Lou Salomé, nata nel 1861 a San Pietroburgo, è sempre ricordata non per i suoi scritti e la sua amicizia con Freud, ma come la Lou "scandalosa", infrequentabile, con una vita dissipata fino alla fine. Niente di più falso. Lou Salomé (o Lou von Salomé) era una studiosa, che aveva poca pazienza per passare la vita in biblioteca e conosceva diversi uomini importanti. La sua fama di donna perduta fu dovuta dall’incontro con Friedrich Nietzsche e nello stesso periodo col filosofo, meno famoso, Paul Rée.
Dal 1882, leggendo le lettere contenute nel pacchetto delL’orma editore Rubati la vita che vuoi (2026), si scopre che il sodalizio con i due uomini fu di natura esclusivamente intellettuale. Nietzsche prese spunto per i suoi primi libri dalle discussioni tra Salomé e Rée, ma non ci fu un menage à trois di natura sessuale.
Salomé trovava Nietzsche già troppo vecchio per lei, anche se, ai tempi, aveva trentott’anni, e poi lo trovava piuttosto brutto. Rée era più gradevole ma la donna non volle spezzare questo terzetto. Poi cambiò idea e sposò Friedrich Carl Andreas, ma fu un matrimonio bianco; il marito aveva un love affair con la figlia della domestica e ne parlava con molta franchezza con la moglie, che dispensava consigli. Se, come in un consesso di zitelle, cerchiamo l’amore erotico, arrivò con la conoscenza di René Maria Rilke, che l’amante cambiò in Rainer, poeta e scrittore, più giovane di quattordici anni. Ecco, l’eros e la passione e la gelosia arrivarono quando Salomé aveva trentasei anni. Rilke fu il suo più grande amore, per lui solo una donna speciale, estremamente intelligente.
La donna, nelle missive, si lasciava andare in un caramelloso sentimentalismo, che però talvolta sapeva tenere a freno, come la confessione all’amante poeta che con lui stava vivendo come una appassionata diciottenne, scovando tutti i trucchi dell’intimità fisica. I viaggi col giovane Rilke la portarono nella terra del padre, la Russia, dove conobbe Tolstoj. Ma col passare degli anni il cosmopolitismo cessò. Si fermò a Gottinga fino alla fine dei suoi giorni, prendendo da tempo il cognome del marito, Lou Andreas Salomé.
L’evento principale della scrittrice arrivò con la conoscenza approfondita di Sigmund Freud. Pur non essendo sempre d’accordo col genio della psicoanalisi, capì il brutto rapporto con la madre, che ormai era impossibile rammendare, e ne parlò con Freud, anche se una sua grande amica divenne la figlia Anna. Anzi, Anna Freud divenne la sua migliore confidente, il punto di riferimento, quella a cui raccontava l’orribile passare degli anni, dove il fascino si affievoliva.
Le lettere che mandò in giro in quest’ultima parte della sua fine terrena sono piene di commozione. Ma il pregiudizio è duro a morire e ancora adesso Lou Salomé passa per una mangiatrice di uomini, che non disdegnava neanche la compagnia femminile. Le lettere mettono un punto su una vita di studio, lei curiosissima, che diede alla sua vita la possibilità di cambiarla a modo suo. Un libro prezioso.
- Autore: Lou Andreas-Salomé
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Rubati la vita che vuoi. Lettere di franchezza e indipendenza
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