- Autore: Barbi Marcović
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2025
A farci caso, prestandoci la giusta attenzione, la vita quotidiana è costellata, senza possibilità di fuga, da eventi orribili e orripilanti, pericolosi fino al massimo grado, avventure spaventose che non si sa nemmeno com’è che si riesce a venirne fuori e, una volta superate, a continuare poi il proprio personale cammino verso, immancabilmente, la prossima sfida da vita o morte che ci attende all’angolo seguente. Cosa può capitare? Per esempio, ci può succedere di dover sostare in sala d’aspetto accanto a un bambino insopportabile che tocca tutto e smocciola dappertutto per poi essere ricevuti da un medico con l’acufene, di essere invitati a una festa piena di gente o di stare in attesa della consegna di un mobile IKEA, di trovare il proprio criceto morto nella gabbia da talmente tanto che il cadavere ha già assunto la forma squadrata dell’angolo nel quale si è spento, o ancora di dover preparare dei biscotti tradizionali dalle forme altrettanto tradizionali sotto lo sguardo troppo attento e troppo tradizionale della famiglia del proprio partner. È solo una manciata delle numerosissime avventure di Mini e Miki, i protagonisti dei racconti di Minihorror, libro di Barbi Marcović pubblicato nel 2025 da Mercurio books con la traduzione di Paola Moretti.
Ci sono giorni in cui niente viene facile e le persone, gli apparecchi e l’architettura sembrano augurarti il peggio. E poi ci sono giorni in cui hai la sensazione che ogni incontro casuale sia un bel sogno, che il mondo ti ami e che i bancomat erogherebbero volentieri una banconota da dieci in più se potessero decidere liberamente. Miki, come ogni altra persona, conosce questi due estremi e tutte le sfumature in mezzo che chiamiamo vita. È chiaro che giochi un ruolo importante come uno prende la giornata e che è nocivo, se non addirittura pericoloso, assecondare l’idea secondo cui il mondo ce l’ha con te: così probabilmente si muore prima. Ciononostante Miki oggi non riesce a ignorare la sensazione che tutto intorno a lui gli si stia rivoltando contro.
Le esistenze di Mini e Miki sono assolutamente banali, con coordinate che nulla hanno né di eccentrico né di fuori dalle norme: studi alle spalle, un appartamento da dividere, amicizie che spesso li invitano a riunirsi a cena, lavori per un salario che possa permettere loro di arrivare a fine mese. Eppure, nello scorrere dei racconti che non sono nient’altro che diapositive taglienti e rapide del loro quotidiano, non c’è meandro della loro esistenza che non nasconda dietro una leggerissima patina l’ansia e l’angoscia. In contesti che richiedono una performatività specifica, dove i ruoli sono imposti e controllati dallo sguardo altrui, l’atmosfera si fa talmente densa da virare all’insopportabile. Accade, per esempio, che la ragazza che piange piegata sul pc in un ambiente di coworking all’inizio di pagina 85 si riveli essere, al secondo capoverso, proprio Mini.
Mini infatti è una libera professionista. Siede a una postazione in cui già tre diversi graphic designer hanno avuto un burnout. I relitti degli sforzi di questi lavoratori bruciati sono ancora appesi al muro e avvertono Mini che, qualunque cosa farà, non sarà mai abbastanza, ma che corre anche il pericolo di fare troppo. Per questo piange, perché ora non sa se deve fare l’ultimo sforzo o una pausa o andare in palestra o scrivere le e-mail.
Con uno stile tagliente e dialoghi al limite del surreale che sanno rendere perfettamente quelli reali, Barbi Marcović mette in scena una denuncia della nostra società e del modello di successo, benessere e felicità che ci ingabbia in una triste condizione imposta quotidianamente. I suoi racconti, anche quelli più brevi, sono il disegno del labirinto dentro il quale ci perdiamo ogni giorno; a una situazione iniziale che innesca il panico seguono inciampi su inciampi, e col susseguirsi dei capoversi (tutti introdotti dal ticchettio dell’avanzata del peggio: “E subito”, “Quella stessa notte”, “Il giorno seguente”, “Lunedì”, …) ci si affossa sempre più verso la catastrofe. Un giorno Mini e Miki, per esempio, incontrano un amico di vecchia data; chiedono, com’è d’obbligo, come stia, e l’amico si dimostra estremamente entusiasta. Tutto va bene, tutto va estremamente bene, va tutto alla perfezione, a essere proprio sinceri.
Cinque minuti dopo… “È andato in pezzi”, dice Mini quando torna Miki.
Miki guarda il pavimento. Sotto le poltrone, vicino alla porta, addirittura sul bancone ci sono parti del suo amico.
“All’inizio era davvero di ottimo umore”, dice Miki.
Ora Mini e Miki non sanno che fare. Mini si sente in colpa, anche se non ha fatto niente. Nel mezzo della sua storia di successo l’amico è diventato insicuro e di è disfatto davanti a tutti i presenti. Mini e Miki lo recuperano pezzo per pezzo e lo ricompongono al meglio delle loro possibilità, così che possa fornire il proprio indirizzo al tassista.
Intelligente e piacevolissima, un vero gioiellino, questa recente uscita, che è anche un gioco stilistico e metanarrativo di grande maestria. Dopo i numerosi capitoli, infatti, a chiudere la raccolta, Barbi Marcović aggiunge, dopo il regolamento di un infernale gioco di società, una lista di 105 bozzetti, 105 momenti di orrore che non sono diventati racconti, ma che pur nelle bozze sintetiche fanno accapponare la pelle.
1. Miki si sente svantaggiato al lavoro. Aggiunge benzodiazepine tritate alla torta dei colleghi per rallentarli.
[…]
22. Mini, nonostante il divieto in vigore di guidare la bici, per svolgere un progetto ha il permesso di usarla giornalmente nel Lainzer Tiergarten fino a un determinato albero. Già il primo giorno un gruppo di pedoni, in nome del divieto, la tira giù dalla bici e la picchia. Lei non ha occasione di mostrare il suo permesso.
[…]
37. I morti ritornano. Non sono zombie, mangiano normalmente. I loro corpi sono guariti e in buona parte ricostruiti. Svariate generazioni di morti lasciano il cimitero e vogliono tornare a vivere nei loro vecchi appartamenti. Anche gli inquilini che c’erano prima di Miki e Mini.
[…]
49. È uscito il romanzo di Mini. Appena lo prende in mano per la prima volta le viene in mente un titolo migliore.
[…]
66. Miki non si è goduto l’estate.
[…]
82. Nella casa nuova Miki e Mini sentono di continuo qualcuno che mastica. Scoprono che è la casa stessa.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Minihorror
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