- Autore: Edoardo Pezzoni Mauri e Salvatore Sfrecola (a cura di)
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Historica Edizioni
- Anno di pubblicazione: 2026
Vittorio Emanuele III, il Re costituzionale, a cura di Edoardo Pezzoni Mauri e Salvatore Sfrecola (Historica Edizioni, 2026, pp. 462) è il settimo volume della Collana “L’Italia in eredità”, diretta da Alessandro Sacchi. Dopo i volumi dedicati a Vittorio Emanuele II, a Camillo Benso di Cavour, a Giuseppe Garibaldi, al Re Umberto II, al Re Umberto I e a Giuseppe Verdi, vede la luce il presente dedicato al terzo Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, con prefazione dell’avv. Alessandro Sacchi, Presidente Nazionale dell’Unione Monarchica Italiana.
Sulla figura e sull’opera di Vittorio Emanuele III di Savoia molto si è scritto, e tuttora si scrive. È sicuramente una figura molto controversa della Storia d’Italia pressocché recente, in quanto i suoi 46 anni di regno (29 luglio 1900 - 9 maggio 1946) sono stati caratterizzati da fatti ed eventi di cui tuttora si parla. Se ne parla a favore, ma anche contro. La figura del Re deve senza dubbio essere riconsiderata alla luce di un’approfondita, meditata e corretta analisi delle vicende che lo hanno coinvolto nel corso del lungo regno, soprattutto per fare giustizia di valutazioni affrettate e sicuramente non meritate con le quali, tra cronaca e storia, si è ignobilmente cercato di addossargli responsabilità di altri.
Vittorio Emanuele III fu il “Re Soldato” e nel corso della Prima Guerra Mondiale lo si vedeva, milite tra i militi, nelle trincee. Fu lui che, grazie all’impegno profuso nel Convegno di Peschiera del Garda del 7 novembre 1917, pose le basi per la vittoria del 4 novembre 1918 in quel di Vittorio Veneto. E fu il re, solo il re, che, applicando alla lettera lo Statuto Albertino, si rifiutò (il 27 ottobre 1922, con i fascisti alle porte di Roma) di firmare lo Stato d’Assedio, provvedimento giuridico eccezionale con cui un governo sospende temporaneamente le garanzie costituzionali per fronteggiare gravi crisi interne, quali rivolte o disordini. In questo regime, il potere di gestione dell’ordine pubblico sarebbe stato delegato alle autorità militari con l’applicazione del codice penale militare. E quindi non fu il Re a far avanzare Benito Mussolini, ma il voto di fiducia alla Camera del Deputati espresso anche da forze politiche contrarie al fascismo.
E si possono elencare altri momenti in cui Vittorio Emanuele III fu solo e soltanto un re costituzionale: fu grazie alla presenza del re in Italia se il fascismo non degenerò. E questo libro, con profondi saggi di illustri studiosi come Edoardo Pezzoni Mauri, Giovanna Giolitti, Guglielmo de’ Giovanni-Centelles, Salvatore Sfrecola, Francesco Perfetti, Salvatore Bordonali, Nicola Neri, Alessandro Sacchi, Andrea Molle, Angelo Barba, Ilaria Grillini, Gustavo Mola di Nomaglio, Adriano Monti Buzzetti Colella e Francesco Calveri, illustra, al meglio e sotto svariati aspetti, il lungo regno del re Vittorio Emanuele III. Ma soprattutto evidenzia, e bene, con lucidità, con obiettività storica, la figura di questo grandissimo re, vilipeso per anni da pseudostorici che gli attribuirono la sottoscrizione delle Leggi Razziali del 1938 (proprio perché sovrano costituzionale; se non voleva firmarle doveva forse abdicare) o la cosiddetta “fuga di Pescara”, che invece fu soltanto un mero e doveroso trasferimento del governo al Sud.
È un libro che va letto, ponderato, studiato, approfondito in tutti i suoi aspetti per gli alti contributi forniti da veri esperti nei vari campi presi in esame. Ma di ciò non avevamo dubbi, dopo la pubblicazione dei precedenti prestigiosi volumi della Collana.
Concludo con le parole tratte dalla prefazione dell’avv. Alessandro Sacchi:
Di tutte le scelte, Vittorio Emanuele si assunse sempre la responsabilità, un “Re costituzionalissimo”, come lo aveva definito Filippo Turati. E se lo Statuto fu suo ispiratore, “i suoi occhi e le sue orecchie” furono sempre la Camera ed il Senato. Tenne un diario giornaliero che, nei mesi dell’esilio che precedettero la morte, cercò di riordinare. Pochissimi hanno avuto modo di posare gli occhi sugli appunti del Re, anzi pare che di tali scritti siano state distrutte tutte le copie. Giovanni Artieri, con il consenso di Umberto II poté sfogliare le pagine dattiloscritte […] Il Re in esilio, con un figlio anch’egli Re in esilio, aveva annotato: “Viva l’Italia, oggi più che mai”.
E speriamo in prossimi ulteriori volumi di questa collana celebrativa essenzialmente della nostra nazione e delle nostre intramontabili tradizioni.
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Un libro perfetto per...
a chi vuole conoscere bene la figura di Vittorio Emanuele III
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Vittorio Emanuele III, il re costituzionale
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