Al contrammiraglio Ubaldo degli Uberti non piacevano le prefazioni, sosteneva che un libro deve potersi presentare da sé, come gli uomini. Tuttavia, l’avvocato cassazionista Andrea Tirondola, esperto di storia militare navale e biografo del comandante Ubaldo degli Uberti (1881-1945), non ha potuto esimersi dedicare “qualche riga” alla più recente ristampa anastatica dell’opera prima dell’alto ufficiale della Regia Marina: Nei mari dell’Estremo Oriente. La guerra navale russo-giapponese 1904-1905, per i tipi Oaks Editrice (Sesto san Giovanni, aprile 2024, collana “Passato presente”, 326 pagine).
Editore lombardo e prefatore veneto hanno condiviso la necessità d’introdurre un saggio storico apparso in edizione originale quasi un secolo fa, nel 1933, con prima ristampa nel 1942. L’esigenza non era tanto di fare “da mosca cocchiera” al riottoso scrittore in divisa, quanto d’inquadrare meglio “un personaggio quasi totalmente obliato”. Tanto più che questo saggio, sulla guerra dei primi del XX secolo in Corea-Manciuria e sullo scontro navale di fine maggio 1905 nel mar del Giappone, apparve tre anni prima del fortunato romanzo Tsushima dello scrittore tedesco Frank Thiess, successo mondiale tradotto in diverse lingue, che ha eternato la disfatta della flotta russa del baltico guidata dall’amm. Rožestvenskij, dopo un’epica traversata dal Nord Europa allo Stretto di Corea.
Il competente autore italiano - già al comando di unità di superficie e sommergibili, anche nella Grande Guerra - aveva messo le sue più volte dimostrate capacità di scrittura a disposizione di un argomento epico interessante, da illustrare al pubblico italiano. Non un’opera tecnica per addetti ai lavori, quanto il racconto di ciò che solo dieci anni prima del conflitto mondiale si era verificato nelle acque dell’Estremo Oriente: una guerra scatenata e vinta da un popolo relativamente poco numeroso, contro un altro tanto più numeroso e potente.
Perché i fattori morali hanno la supremazia sui materiali. Sta bene un buon cannone, ma se l’uomo che c’è dietro non lo sa adoperare è come se invece di un’arma avesse nelle mani il manico della scopa.
Nonostante le premesse e la modestia nel trascurare la propria formazione, il comandante degli Uberti non era soltanto uno scrittore soggettivamente appassionato, ma pur sempre un ufficiale di coperta, capace di cogliere gli aspetti tecnici del conflitto russo-giapponese, il confronto armato tra un impero storico, in gran parte europeo ed un “piccolo” Paese recentemente “civilizzatosi”, molto dinamico e capace di proporre novità militari (al contrario dell’arretrata Cina, che aveva dato cattiva prova cinque anni prima, nella rivolta dei Boxer).
Decisiva la battaglia navale di Tsushima del 27-28 maggio 1905, che meritava un approfondimento, per ricavare insegnamenti utili nel futuro. La maggiore velocità delle navi giapponesi e la cadenza di tiro delle loro artiglierie incisero nettamente. Addestramento degli equipaggi della Marina nipponica e coesione della flotta del Sol Levante fecero la differenza. Le unità zariste avevano dalla loro un vantaggio, il numero dei calibri maggiori, ma in azione la gittata effettiva dei pezzi si dimostrò inferiore a quella teorica e il munizionamento difettoso e meno esplosivo rispetto ai cannoni giapponesi ridimensionò i danni arrecati all’avversario.
Nei quadrati delle navi italiane e in Accademia a Livorno, si moltiplicarono le analisi tattiche di quegli eventi, fa presente Tirondola. Si mettevano a fuoco le ragioni della supremazia della flotta nipponica, capace di muovere come un solo organismo di fronte alle “scompaginate” formazioni russe. Nauticamente geniale la manovra dell’amm. Togo, dopo la criticata inversione iniziale delle unità per contromarcia (una dietro l’altra, sulla stessa rotta, anziché l’accostata simultanea a un tempo), che le mantenne esposte piuttosto a lungo al tiro nemico mentre si coprivano vicendevolmente gli obiettivi. Il comandante della Marina imperiale corresse l’azzardo con il provvidenziale “tocco di Nelson” in battaglia e la vinse, grazie alla propria maggiore velocità e alla fiducia nei suoi marinai, riuscendo a “tagliare il T” per ben due volte alla flotta nemica. Vale a dire realizzando la tattica ottimale, suggerita da tutti i teorici, negli scontri in mare tra unità navali con artiglierie imbarcate (tanto più brandeggiabili, come a Tsushima).
Il “taglio del T” è una manovra di squadra che permette a una linea di navi di sfilare perpendicolarmente davanti a una colonna di navi nemiche. La flotta fendente transita con i traversi verso la prima delle unità avversarie in fila indiana, costringendole tutte a limitare o azzerare la propria offesa. Si viene a formare una “T”, che permette alla flotta che ha preso l’iniziativa di esplodere bordate laterali con tutte le artiglierie in torre e i pezzi minori in fiancata, mentre il nemico non può che fare fuoco unicamente con la torre di prua.
Al di là della rievocazione di vicende belliche, il lavoro di degli Uberti assume attualità pensando alle rotte commerciali oggi minacciate nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. Si sofferma su principi geostrategici sempre validi. Il conflitto russo-giapponese dimostra che l’economia, la sicurezza e la libertà delle nazioni dipendono dalla capacità di esercitare il potere marittimo. E questo presuppone un’organizzazione che non s’improvvisa, in termini di preparazione materiale della Marina ed anche morale, di comandanti ed equipaggi.
Discendente del ghibellino Farinata, Ubaldo degli Uberti servì nella Regia Marina, assumendo anche il comando del sommergibile Pullino durante la Prima Guerra mondiale (ufficiale di rotta era l’irredento Nazario Sauro). Nella seconda, diresse l’ufficio stampa della Regia Marina e, dopo l’8 settembre 1943, quello della Marina di Salò. Venne ucciso in una sparatoria a un posto di blocco di SS russe il 27 aprile 1945, a Montecchio Maggiore, Vicenza.
- Autore: Ubaldo degli Uberti
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nei mari dell’estremo Oriente. La guerra navale russo-giapponese 1904-1905
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