Una vita ritrovata
- Autore: Luca Maria Pellegrini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Il racconto della propria vita lo si porta dentro, la nostra storia personale è una continua elaborazione di ricordi, emozioni e interrogativi irrisolti, come alcune domande che rimarranno per sempre senza risposte; se fosse andata diversamente, si sarebbe potuto fare di più? Una vita ritrovata (Scatole Parlanti, 2025), libro d’esordio di Luca Maria Pellegrini, narra una storia familiare che si trascinerà negli anni dai padri ai figli, nella quale i protagonisti vivranno una condizione dolorosa che non li abbandonerà mai.
Luca Maria Pellegrini, romano, ha studiato Giurisprudenza e ha conseguito un master in Business & Administration; attualmente è dirigente in una multinazionale americana.
Un gruppo di adolescenti negli anni Sessanta era in vacanza con le loro famiglie a Lampedusa. Ettore e Paolo, i protagonisti del racconto, vivevano liberamente quei giorni lontani dagli studi ed erano desiderosi di volersi innamorare. Il mare d’agosto, con le gradazioni d’azzurro che si susseguivano, invitava ad uscire in barca e al porto si potevano organizzare anche gite notturne, solcando il mare scuro illuminato dalle sole stelle. Ettore e Paolo si lasceranno trasportare dall’entusiasmo portando con loro Manuela, la sorellina più piccola, nonostante l’accesso alla barca le era vietato.
Camminarono sulla passerella scricchiolante che traballava a ogni passo e, una volta a bordo, si sederono a prua con i piedi a sbalzo fuori dal ponte. L’imbarcazione mollò gli ormeggi e uscì dal porto. C’era un buon vento che permetteva di veleggiare con una certa velocità. La prua rompeva i flutti producendo schizzi abbondanti che andavano a bagnare i piedi dei tre fratelli. Si stavano divertendo molto, ridevano dandosi pacche giocose sulle spalle.
Il mare in pochi minuti si fece scuro e il cielo si rabbuiò. La pioggia iniziò a essere fitta e le onde divennero alte e pericolose. L’imbarcazione era senza controllo e una falla fece imbarcare acqua. Michela cadde tra i flutti e venne inghiottita nel buio della notte.
Una tragedia che segnerà le vite dei due fratelli. Gli anni trascorreranno tra sensi di colpa e l’incapacità di saper perdonare. La scomparsa della sorella lascerà un vuoto incolmabile anche sui figli dei due protagonisti, Massimo ed Edoardo, che nel preservare il ricordo di Manuela vivranno lontani e carichi di rancori l’uno verso l’altro. Massimo non perderà mai occasione di bullizzare Edoardo, gracile fin da bambino, in bilico tra l’essere malato e il non esserlo.
Fu uno degli elementi più disturbanti e infelici nella sua vita. E il fatto che fosse proprio suo consanguineo lo feriva ancora di più.
Massimo andrà a studiare e Cambridge, mentre Edoardo, con accanto la nonna che mai lo lascerà, era diventato un uomo di successo “con tante ragazze bellissime intorno”.
In famiglia si continuava a parlare poco del passato e il nome di Manuela sembrava essere diventato un tabù, evitando di affrontarne anche il ricordo. Le loro vite sembravano attraversare una fase di apparente serenità e successo quando, come spesso accade, ecco che la vita ti chiede il conto. Dietro l’angolo un imprevisto metterà di nuovo alla prova i nostri protagonisti.
Una vita ritrovata è il racconto di una storia familiare drammatica, di non perdono, tra dolori, rabbia, colpa, isolamento e difficoltà nella vita emotiva e relazionale dei protagonisti, che trasformeranno la perdita in un trauma irrisolto che si tramanderà di generazione in generazione, creando una profonda frattura nel loro tessuto familiare. Una storia che abitava da lungo tempo nel cuore e nell’anima dell’autore e che ha poi trovato una via d’uscita nell’essere narrata. E, come ha scritto Sándor Márai, l’essenza intima della narrazione interiore diviene la vita stessa, la risposta finale alle proprie domande, e definisce il senso dell’esistenza, rivelando la verità su noi stessi.
Una vita ritrovata
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