- Autore: James Islington
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fanucci
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788834747438
Con il primo libro della saga, The Will of the Many. La volontà dei molti (Fanucci, 2026, trad. di Andrea Russo), James Islington ci catapulta in un mondo distopico governato dalla Gerarchia, un universo narrativo ispirato all’antica Roma, con i suoi termini latini, i simboli di potere e una società fortemente - e rigidamente - piramidale, dove il potere controlla tutto e tutti.
Nella Gerarchia, tutto si fonda sulla Volontà, un insieme di forza, energia ed essenza vitale che i cittadini cedono a chi sta sopra di loro nella scala sociale. È proprio questo meccanismo a rendere i vertici sempre più potenti, quasi invincibili, mentre chi sta alla base viene progressivamente svuotato di sé. Una sorta di piramide gerarchica in cui si cedono pezzi di se stessi per far funzionare l’intero sistema.
Più forti insieme. È la grande bugia della Gerarchia, proclamata di generazione in generazione da una massa sempre crescente di persone affascinate da questo concetto. Una parte di me capisce perché. È una frase potente, un richiamo. Promette inclusione. Protezione. Cameratismo. Uno scopo comune. Appartenenza.
Ma non serve guardare lontano per capirne l’ipocrisia.
La voce narrante è quella di Vis Telimus, un ragazzo che nasconde con ostinazione la propria identità e il proprio passato. Un passato che pesa, che lo ha segnato profondamente e che lo costringe a vivere nell’ombra, sempre in guardia. Almeno finché non viene adottato da un senatore potente con i suoi interessi, e non si ritrova nell’Accademia più prestigiosa della Repubblica cateniana, un impero fondato sullo sfruttamento, dove cedere la propria Volontà non è una scelta, bensì un obbligo mascherato da civiltà.
L’Accademia è un luogo che rappresenta al tempo stesso una minaccia e un’opportunità, l’unica possibilità per Vis di ottenere una forma di libertà, senza essere costretto a cedere la propria volontà come tutti gli altri. Un luogo dove tutti competono per salire nella gerarchia, dove nessuno è quello che sembra, e che mostra quanto il sistema stesso sia intrinsecamente marcio. Qui deve trovare alleati, scoprire cosa si nasconde dietro una morte misteriosa avvenuta tra quelle mura e, soprattutto, sopravvivere. Ma sopravvivere all’Accademia è tutt’altro che semplice. Non si tratta solo di competizione, ma di muoversi costantemente tra giochi di potere, alleanze fragili e fazioni contrapposte. Ogni scelta può avere conseguenze imprevedibili, e Vis si ritrova a giocare più partite contemporaneamente.
All’inizio della storia Vis è impulsivo, istintivo, una vera testa calda. Ha un enorme potenziale, ma fatica a incanalarlo. Ha perso tutto, eppure è riuscito ad arrivare fin dove si trova solo grazie alla sua determinazione e alla sua capacità di non farsi schiacciare dal sistema. Ed è proprio la sua evoluzione uno degli aspetti più interessanti del romanzo; lo vediamo crescere, imparare a osservare, a pianificare, a trattenersi. Impara che la forza, da sola, non basta. Che a volte la vera vittoria sta nel sapersi muovere con intelligenza su una scacchiera molto più grande di lui.
La trama è ricca di misteri e costruita in modo tale da non offrire mai veri punti fermi. Ogni risposta apre nuove domande, ogni rivelazione aggiunge un ulteriore livello di complessità. È una storia che ti spinge a leggere ancora, a cercare di capire, a mettere insieme i pezzi. James Islington è stato capace di costruire un vero e proprio mondo narrativo in cui immergerci, un ordine sociale che non si limita a fare da sfondo, ma che diventa l’intera struttura portante della storia.
In conclusione, The Will of the Many è una lettura intensa, carica di intrighi politici, vendetta e desiderio di ribellione. Uno di quei libri che riescono a coinvolgerti completamente, che scorrono con naturalezza nonostante la complessità della trama.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: The will of the many. La volontà dei molti
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