Alla larga dal mare, se non si è capaci di trattarlo con rispetto. Può essere amico, propizio, generoso, ma se decide per il peggio, non perdona: l’uomo si ricordi che, per quanto cresciuti in un sacco amniotico, non siamo esseri acquatici. Il mare è versatile, come confermano i racconti marinareschi dell’Ottocento e non solo, di scrittori che hanno tratto ispirazione dalle onde per tante storie appassionanti. Andrea Quadraroli, a sua volta autore di narrazioni intrise di salmastro, ha curato per Magenes Editoriale un’antologia dal titolo Storie del mare (ottobre 2024, collana “Maree-Storie del mare”, 292 pagine), punteggiato da riproduzioni in bianconero di antiche stampe sul tema.
Con il viatico del grande Jules Verne, il curatore propone sedici novelle di autori anglosassoni ed europei, tutte schizzate di salsedine, quando non ambientate sul mare o anche sotto. Sono racconti (una coppia a sua firma) di Rudolfs Blaumanis, Joseph Conrad (due), Stephen Crane, William Hope Hodgson (due), Gaston Leroux, Jack London, Howard Phillips Lovecraft, Herman Melville, Edgar Allan Poe, Emilio Salgari, Henryk Sienkiewicz e Robert Louis Stevenson. Fa notare che nella scelta degli autori, accanto ad alcuni universalmente noti ne appaiono di meno conosciuti: la raccolta non vuol essere una celebrazione ma una miscela di temi diversi, derivati dalla stessa sostanza.
Spicca spesso un’aura di mistero in queste storie di fantasia, in cui elementi reali condividono lo spazio narrativo con contenuti immaginari. Frequenti le incursioni nel fantastico, addirittura nel bizzarro. L’arcano è congeniale ad alcuni scrittori. Altri ne sono affascinati.
La geografia spazia dall’Estremo Oriente al Centro America, ma quello scandagliato è sempre il mare, mutevole come l’umore umano, spesso tumultuoso, altre volte quieto e persino in attesa. È il vero protagonista di ognuna delle storie contenute, osservato dall’alto di un faro, solcato a bordo di natanti, violato con cannonate e siluri da un sommergibile in agguato sotto la superficie, scatenato a volte contro l’uomo con tutta la violenza di cui è capace.
Immenso, cangiante, spesso prepotente, il mare ispira autori che pure non ne avevano fatto la propria cifra narrativa principale, come Edgar Allan Poe (1809-1849), presente nella raccolta col suo celebre Una discesa nel Maelstrom. Pubblicato in una rivista nel maggio 1841 - per qualche studioso redatto già nel 1833 - e modificato successivamente, sviluppa un’esperienza spaventosa raccontata a un narratore da un pescatore norvegese, sulla cima di una rupe che domina il Moskoestrom, gigantesco e terrificante vortice marino al largo delle isole Lofoten. L’uomo, precocemente incanutito dal terrore vissuto, racconta come tre anni prima fosse riuscito a sopravvivere miracolosamente alla furia del gorgo. Un’improvvisa e violenta tempesta aveva sorpreso il peschereccio su cui navigava con i due fratelli, trascinando vorticosamente l’imbarcazione verso il centro del Maelstrom. Mentre la barca precipitava lungo le pareti del vortice, il protagonista si era concentrato sugli oggetti che ruotavano nel gorgo, notando, nonostante il terrore, che quelli di forma cilindrica e più leggeri affondavano più lentamente. Si era legato a un barile e gettato in acqua, abbandonando il natante, rapidamente inghiottito, trascinando con sé i fratelli: uno strappato di bordo, l’altro paralizzato dalla paura. Galleggiando fin dove il vortice si era placato, era stato tratto in salvo, ma lo shock aveva incanutito i suoi capelli in una sola notte. Nessuno credeva alla sua storia, che celebra la vittoria dell’intelligenza e della logica sulla forza della natura.
Per quanto riguarda gli altri racconti, senza tralasciare “né un certo tipo di intimismo né un mostro marino non meglio definito”, la scelta è caduta su temi classici, d’avventura allo stato puro. Non sono certamente tutti quelli che si potrebbero accostare agli scenari marini, mancano del tutto pirati, mappe, tesori, balene, ma sono stati scelti autori significativi, che hanno lasciato un’impronta nel genere.
Non tutti hanno guadagnato una gran fortuna dai propri scritti. Emilio Salgari (1862-1911) decise di sparire suicidandosi, “a causa di pressioni insostenibili”. William Hope Hodgson (1887-1918) cadde ad Ypres volontario in un’azione rischiosa. Herman Melville (1819-1891) ebbe una sorte meno tragica, pur non potendo comunque conoscere in vita il successo del suo capolavoro. Jack London (1876-1916), ricco e famoso, fu incapace di gestirsi, fino all’autodistruzione. Di tutti i tredici scrittori sono anticipati profili biografici essenziali.
Quel che è certo è che tutti avvertivano la pulsione di scrivere di mare, sia per riversare su carta le loro esperienze di vita romanzate.
Come Verne (1828-1905) fa dire al suo mitico capitano Nemo:
Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l’immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un’esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale.
Andrea Quadraroli, autore contemporaneo di romanzi di mare, esordisce in questa antologia come narratore di storie brevi, in cui il mare è sempre protagonista, nel bene e nel male. Nel primo dei suoi due racconti inseriti, Il nettare del naufrago, il naufragio del protagonista dà luogo ad un’avventura bizzarra. Nel secondo, L’intervista, c’è più dialogo che azione e racconta l’indagine sulle scorrerie oceaniche di un capodoglio assassino nel XIX secolo.
- Autore: Andrea Quadraroli (a cura di)
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2024
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Storie del mare
Lascia il tuo commento