Il 2026 dovrebbe essere l’occasione perfetta per ricordare Jack London: intanto per il doppio anniversario che celebra esattamente i 150 anni dalla sua nascita e i 110 anni dalla morte, ma non solo.
Tutti abbiamo letto Zanna Bianca o Il richiamo della foresta, ma che racconti di lupi nel grande nord o di marinai alle prese con l’oceano è un altro il messaggio di questo scrittore. E sta tutto nella sua vita. Prima di sfondare in campo editoriale e pubblicare la sua prima opera, riceve infatti un sacco di rifiuti editoriali: circa 600. Lo sappiamo perché Jack li conserva. Non in un cassetto, ma appesi a un gancio sulla scrivania: non sono un monito al suo scarso valore come scrittore, ma un monumento alla perseveranza di un uomo che è diventato Jack London. E una lezione che resta valida a distanza di secoli.
Il metodo di scrittura di London: mille parole al giorno alla ricerca dell’ispirazione
A 22 anni, di ritorno dall’infruttuosa caccia all’oro dal Klondike, London sceglie la carriera letteraria come unica via di fuga alla povertà. Come autore segue un metodo rigoroso con ritmi ben precisi: ogni giorno produce 1000 parole. Di mattina preferibilmente; perché, come dirà lui stesso:
non puoi aspettare che arrivi l’ispirazione. Devi andarne in cerca con un bastone.
La sua scrittura è questione di duro lavoro e costanza. Così non c’è nottata agitata o malattia che possa impedirgli di mettere su carta le sue 1000 parole, e non c’è rifiuto ricevuto prima di mezzogiorno che gli impedisca di spedire a un altro editore nel pomeriggio un manoscritto. A volte lo stesso già bocciato.
Le leggi della statistica sono dalla sua parte: ha una produzione impressionante con circa 50 opere in vent’anni. Morirà a soli 40. Possiede una grande varietà di materiale che mette in circolazione presso gli editori, e probabilmente ha sempre pagine in attesa di valutazione. E le sue possibilità aumentano.
La lezione di Jack London: più del talento, può la perseveranza
La svolta arriva piano. Nel 1898 l’“Overland Monthly”, un giornale di San Francisco in condizioni economiche precarie, accetta il racconto To the man on the Trail (L’uomo sulla pista) e lo paga 5 dollari. Poi arrivano i 40 dollari di “The Black Cat”, un magazine, per A Thousand Deaths (Mille morti). Un successo provvidenziale, ottenuto pare quasi allo scadere del tempo massimo: la lettera di accettazione raggiunge un London ormai deciso a rinunciare. An odyssey of the North (Un’Odissea del nord) viene pubblicata da “The Atlantic Monthly” per 120 dollari.
Sull’onda dell’approvazione Il richiamo della Foresta nasce nel 1903 in un mese di lavoro. L’editore Macmillian gli offre 2000 dollari ma vuole i diritti: l’autore dovrà rinunciare alle royalties. Lui ha bisogno di soldi come sempre e accetta. Jack London è arrivato esattamente dove voleva: mentre taglia il traguardo però paga l’inesperienza che gli costa cara in termini di guadagni. Eppure a suo modo recupera: la pubblicità dell’editore e il successo generato dal libro crescono fino a generare grandi attese su tutto quello che produce. Diventerà lo scrittore più pagato di sempre in America.
E nel farlo crea una storia indimenticabile, la sua: quella di un uomo senza soldi, senza conoscenze e con un’educazione di base, ma dotato di un’incrollabile resistenza. I no non contano per lui: fanno parte del percorso, una strada in cui crede, tanto da proseguire a dispetto di 600 pareri contrari. London vince la sfida non grazie al suo talento, anche se è innegabile. A fare la differenza è la perseveranza, perché dopo anni di rifiuti, lui è ancora lì; e alla fine, per fortuna, qualcuno se ne accorge.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: 600 no prima del successo: la lezione di perseveranza di Jack London 150 anni dopo la nascita
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