Abbandonati. Luoghi e paesi fantasma della Sicilia
- Autore: Cristiano La Mantia e Ascosi Lasciti (a cura di) con Giovanni Polizzi e Claudio Licitra
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Risultato di un’accurata indagine di quelli che vengono definiti esploratori urbani (Urban Explorer), questo Abbandonati (Giacché Edizioni, 2025), un documentato e intrigante lavoro di ricerca e cernita di “Luoghi e paesi fantasmi della Sicilia” come recita il sottotitolo di copertina (a cura di Cristiano La Mantia e Ascosi Lasciti, con Giovanni Polizzi e Claudio Licitra).
Ogni città ha tanti posti dimenticati e portoni chiusi da molto tempo
si legge nel libro, e si chiama URBEX (abbreviazione di Urban Exploration) il lavoro dell’esplorare luoghi abbandonati (denominati “Ascosi Lasciti”), per la maggior parte sconosciuti ai più ma ricchi di storia. “Ascosi Lasciti” e il sito ascosilasciti.com è il primo portale dedicato al mondo Urbex in Italia. Un gruppo appassionato di ricercatori si è dedicato ad esplorare tutti quei luoghi abbandonati al di fuori dei soliti circuiti turistici. Si tratta di un volume che ha avuto una lunga gestazione e che vede oltre a magnifiche foto il contributo autoriale di testi.
Opera al riguardo a livello nazionale, un collettivo artistico che unisce vari tipi di personaggi, come fotografi ma anche storici, architetti, ingegneri, persone comuni e semplici appassionati, reputandosi l’esplorazione come innata nella condizione umana, in quanto senza di essa l’uomo non avrebbe raggiunte certe mete. A iniziare dalla copertina, si tratta di un volume che suscita emozioni, con tre figure umane in penombra, e sfogliando via via le pagine ci si rende conto che è un continuo gioco e un dialogo tra testi, racconti e immagini ben scandite e frazionate anche geograficamente. Un libro che nella sua esposizione è organizzato per provincia, in tutto nove in ordine alfabetico iniziando da Agrigento fino a Siracusa.
Un’ottima e riuscita mistura di testi e immagini di luoghi, la cui narrazione è diversa secondo la sensibilità dei diversi autori, passando da un approccio storico ricostruttivo nel caso dei borghi abbandonati, trattandosi di luoghi pubblici di cui si conosce la storia e le vicende, i motivi dell’abbandono spesso legati a eventi naturali quali il terremoto. Ma poi ci sono le fabbriche, le miniere, le industrie, fino ad arrivare alle chiese e ai conventi e ancora ville e dimore residenziali nobiliari. Su quest’ultime, non essendo del tutto note le motivazioni del loro abbandono, si è suscitato ancor più l’estro narrativo e la fantasia degli autori. Si sono ritrovate le foto delle famiglie nobiliari, spesso anche le lettere, cercando di ricostruire il vissuto all’interno di corridoi e stanze, alcune pressoché intatte, senza nulla toccare e senza violare la storia familiare e la memoria delle persone che le hanno frequentate.
È da precisare come il libro non vuole essere un testo con riferimenti storici o di architettura. L’esplorazione urbana, documentata attraverso le splendide foto contenute all’interno del libro, vuole raccontare una storia anche immaginaria, e questo specie per le ville. Non vi è un titolo, tranne che per i borghi abbandonati, che ricordi il vero nome dei luoghi in ragione di cercare di preservarli.
Emerge, dalla visione di questi luoghi, una dimensione dell’abbandono, della malinconia e della nostalgia, di un passato che non ritorna più, ma questo viene superato in quanto gli autori si fanno traghettatori, veicolo verso una loro rinascita. Infatti, raccogliendo quello che questi luoghi sono stati, si racconta al contempo come essi vivono nel presente e di cui s’immagina un futuro auspicando fortemente un pronto recupero. Sono luoghi divenuti, alcuni, dimore di animali, invasi dalla vegetazione, in uno stato di abbandono che non può essere accettato. Abbandonati ma non dimenticati, in quanto l’abbandono deve considerarsi uno stato di transizione.
Nulla di più romantico si percepisce visitando le ville abbandonate, molto affascinanti e rappresentative dell’intimità di una famiglia e del dolore di un abbandono, e sono pseudonimi o nomi di fantasia quelli dei luoghi che gli urban explorer hanno dato loro, in quanto spesso depositari di leggende utili per raccontarli.
Abbandonati. Luoghi e paesi fantasma della Sicilia è un libro per evitare l’appiattimento culturale e sociale in cui si sta ricadendo, e per evitare soprattutto di non ricordare, mentre occorre coltivare la curiosità verso sé stessi e verso il territorio che ci circonda. Una curiosità di capire perché quelle case vengono abbandonate, non compiendo uno studio su questi luoghi ma facendosi prendere dalla bellezza dell’abbandono.
Un libro che non vuol essere né un reportage, né un libro storico, né una guida ma un segno di presenza, un testo contro l’indifferenza, per mettere un tassello al fine di consentire a questi luoghi una nuova vita, in un futuro non molto lontano.
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