Prigionieri del nostro destino
- Autore: Lorenzo Zucchi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Cosa possiamo fare quando il nostro mondo va in frantumi?
Quando le voci ci raccontano all’improvviso un’altra verità?
Prigionieri del nostro destino di Lorenzo Zucchi (Edizioni Underground, 2025) è il racconto della caduta psicologica di Mauro, il protagonista 45enne, durante il lockdown per COVID19, e in generale della crisi dell’uomo contemporaneo. L’autore, classe 1973, parmense trapiantato a Milano da vent’anni, ha già pubblicato diversi romanzi, tutti con Edizioni Underground.
Il resoconto dello spezzarsi della mente di Mauro è condotto lentamente, con un accento importante sulle dinamiche familiari e su come il periodo di lockdown abbia esasperato le difficoltà e lo scompenso già esistenti in molte realtà domestiche. Mauro ha la possibilità con il proprio lavoro di uscire di casa e al contempo di sbirciare fra le mura domestiche degli altri in una Sesto San Giovanni (provincia di Milano) deserta ed incerta, temporaneamente bloccata dalla pandemia.
Sua moglie Antonella e i figli Martina e Tommaso inaugurano una nuova routine domestica imposta dal lockdown, ma ciascuno a proprio modo pare percepire il progressivo distacco dalla realtà di Mauro, che manca sia fisicamente che emotivamente, non riuscendo a far fronte alle tensioni che in modo inevitabile il lockdown ha fatto sperimentare a tutti noi, chiusi fra le mura domestiche.
Una famiglia addormentata dalla pandemia su di una linea piatta di mera sopravvivenza.
Il protagonista Mauro quindi è il vero e proprio uomo qualunque (“un uomo semplice, un uomo medio, un uomo come tanti”) ed è un po’ ciascuno di noi nelle emozioni che abbiamo tutti a vari livelli sperimentato nei mesi di lockdown: il lettore riconosce fra le pagine le sensazioni provate in quel periodo, che l’autore descrive nel percorso in caduta del suo protagonista.
Apprensione (“quando finisce l’emergenza?”), amarezza e sconforto (“andiamo ad ascoltare cosa gli altri hanno deciso che dobbiamo fare”) sono il vissuto da tutti condiviso, ma che in Prigionieri del nostro destino precipitano Mauro a poco a poco quasi alla follia. Le sue fragilità e i conflitti interiori che ha fino a quel periodo sperimentato esplodono durante la pandemia, esasperate dal clima irreale vissuto: Mauro arriva a confondere realtà e desideri inespressi, sanità mentale e follia, e le sue fantasie prendono il sopravvento quando ha l’occasione di vivere la trasgressione che ha sempre desiderato avvicinando tre liceali (“le tre Grazie” Emily, Flora e Christelle) parecchio disinibite e pronte a prendersi gioco di lui. “Un uomo quasi maturo e le sue ancelle appena maggiorenni”.
Lorenzo Zucchi riesce a far vivere al lettore la tensione psicologica crescente dovuta ai desideri inespressi e mai realizzati di Mauro, alla realtà di una Sesto San Giovanni fantasma in cui pandemia e paura del contagio concorrono a definire l’ambientazione fatta di viali silenziosi, vetrine senza luci, locali con le serrande abbassate: la realtà delle città in lockdown, ancora ben presente nella nostra memoria, è un luogo insopportabile tanto quanto i crocevia della mente di chi è insoddisfatto e disilluso, benché le scelte di Mauro non siano affatto condivisibili in quanto marito infedele attratto da ragazzine.
Interamente scritto all’indicativo presente – lo stile narrativo a mio parere maggiormente magnetico e tagliente –, Prigionieri del nostro destino è un romanzo intenso e tormentato, in cui la scrittura sicura e determinata di Lorenzo Zucchi conduce a una chirurgica analisi della mente che sbanda e si smarrisce; l’autore peraltro indica una via di scampo ai lettori, quando nelle righe finali del suo romanzo dice:
Per molti mesi siamo stati prigionieri del nostro destino e in buona parte lo saremo sempre. Cerchiamo almeno di non diventare mai prigionieri del nostro passato: si vive per rinascere, ogni volta che si riesce a farlo.
Prigionieri del nostro destino
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Un libro perfetto per...
agli appassionati di storie contemporanee, reali, vicine al nostro quotidiano vissuto
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Prigionieri del nostro destino


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