Un ampio testo monografico sul condottiero curdo (Tikrit 1138 - Damasco 1193) e la versione in italiano della biografia tratta dal dizionario dei personaggi eminenti dell’Islam, redatta un secolo dopo da uno scrittore e dignitario iracheno, tradotta per la prima volta dall’arabo. Sono i contenuti di una recente proposta della collana “I Condottieri” delle Edizioni Graphe.it: Saladino. Il sovrano cavaliere, con la Cronaca di Salah al-Din dal Wafayat al-a yan di Ibn Khallikan (Perugia, ottobre 2024, 376 pagine), a cura di Roberto Celestre.
Nell’insieme delle due parti in cui è diviso, si tratta di un significativo contributo storiografico e prezioso documento-ponte tra Occidente e Medio Oriente, molto più importante del modesto formato pocket del volume, per analogia e fedeltà alla linea grafica dell’ottima collana del marchio editoriale umbro.
D’eccellenza il prodotto, di rilievo l’autore, Celestre, studioso di lingua, lettere e cultura araba. Ragusano d’origine, casertano di residenza, vanta un curriculum prestigioso. È ricercatore indipendente, laureato nel 1990 in letteratura araba con indirizzo storico, nell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha trascorso due anni al Cairo, frequentando corsi in arabo di specializzazione in storia islamica medievale alla Cairo University e ha frequentato gli atenei di Ayn Shams (Egitto) e Muhammad V (Marocco). Rivolge il suo interesse di ricerca alla storia islamica medievale, in particolare alla storiografia araba contemporanea delle crociate e alla manualistica sull’organizzazione militare nell’Islam medievale. È socio dell’Istituto per l’Oriente “Carlo Alfonso Nallino” e della Middle East Studies Association. Ha curato e tradotto dall’arabo il trattato Consigli sugli stratagemmi di guerra (2013) di al-Harawi, oltre ad aver pubblicato interventi su diverse pubblicazioni scientifiche del settore.
La struttura di questo suo contributo è illustrata sulla sua pagina Facebook. La prima parte è una classica biografia e rispetta i criteri tradizionali di una monografia, che tiene conto dei principali contributi della tradizione storica occidentale e della scuola storica araba contemporanea. La seconda è la traduzione, pressoché integrale, della biografia di Saladino, tratta dal Wafayat al-a yan (Epitaffi di uomini illustri), di Ibn Khallikan, biografo del 1200. Impegna circa la metà delle 376 pagine del libro Graphet.it ed è la prima versione in italiano di un testo arabo del XIII secolo, di poco successivo quindi agli eventi che videro protagonista Salah al-Din.
Nella cultura occidentale, Saladino è tutto e il contrario di tutto, da “feroce” carnefice della Cristianità a leale e ineccepibile avversario. Innanzitutto, il suo nome è legato alla disfatta inflitta al Regno cristiano di Gerusalemme dall’armata al suo comando, il 4 luglio 1187, ai Corni di Hattin, nei pressi del lago di Tiberiade. Il tracollo sul campo, il successivo assedio e la riconquista musulmana della Città decisero il destino della presenza crociata in Terrasanta, che da quel momento cominciò a declinare, fa presente Celestre. La fama di Salah finì per trascendere gli eventi. Per i contemporanei in Occidente era il nemico più spietato, Gioacchino da Fiore lo accostava a Nerone, persecutore dei cristiani per antonomasia. Tuttavia, nel XIII secolo, accanto alla rappresentazione ostile, cominciarono a diffondersi anche letture favorevoli (prode, munifico e giusto), al punto da renderlo quasi un eroe cortese. Dante gli riconobbe doti di sovrano gentile, al pari dei signori cavallereschi, oltre a collocarlo nella Commedia, seppure appartato, tra gli spiriti magni del Limbo. Anche Boccaccio gli attribuiva tolleranza e nobiltà d’animo.
Quanto all’Islam medievale, ne fece subito il campione della riscossa, il liberatore di Gerusalemme, terza città santa per i musulmani dopo Mecca e Medina. La notorietà derivava dalle riconosciute doti morali positive e dalla sua ortodossia, ma soprattutto dalla sagacia e abilità strategica, che lo portarono al trionfo di Hattin e alla conseguente marcia su Gerusalemme, ripresa appena tre mesi dopo, con un accordo di resa che il curdo rispettò lealmente, scongiurando i massacri commessi invece dai cristiani nel 1099.
Di recente, la scuola storica occidentale e quella araba hanno studiato la figura con rinnovato spirito critico, cercando di andare oltre l’immagine stereotipata del campione di fede islamica, consolidata dalle fonti storiche tradizionali. Secondo alcuni critici, l’impegno per liberare l’area siro-palestinese dalla presenza franca non derivava da una sincera adesione alla Guerra Santa, jihad, ma dal desiderio di affermazione personale e di legittimazione del potere del casato ayyubide, cui apparteneva. Resta comune il giudizio sullo spessore politico e sul ruolo d’interprete della radicale svolta politica del XII secolo, negli assetti della regione. Nell’attuale immaginario storico e popolare arabo, resta sempre in primo piano, com’era tra i suoi contemporanei.
Tornando al format del libro, il profilo biografico della prima parte, stilato secondo un criterio “tradizionale”, ha funzione introduttiva e fornisce la chiave di lettura della parte successiva, l’opera di Ibn Khallikan, biografo e storico tra i più celebrati del periodo arabo-islamico medievale. La scelta di proporre la Cronaca di Şalah al-Din, tradotta dall’arabo per la prima volta in italiano, consente di seguire le vicende del condottiero ayyubide secondo una prospettiva "dall’interno", verificando con evidenza l’intensità della sua percezione presso i musulmani, nel Medioevo. Il dizionario biografico Wafayat al-a ’yan wa-anba abna’ al-zaman (Epitaffi di persone illustri e notizie dei figli del tempo), noto nella forma abbreviata Wafayat al-a ’yan, presenta notabili e persone illustri di sei secoli di storia islamica, distinti nelle arti letterarie, nella politica e in campo religioso.
- Autore: Roberto Celestre
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788893722360
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Saladino. Il sovrano cavaliere
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