Il ritorno dalle vacanze è ormai una realtà: l’estate è finita e sono già arrivati i primi giorni di scuola. In tanti stanno svuotando le valigie, pronti - o meno pronti - ad affrontare le spese per il ritorno sui banchi, oppure il rientro sul luogo di lavoro.
Per fortuna, settembre porta anche le coperte - come rivelano tanti poeti - e nuovi libri da leggere. Alcuni mettono anche settembre nel titolo del libro, mentre per altri è un periodo di poesia. Per tutti è un momento di ritorno alla vita quotidiana, ma come ci trova questo ritorno? A questa domanda risponde una poesia pubblicata sul web e scritta da un’autrice sotto pseudonimo, Neterjet Sat Iset.
“Alla costa”: testo della poesia
Chissà se non avessi solcato
i mari dell’inchiostro;
il chiostro degli antichi segni;
i regni che si confondono tra le parole.
Il ponte
di quella rinascita tesa
chiesta, chiesa e faro d’elsa:
è una spada senza nome
un timone senza rotta
rotta la voce di pioggia il canto.
Anche al più esperto dei naviganti
arriva il sogno agognato, ritorno a casa.
“Alla costa”: figure retoriche
La poesia utilizza un linguaggio ricco per percorrere un viaggio interiore, pieno di immagini suggestive.
Le metafore sono centrali: “i mari dell’inchiostro” e il “chiostro degli antichi segni” sono i luoghi simbolici da attraversare per percorrere l’universo della scrittura e della conoscenza. Il “ponte” è una metafora per il percorso di crescita personale, a volte incerto come la “spada senza nome // un timone senza rotta”, che simboleggiano l’assenza di una meta definita o di una bussola. Il “ritorno a casa”, alla fine, è una metafora per trovare la serenità interiore.
La poesia presenta anche climax con “chiesta, chiesa e faro d’elsa”, parole che portano a un significato via via più intenso del percorso, dal desiderio alla spiritualità e alla guida.
La personificazione si trova in “arriva il sogno”, che riceve una qualità umana, cioè quella di muoversi per arrivare.
La sinestesia, invece, unisce sensazioni diverse in “la voce di pioggia il canto”, a creare un’immagine poetica che indica il percorrere un sentimento malinconico.
Le figure di suono arricchiscono il testo. L’assonanza e la paronomasia si trovano in “chiesta, chiesa e faro d’elsa”. Il tutto crea un gioco di parole che lega i concetti tra loro.
Analisi della lirica di Neterjet Sat Iset
La poesia racconta il viaggio di chi scrive - simboleggiato dal navigante - che inizia il suo percorso nel mondo delle parole, fino a rischiare di perdersi. Un po’ come chi va in vacanza in cerca di avventure e di emozioni, la poetessa affronta in un primo momento con entusiasmo quello che succede: la ricerca, l’esplorazione, ma con una destinazione. Chi va in vacanza lo fa per trovare relax e divertimento, mentre chi scrive l’obiettivo è “di quella rinascita tesa”.
Così anche la rotta inizia a cambiare. Se prima ci si focalizzava sul divertimento, ora l’aspirazione è quella di un “sogno agognato, ritorno a casa”, anche se solo dopo essere diventato il “più esperto dei naviganti”. Il ritorno alla realtà è il momento dove si tirano le somme e ci si ritrova finalmente a casa, con le abitudini e gli oggetti a cui siamo abituati, ma anche quello in cui siamo pronti a vedere in modo diverso forti dell’esperienza che abbiamo vissuto in vacanza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Alla costa”, la poesia di Neterjet Sat Iset per il rientro dalle vacanze
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