- Autore: Jennifer Armentrout
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: HarperCollins
- Anno di pubblicazione: 2025
Born of Blood and Ash. Nata da sangue e cenere (Vol. 2) è l’ultimo libro della serie spin-off Flesh and Fire, edito a luglio 2025 da HarperCollins Italia nella Collana Midnight (trad. di Luca Tarenzi), dell’autrice americana Jennifer L. Armentrout, che ha pubblicato con la stessa casa editrice Blood and Ash, la saga principale.
In questo capitolo finale, Seraphena ha dovuto affrontare le sue paure e venire a patti con chi è realmente. Una donna forte, ma allo stesso tempo fragile, con i suoi attacchi di ansia e il suo disturbo post traumatico da stress, dovuto alla sua prigionia a Dalos. Tutto questo la rende un personaggio reale, ben delineato, più vicino al lettore che può facilmente immedesimarsi in lei nonostante i suoi poteri straordinari. La sentiamo sempre e comunque umana, mai distante e distaccata. Tutto questo la rende sicuramente uno dei personaggi femminili meglio costruiti dei fantasy degli ultimi dieci anni.
Anche il protagonista maschile, rimanendole sempre accanto e sempre di supporto, fa sì che sia uno dei personaggi più amati di questa serie. È lui che la aiuta a superare i suoi traumi, facendole capire che lui le sarà per sempre accanto.
Darei qualunque cosa al mondo per tornare indietro nel tempo e prendere il tuo posto. Qualunque cosa al mondo. Ma non posso. […] Tutto quello che posso fare è dirti che nulla – assolutamente nulla – è cambiato tra di noi. Qualunque cosa sia successa, non è cambiato il modo in cui ti vedo. Sei ancora la stessa coraggiosa, fortissima Seraphena che ho visto quella notte al tempio d’Ombra. E non è cambiato quello che provo per te. Nulla può cambiare quello che provo per te. E nulla lo farà mai.
Per quanto riguarda gli antagonisti, i cosidetti Villains, ho trovato molto interessante la figura di Callum, fedele servitore del Falso Re Kolis. Per alcune pagine ho persino provato dei sentimenti positivi per lui, nonostante tutte le azioni ripugnanti dei libri precedenti. La sua storia avrà degli sviluppi nella saga principale, anche perché ci deve spiegare ancora come mai ha confidato alla regina Madre, la mamma di Sera, come si uccide il Primordiale della Morte. Sto anche mettendo in dubbio a chi si riferisse, se a Nyktos o al vero primordiale della Morte, Kolis. Quest’ultimo è veramente un cattivo ben strutturato, tant’è che anche il mio battito aumentava appena si sentiva il profumo dei lillà morti. E devo dire che una volta messo fuori gioco, all’equilibrio della narrazione è mancato qualcosa. Lo ritroveremo nella saga principale, sveglio e forse non ancora troppo in forma.
Una menzione d’onore va ad Attes, dio degli Accordi e della Guerra, di cui Casteel è discendente. Dopo che Seraphena gli confida i piani che hanno per l’anima di Sotoria, lui le confessa l’amore che ha sempre nutrito per la sfortunata mortale.
Ho sempre saputo che non sarebbe mai stata mia, e mi stava bene. Avevo imparato a convivere con questa consapevolezza. L’unica cosa che desideravo per lei era che potesse avere pace. […] Immagino la si possa considerare la forma più pura di amore.
Avendo letto un po’ di libri dell’autrice, non mi sorprenderebbe scoprire che il dio non è un semplice parente del protagonista maschile di Blood and Ash. Magari è riuscito a convincere gli Arae ad aiutarlo a realizzare il suo desiderio di stare accanto a Sotoria. Chissà. Al momento si fa riferimento ad Attes solo in Anima di sangue e cenere quando Nektas si rivolge proprio a Casteel dicendogli che gli ricorda qualcuno. La somiglianza fisica non c’è, ma in comune hanno delle simpatiche fossette e quasi lo stesso tono di voce quando pronunciano il giuramento: “Con la mia spada e la mia vita giuro fedeltà a te…”; in Sangue e Cenere suonava più peccaminoso, qui invece è siglato con profonda stima e ammirazione nei confronti della Primordiale della Vita e di Nyktos.
Ci sono, naturalmente, anche delle cose che non ho apprezzato, o meglio che sono mancate e che avrei voluto leggere. Sappiamo che Seraphena ha donato ai lupi kiyou la forma umana con la notam per comunicare con il primordiale della Vita, fatto rilevante per le vicende a seguire. Nel libro c’è un brevissimo accenno di due righe sul finale, avrei voluto un approfondimento. Stessa cosa per la nascita dei gemelli Malec ed Ires, quest’ultimo è il padre naturale di Poppy. Seguiamo la gravidanza della protagonista, ma nelle vicende narrate nel libro non li vedremo mai.
Nel complesso è un epilogo all’altezza della serie, fermo restando che dovremmo ritrovare i protagonisti nella saga principale per lo scontro finale con Kolis.
E poi, se tu dovessi tornare e lei fosse rinata, Kolis […] le metterò questo pugnale in mano io stessa […] E sarà lei a piantartelo nel cuore.
gli promette Seraphena, mentre lo stanno per seppellire. Quanti, come me, sono impazienti?
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Born of Blood and Ash. Nata da sangue e cenere (Vol. 2)
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