- Autore: Giovanni Coco
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2025
Un mosaico di silenzi (Mondadori, 2025, pp. 372), che ha come sottotitolo “Pio XII e la questione ebraica”, è un interessante saggio di Giovanni Coco, archivista e ricercatore all’Archivio Storico dello Stato della Città del Vaticano.
È scritto nella seconda di copertina:
L’immagine migliore per descrivere il silenzio di Pio XII sembra quella di un mosaico di silenzi, una figura i cui contorni appaiono frammentati e deformati se guardata troppo da vicino, mentre assume la sua forma complessiva solo se osservata a distanza.
Pio XII [Eugenio Pacelli (nato1876), 1939-1958] una sola volta, e nel corso della Seconda Guerra Mondiale, si espresse pubblicamente usando il concetto di “sterminio”, e ciò per alludere alla sorte degli ebrei. Lui, Sommo Pontefice e rappresentante di una certa tradizione della Chiesa Romana, fu sicuramente al corrente delle ignobili atrocità naziste. E infatti Giovanni Coco, nel riordino e nel recupero dell’archivio di Papa Pacelli, ha, con questo saggio, fatto emergere delle tracce di quella che doveva sicuramente e senza dubbio essere una lunga e ricca corrispondenza tra il Papa e il gesuita tedesco Lothar König (1906-1946), convinto antinazista, il quale aveva anche aderito alla Resistenza contro il regime e che, in queste lettere, faceva riferimento ad Auschwitz. Quindi, nel dolore e nella preghiera, Pio XII sapeva tutto, ma, secondo lo stile Vaticano, era preferibile mantenere il “silenzio” e quindi non prendere alcuna posizione.
E tale fu la linea seguita appunto dal Pontificato di Papa Pacelli, e cioè il cosiddetto “principio del silenzio” che era ed è uno strumento ben consolidato nella diplomazia vaticana, proprio per confermare una “perfetta imparzialità” della Santa Sede.
Tutto il saggio è la perfetta ricostruzione, in uno stile attento e molto curato, del mosaico dei silenzi, e ciò attraverso lettere personali alla Segreteria di Stato, documenti diplomatici, minute dei discorsi del Sommo Pontefice, articoli dell’”Osservatore Romano”. Ma da tutto ciò timidamente emerge un inizio della lenta ma progressiva evoluzione della Chiesa riguardo della questione ebraica.
Ed ecco che arriviamo al 1959, alla vigilia del Concilio Ecumenico Vaticano II, che San Giovanni XXIII [Angelo Giuseppe Roncalli (nato nel 1881), 1958-1963] abolì, al Venerdì Santo, dall’Oremus e pro perfidis Judaeis (“Preghiamo anche per i giudei increduli o infedeli”) la parola “perfidis”.
Giovanni Coco con pazienza e attenzione ha pubblicato un saggio del tutto ottimo; molto documentato, analizza al meglio il rapporto Chiesa Cattolica/Ebrei, sia appunto nella Seconda Guerra Mondiale, ma anche prima e dopo questo tragico evento. Il testo è ricchissimo di note esplicative e ha anche una fondamentale prosopografia. E anche la figura di Pio XII è molto messa in evidenza, e cioè per quel gran Papa che è stato e per quello che ha rappresentato il Suo lungo periodo di Regno.
E concludo con le Sue parole del maggio 1940:
Noi dovremmo dire parole di fuoco contro simili cose, e solo ci trattiene dal farlo sapere che renderemmo la condizione di quegli infelici, se parlassimo, ancora più dura.
E non dimentichiamolo mai che Pio XII fu il Defensor Civitatis, quando il 20 luglio 1943 accorse in Roma, al Quartiere di San Lorenzo bombardato. Egli indisse l’Anno Santo del 1950 e proclamò il Dogma dell’Assunzione. Canonizzò Santa Maria Goretti a soli due anni dalla beatificazione (allora ne sarebbero occorsi 20).
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un mosaico di silenzi. Pio XII e la questione ebraica
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