Rosario, una trentenne di Madrid insoddisfatta della propria vita, ci racconta della madre affetta da demenza senile, dell’abbandono della famiglia da parte del padre, del suo lavoro di spazzina comunale e della sua incapacità di rincorrere una vita diversa. Ma ci racconta soprattutto di Milagros, un’amica grassa e inverosimilmente ingenua che la idolatra ed è disposta a fare tutto ciò che le chiede.
La Lindo è brava a rendere lo squallore in cui vive Rosario e le bugie che racconta a se stessa e agli altri per non riconoscere la mancanza di prospettive. All’inizio del libro le simpatie vanno tutte a Milagros, che parla in continuazione e che si fa le canne nel taxi dello zio. Rosario, invece, al massimo riesce a farsi compatire e se le doniamo un poco della nostra comprensione lo facciamo con la consapevolezza che la sua inettitudine al miglioramento è spesso anche la nostra. Ma finiamo con il condividere anche i suoi rimorsi quando le muore la madre, che lei, durante i due anni della malattia, ha sopportato a fatica, magari rinchiudendola a chiave nell’armadio dove andava a ficcarsi oppure legandola alla sedia per impedirle di disegnare sui muri con i propri escrementi.
Se in Rosario ci sono aspetti che non ci piacciono è perchè annusiamo che sono gli stessi aspetti che ci danno fastidio in noi stessi. Così andiamo avanti a leggere dei suoi battibecchi con Milagros e delle chiacchiere che i colleghi di lavoro fanno alle loro spalle, credendole lesbiche.
Milagros, però, alla fine ci lascia senza parole: la sua fragilità umana si impone sulle sue stramberie, sulle sue chiacchiere senza fine, sulla sua obesità, e questo succede quando trova un neonato in un cassonetto dell’immondizia. Sarà quel neonato e la reazione di Milagros ad aprire gli occhi di Rosario, a farla riflettere in modo diverso, abbandonando gli schemi mentali che l’avevano legata alla sua insoddisfazione fino a quel momento.
Tanto per ricordarci ancora una volta che le persone sono molto più di ciò che appaiono.
- Autore: Elvira Lindo
- Casa editrice: Mondadori
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