- Autore: Chuck Palahniuk
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788804801580
Fra le pagine di Shock induction (Mondadori, 2026, trad. di Sara Puggioni) siamo nel 2032 e il Ministero dell’Istruzione americano è preoccupato per il livello culturale dei giovani, che sta precipitando, quindi lancia il programma EEL (Extremis Educta Legere) per invogliare alla lettura dei grandi classici della letteratura angloamericana. Ma qual è la base di questo progetto?
Chuck Palahniuk lo svela solo poco a poco: esiste un fiore tropicale (la Brugmasia Arborea) che rilascia scopolamina, ovvero una sostanza che provoca eccitazione, stordimento e black out mentale... Impegnando le pagine di tale sostanza - o di un analogo chimico - è possibile indurre una frenesia curiosa nel lettore, che si ritrova inconsapevolmente "zombificato", solo che un’overdose può portare effetti collaterali pesati, e anche la morte.
Parallelamente, una società segreta di trafficanti è a caccia delle menti più brillanti per metterle a capo delle più importanti istituzioni finanziarie e governative. In questo gioco si trova invischiata Samantha Deel, un’ottima studentessa con la passione dei libri, e il suo fidanzato Garson. Il ragazzo era stato venduto all’asta e la famiglia aveva quindi finto il suo suicidio, ma Samantha ritrova lui e altri scomparsi sull’idilliaca isola di Honey Island, dove tutto sembra una festa.
Senza voler svelare troppo, ci sono rimandi a concetti chiave della narrativa: temi che troviamo in Lewis Carroll o in Calderón de La Barca, così come un costrutto stilistico che mi ricorda un bel film di Joon-sung Kim. Si scopre così che Garson ha attuato un contorto piano per renderla una candidata non-idonea per diventare la prossima regina d’Inghilterra, com’era stato invece stabilito a seguito di un’asta astronomica.
L’autore cerca di indurre uno stato di trance (una paralisi da shock) nel lettore, e lo fa spiegando e attuando i vari metodi di ipnosi. Per questo motivo sovraccarica spesso il testo di informazioni, in modo che non si riesca più a raccapezzarsi e a mantenere la concentrazione. In questo vedo anche una critica all’odierna società, che ci sovraespone agli stimoli. Allo stesso modo si auto-cita esplicitando la visualizzazione di un animale-guida (come nello splendido passaggio di Fight Club).
Ho trovato questo nuovo romanzo molto meno sessuale del solito - il che mi ha stupito -, eccezion fatta per una parte che secondo me non è nemmeno funzionale alla trama ed è francamente un po’ eccessiva. Mi è piaciuto il fatto che, all’interno della storia, tutti i personaggi siano ben contestualizzati e con una loro biografia; però devo avvertire il possibile pubblico che si parla sovente di suicidio, e questo può essere un trigger.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Agli amanti di Palahniuk ma anche a chi cerca qualcosa di meno spinto. Però devo avvertire che c’è un importante trigger...
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Shock induction
Lascia il tuo commento