Il titolo del più recente romanzo di Andrea Laprovitera Undici metri (Nulla Die, 2026)) richiama la distanza che separa il dischetto del rigore dalla porta: undici metri che, nel calcio, possono decidere una partita, ma che nel romanzo diventano soprattutto un simbolo delle sfide della vita, dei momenti in cui ci si trova soli davanti a una scelta, con la paura di sbagliare e il desiderio di riuscire. Perché in questa opera il mondo del calcio giovanile diventa una metafora per effettuare una riflessione ampia e profonda sulla crescita, sull’educazione emotiva e sul valore delle relazioni umane.
La storia è ambientata attorno alla Folgore, una squadra di calcio giovanile di provincia, e segue l’intero percorso di una stagione, da settembre a maggio. Non si tratta però di un semplice racconto sportivo: il campo da gioco diventa il centro di un microcosmo umano in cui si intrecciano le vite dei ragazzi, le loro fragilità, i loro sogni e le difficoltà quotidiane. A osservare e raccontare questo mondo è l’allenatore, Andrea Laporta, figura centrale e punto di riferimento, che guida la squadra non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano e educativo.
Attraverso la sua voce, il lettore entra dentro gli allenamenti, le partite, le tensioni dello spogliatoio, le esclusioni e le piccole vittorie che spesso non compaiono sul tabellone, ma che sono fondamentali nel percorso di crescita dei ragazzi. Ogni personaggio porta con sé una storia personale, e il gruppo diventa uno specchio della complessità dell’adolescenza, con le sue insicurezze, le sue contraddizioni e i suoi cambiamenti continui.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è la capacità di utilizzare il calcio come linguaggio narrativo per affrontare temi universali. Il campo da gioco diventa uno spazio simbolico in cui si parla di amicizia, rispetto, appartenenza, responsabilità, ma anche di bullismo, difficoltà familiari e disuguaglianze sociali. Il calcio non è mai fine a sé stesso, ma diventa uno strumento per osservare la crescita interiore dei ragazzi e il ruolo degli adulti che li accompagnano.
L’autore, Andrea Laprovitera - scrittore, sceneggiatore e autore di fumetti -, riesce a raccontare un calcio lontano dai riflettori del professionismo, restituendo al lettore l’atmosfera autentica dello sport di provincia. È un calcio fatto di campi semplici, rivalità locali, partite vissute con entusiasmo genuino e spirito di comunità. Non ci sono campioni lontani e irraggiungibili, ma ragazzi che imparano a conoscersi, a collaborare e a confrontarsi con le proprie emozioni. In questo senso, il romanzo recupera una dimensione quasi romantica dello sport, dove il risultato non è l’unico elemento che conta.
Lo stile dell’autore è chiaro, diretto e comprensibile da tutti, ma allo stesso tempo mai piatto, piuttosto attento alle sfumature emotive. Le scene di gioco sono descritte con ritmo e realismo, mentre i momenti più riflessivi permettono di approfondire la dimensione psicologica dei personaggi. Questa alternanza rende la lettura scorrevole e coinvolgente, adatta sia a un pubblico giovane sia adulto.
Un tema centrale dell’opera è quello della sconfitta, che viene affrontata non come fallimento definitivo, ma come parte fondamentale del percorso di crescita. Le difficoltà, gli errori e le delusioni diventano occasioni per imparare e per maturare. In questo senso, la storia trasmette un messaggio educativo importante: crescere significa anche saper perdere, accettare i propri limiti e ripartire. Particolarmente significativa è anche la dimensione autobiografica dell’opera. Il romanzo nasce infatti da un’esperienza personale dell’autore, legata al mondo del calcio giovanile e alla figura del figlio. Questo elemento rafforza la sensazione di verità nelle dinamiche tra allenatore e ragazzi, rendendo la narrazione più viva e partecipata.
Dal punto di vista tematico, Undici metri si colloca tra le opere di formazione che utilizzano lo sport come strumento per esplorare la crescita personale e sociale. Il libro si rivolge a un pubblico ampio: ai giovani lettori, che possono riconoscersi nelle esperienze dei protagonisti, ma anche agli adulti, in particolare genitori e educatori, che possono ritrovare nel racconto riflessioni sul proprio ruolo.
Insomma, Andrea Laprovitera costruisce un romanzo sincero, equilibrato e profondamente umano, capace di andare oltre la dimensione sportiva per raccontare la vita nelle sue sfumature più autentiche. Undici metri è una storia che invita a guardare oltre il risultato, ricordando che le partite più importanti non si giocano solo sul campo, ma anche dentro le persone. E che, a volte, proprio in quegli undici metri che separano un calcio di rigore dal gol si concentra l’essenza stessa del crescere. Perché le persone adulte sanno che
nella vita, come nel calcio, si può vincere oppure perdere, ma bisogna sempre giocarsela fino alla fine.
- Autore: Andrea Laprovitera
- Genere: Sport
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Undici metri
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