- Autore: Allen Ginsberg
- Categoria: Poesia
- Casa editrice: Il Saggiatore
- Anno di pubblicazione: 2026
Uno dei punti fermi della poesia americana contemporanea che non solo resiste nel tempo per i significati che intende veicolare ma anche per l’innovatività dello stile poetico con cui è stato scritto e per essere stato per decenni (e ancora oggi) tra i riferimenti letterari più sintomatici per intere generazioni di amanti di letteratura americana: è Urlo (Howl) di Allen Ginsberg, poema denso e inquietante che interpretava polemicamente la società americana negli anni in cui fu scritto e che anche ai giorni nostri può spiegare e aiutare a comprendere ciò che gli Stati Uniti d’America sono diventati in questi ultimi decenni.
Ricordate il suo incipit (uno dei più espressivi ed amati di tutta la poesia novecentesca)?
I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked, dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix, Angel-headed hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night.
(Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa, hipsters dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte).
Non stupisce, anche alla luce di ciò che sono attualmente gli Stati Uniti, la capacità dei versi iniziali di Urlo di mettere i brividi...
È un poema seminale e universale, quello di Ginsberg, che vale oggi la pena di riscoprire e rivestire di nuovi significati. Davvero meritoriamente Il Saggiatore rende disponibile anche nel nostro paese un’edizione speciale di Urlo, che fa luce sulla genesi del poema e consente di valutare con uno sguardo rivolto al passato e uno in una prospettiva futura contesti politico-sociali e storico-letterari caratteristici non solo degli USA ma di tutti i paesi occidentali. L’edizione che segnaliamo, curata dallo scrittore inglese Barry Miles (la traduzione italiana del poema è affidata a Luca Fontana, mentre gli apparati sono volti nella nostra lingua da Sara Reggiani), contiene materiali inediti e testimonianze di prima mano, come le diverse bozze con annotazioni dell’autore che danno l’idea di quanto lungo sia stato il lavoro di composizione, le varianti e i ripensamenti scritti a mano, la corrispondenza che Ginsberg scambiò con amici e sodali come Jack Kerouac e William Burroughs, Lawrence Ferlinghetti (cui il componimento è dedicato) e Carl Solomon nel periodo in cui Urlo veniva composto, i resoconti delle prime letture pubbliche e del processo per oscenità che l’opera subì nel 1957 ed infine i testi che hanno ispirato la poesia e le fotografie dei vari protagonisti delle vicende attorno alla pubblicazione.
Scrive Ginsberg in prefazione/guida alla lettura, che
da tre decenni convivo e mi intrattengo con Urlo, diventato ormai caposaldo sociale e poetico, alla peggio famigerato, nel migliore dei casi illuminante, più di recente reso accessibile al pubblico dell’Est Europa, dell’Unione Sovietica e della Cina, a cui la comprensione era stata finora negata.
Racconta ancora assai significativamente in uno dei saggi contenuti nel volume, come
questo lavoro di scavo e documentazione nasce dal desiderio di «dissipare nubi di ignoranza»: di parlare senza filtri a chiunque sia disposto ad ascoltare un Urlo che non ha mai smesso di sfidare il conformismo, come «uno squillo di tromba del cuore».
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Urlo. Edizione speciale
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