative, soprattutto paura e indignazione, sembrano facilitare la diffusione delle bufale.
Smentire una bugia popolare è impossibile. Prendete il presunto mostro di Loch Ness e la foto dello pseudorettile semi emerso dalle acque del lago scozzese. Negli anni Novanta, l’autore del falso scatto, Christian Spurling, ha fornito prove della sua manipolazione. Credete che il pubblico abbia rinunciato a una credenza tanto radicata? Tuttora, media sensazionalistici continuano a sfruttare questa riluttanza, articolando tesi sull’autenticità di quell’immagine, tanto iconica quanto falsa. Nel 1994, Spurling ha esibito il modellino del lungo collo e della testa rettiliformi, usato per la contraffazione della foto volutamente poco nitida, ma la verità è stata capovolta ancora una volta dai malpensanti. Per loro, è il modellino a essere stato artefatto sulla base della foto, per nascondere l’esistenza del mostro di Loch Ness. Falsamente vero e non veramente falso. La realtà, totalmente rovesciata.
È un po’ quello che succede per la Sindone di Torino: l’inoppugnabilità scientifica della datazione medievale del telo, confermata da tre laboratori internazionali, viene negata da congetture. La fede contro la verità della storia. L’irrazionale sfida il razionale. A chi l’alloro? Il vero si classifica secondo su due, mi sa.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Bugie della storia. Le fake news più incredibili di sempre
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