Un documento di una tragedia personale e collettiva. Possiamo sintetizzare così la celebre lirica di Giuseppe Ungaretti Peso, che affida al titolo il suo significato. Scopriamo insieme il testo della poesia, la sua analisi e il rapporto fra Ungaretti e la fede cristiana.
“Peso”: testo della poesia
Quel contadino s’affida
alla medaglia di Sant’Antonio
e va leggero.Ma ben sola e ben nuda
senza miraggio
porto la mia anima.Mariano il 29 giugno 1916
“Peso”: struttura e contenuto della poesia
In questo componimento, composto da due strofe di versi liberi, un commilitone affida la sua vita alla medaglietta di Sant’Antonio che porta al collo e così sembra pronto ad affrontare qualunque esperienza. Invece il poeta vive senza fede nella solitudine e nella nudità spirituale, messe in rilievo dall’anafora “ben” (forma apocopata di “bene” con funzione enfatica) che precede i due sostantivi.
Ungaretti e il bisogno di fede in trincea
Sul piano tematico la poesia è sostenuta da tre termini:
- contadino,
- leggero,
- miraggio.
Il primo indica la semplicità di un uomo legato alla tradizione della sua terra e quindi anche a quella religiosa. Ma è anche un dato storico, perché a costituire il grosso della nostra fanteria furono proprio i contadini.
Usato come complemento predicativo del soggetto, il secondo è un aggettivo che si contrappone al peso, richiamato dal verbo portare nell’ultimo verso.
Infine il terzo presenta la fede come illusoria. Ricordiamo che il testo è del 1916 e che il ritorno di Ungaretti alla fede è posteriore di un decennio, al culmine di una crisi religiosa esplosa nel 1928.
In mezzo alle angosce e agli orrori della guerra, un soldato senza nome nella sua fede semplice e un po’ superstiziosa trova conforto e speranza in una medaglietta di Sant’Antonio. A lui si contrappone il poeta che sente il peso della sua anima, ossia la solitudine di uomo senza fede, senza il conforto dell’eterno. Il termine “peso” - da intendere come peso della vita – compare anche nel componimento La preghiera inserita nella sezione “Inni” della raccolta Sentimento del tempo, dove meglio traspare il suo lungo travaglio interiore.
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Peso è espressione dell’istintivo bisogno di fede che Ungaretti sente vivo, nonostante già da tempo si fosse staccato dal cattolicesimo cui la madre lo aveva educato. Nella prima strofa dedicata al commilitone il ritmo discorsivo è lento e pacato. Nella seconda strofa i termini che denunciano la condizione spirituale del poeta risuonano con forza uno alla volta verso la disperazione. E il sillabato franto sembra l’equivalente prosodico della ricerca della parola nuda ed essenziale.
Il componimento fa parte della seconda sezione de L’Allegria intitolata Il porto sepolto. Fu stampato in piena guerra nel dicembre 1916 presso una tipografia di Udine non lontano dal fronte. Comprende 32 liriche composte in zona di operazioni belliche in meno di un anno. L’indicazione in calce del luogo e del giorno di stesura dà alla raccolta un taglio diaristico, una novità rispetto ai criteri tradizionali di organizzazione dei materiali poetici. E traduce l’esperienza di vita maturata in trincea dal fante Ungaretti, esposto ogni giorno all’incognita della vita e della morte.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Peso”, la poesia di Giuseppe Ungaretti sulla solitudine e sul bisogno di fede
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