- Autore: Maddalena Mazzeschi
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Spiritoso, brioso, morbido, equilibrato e armonico come il vino, Tappi, tacchi e miracoli (Giraldi Editore, 2025), una lettura piacevolissima come la storia di Maddalena Mazzeschi, una delle prime donne negli anni ottanta a lavorare nella comunicazione del vino. Maddalena Mazzeschi è nata e vive a Perugia; ha lavorato nelle pubbliche relazioni e comunicazione per il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e poi nel gennaio del 1991 ha aperto la sua Agenzia di Marketing nel settore del vino, organizzando varie manifestazioni che sono state fondanti e anticipatrici dell’attuale modo di comunicare il vino da parte di tutto il settore.
Brevi racconti e aneddoti con coprotagonista l’ironia della nostra autrice, sono raccolti in questo suo libro, scritti in momenti diversi della sua vita. Un taccuino nel quale ha riportato le giornate, gli incontri, la scuola, il lavoro e il vino con la sua storia e tradizione millenaria, uno dei pochi prodotti che porta in tutto il mondo l’immagine del made in Italy. Una donna che ha osato scegliere il vino, scrive il Cardinale Ennio Antonelli nell’introduzione al libro, come ambiente ed esperienza lavorativa. Come è arrivata a lavorare nel vino la nostra Maddalena?
Il suo obiettivo, fin da giovane, era lavorare nell’azienda agricola di famiglia. Diploma di perito agrario conquistato con fermezza e decisione in una classe prettamente maschile e in una scuola austera. Aveva saputo conquistare i suoi compagni di classe con i suoi appunti che passavano di mano in mano, e da secchiona e da ragazza vestita male le furono tutti ai suoi piedi. L’università le sembrava “un luogo dove prolungare l’agonia di altri anni” prima di potersi mantenere, così scelse il lavoro mettendosi in cerca di un’opportunità. La sua avventura nel mondo del vino inizierà a soli vent’anni, con l’assunzione nel Consorzio dei Vino Nobile.
I primi anni sono stati difficili ma anche entusiasmanti perché sentivo che, oltre a creare il mio futuro, stavo anche facilitando la strada di altre donne che si sarebbero avvicinate al mondo del vino.
Iniziò come segretaria con sulla scrivania la Lettera 35 della Olivetti, i cui tasti bisognava picchiarli con il martello; avrebbe dovuto attendere ancora per l’arrivo del computer.
Un lavoro niente affatto semplice. Andare dai produttori di vino a dire cosa dovevano fare e non dovevano fare; discutere di questioni produttive e legali relative alla gestione dei vini a Denominazione di Origine Controllata. Allora erano solo cinque: il Vino Nobile, il Brunello di Montalcino, il Chianti, il Barolo e l’Albana di Romagna. E far sì che accettassero l’idea che il vino prodotto a modo loro per decenni era sbagliato, e che le vecchie abitudini andavano accantonate. Dopo alcuni anni Maddalena decise di mettersi in proprio e così a ventisei anni, dopo essersi domandata “che si fa ora?”, inizierà il suo percorso di pubbliche relazione, due parole difficili da far riconoscere non solo ai produttori di vino. Un’avventura che ancora oggi continua, tra le gaff degli enologi, di chi non vuol mangiare e bere, delle fantasiose descrizioni organolettiche dei sommelier, e i viaggi conoscitivi in Borgogna, Spagna e nel suo amato Giappone.
L’intento è quello di dire: è importante conoscere il vino per poterlo apprezzare meglio, però che resti un piacere ed un divertimento.
Per lei, cresciuta in una paese sperso nella campagna umbra, aver iniziato a lavorare nel mondo del vino, che non era ancora un prodotto di lusso e di moda, con la poca esperienza ma cosciente di farcela anche sbagliando, senza laurea e con tanto studio e applicazione, era ed è ancora oggi motivo di grande soddisfazione professionale. Senza dimenticare che attualmente di donne professioniste nel settore ce ne sono tante, e quando lei ha iniziato era l’unica e la più giovane.
Tappi, tacchi e miracoli. Il lato spirit...oso della comunicazione del vino è una storia coinvolgente, a tratti divertente, che evidenzia il carattere deciso e ironico della nostra autrice, messo in luce anche dalla copertina del libro con un calice di vino, dei tappi sparsi e le scarpe rosse, simbolo di femminilità e di battaglia.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tappi, tacchi e miracoli. Il lato spirit... oso della comunicazione del vino
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