108 rintocchi
- Autore: Yoshimura Keiko
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2023
Una tradizione buddista prevede che a capodanno il passaggio dal vecchio al nuovo anno avvenga attraverso il battito di campane di bronzo; 108 rintocchi di preghiera e perdono, a significare la pulizia dalle passioni umani e l’inizio di un tempo nuovo. 108 rintocchi è anche il titolo del romanzo di Yoshimura Keiko edito nel 2023 all’interno del catalogo Piemme, con la traduzione di Laura Imai Messina.
Immaginiamo un’isola piccolissima nell’arcipelago giapponese di Izu, una comunità di poche centinaia di abitanti e il vulcano che si erge a sovrastare tutto, unione tra cielo e mare, tra il centro della terra e lo spazio circostante. Immaginiamo la potenza dell’oceano in inverno, giornate fredde e onde tempestose che non consentono la navigazione, un vago senso di isolamento e l’immensità di una natura indomabile che l’uomo può solo accettare. Ogni giorno la scoperta, nulla è scontato, ogni nave che riesce ad arrivare una benedizione, con il suo carico di merci necessarie e persone care che raggiungono le famiglie per le festività: il senso di gratitudine accompagna ogni evento.
I 108 rintocchi che si espandono da un’isola all’altra echeggiando in tutto il Giappone; mai prima d’ora avevo potuto immaginare una tale condivisione in un popolo, come se quei rintocchi fossero il battito di un unico cuore e lo scandire di un tempo che unisce. Gli abitanti dell’isola hanno ognuno con la sua storia, la propria caratteristica e il proprio ruolo - anzi due, perché per una necessità matematica ogni abitante ha almeno due ruoli da compiere, raddoppiando così le opportunità del proprio destino. E ci sono momenti di collettività a volte inconsapevoli, come la sera delle domande che sorgono in ogni dove da ogni persona, e il valore dell’attesa che è l’unica funzione insegnata dalla presenza dei semafori sull’isola. Poi ce ne sono di più consapevoli: la preparazione dei cibi, tre giorni di lavoro e creatività, con i profumi che si spargono sull’isola insieme alla soddisfazione degli abitanti; è facile avvertirli entrambi leggendo tra le righe, come per la vestizione per la celebrazione e il fuoco nel santuario dove, dopo i rintocchi, il cibo e la gioia rappresentano il momento di assoluta unione di gente semplice, che ha compreso il senso dell’esistenza attraverso il proprio agire.
In tutto questo, il nostro protagonista Sohara e la sua storia raccontata, con la scelta di tornare nella sua piccola terra dopo un breve periodo giovanile alla ricerca della propria realizzazione a Tokyo; mai solitudine era stata così forte in quella città affollata. E ora, sessantenne, sull’isola è colui che aggiusta le cose che si rompono, molto spesso le anime delle persone, e funge da filo d’unione tra tutti i meravigliosi personaggi narrati dalla penna dell’autrice.
Il romanzo della giovane Yoshimura Keiko, pubblicato in Italia da Piemme edizioni con una copertina artistica che è stata la prima cosa ad avermi attirato, è una storia dolce e godibile, che fa sognare e fa bene all’anima, con rimandi ai grandi scrittori della tradizione giapponese come Mishima e alla cinematografia di Ozu, ma soprattutto è una storia che ha la capacità di farci entrare in un mondo sconosciuto che però appare lentamente e profondamente conoscibile nelle corde più profonde del nostro essere umani.
108 rintocchi
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