- Autore: Claudio Cannistrà e Luciano Poggi
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788833248196
“Non è vero, ma ci credo”. Il grande comico Peppino De Filippo lo diceva in riferimento alla iella: se fate vostra l’espressione, benvenuti nell’occulto che vi si mostra davanti, pure da vicino. Luciano Poggi riconosce d’avere atteso vent’anni prima di concretizzare il progetto che aveva in mente. Claudio Cannistrà sostiene che in determinati siti è impressa un’impronta energetica riconoscibile. Insieme, hanno realizzato un libro che illustra aspetti particolari, fenomeni e segreti nella loro area geografica di residenza, Luoghi e Misteri di Bologna e della Romagna, edito dalle felsinee Minerva Edizioni (luglio 2025, 256 pagine).
La ricetta di questa pubblicazione? Un astrologo specializzato in tecniche astrogeografiche, Cannistrà; un giornalista cesenate, Poggi, discepolo di Sai Baba, più la trasmissione “Luoghi e Misteri”, molto seguita su Teleromagna, e soprattutto l’energia dei luoghi, che qualcuno riesce a percepire, ma i più avvertono solo superficialmente, senza sapersi dare una spiegazione sulla forza immateriale che vi esercita un influsso.
Quel format televisivo, in onda dal 2019, è ora un libro affascinante, ricco di informazioni suggestive, anche inquietante nella componente esoterica che lo tinge di nero. Di certo risulta tutt’altro che rilassante, pieno com’è di oscurità, prodigi, malefatte, enigmi, anche di violenze perpetrate nel corso del tempo, in una parte del territorio emiliano-romagnolo.
Come anticipano i curatori della casa editrice bolognese, gli autori esplorano le vite di personaggi famosi e meno noti - le vicende
di chi ha lasciato impronte indelebili nel proprio cammino terreno, eventi inspiegabili ma realmente accaduti, luoghi magici, miti tramandati nei secoli.
Ci sono i Bentivoglio, i miracoli di santa Rita, il predicatore Simone da Todi, le previsioni dei terremoti di Bendandi, Forlì e i suoi segreti, il collare di san Vicinio a Sarsina, la chiaroveggenza del conte di Cagliostro.
Cannistrà spiega che un segmento dell’Astrologia, l’Astrogeografia, studia le caratteristiche astrali dei luoghi, esamina le energie planetarie che vi agiscono. Molte antiche civiltà, etrusca e romana comprese, edificavano le città e i templi secondo regole precise, tese a migliorare la qualità della vita degli esseri umani e a esaltare le funzioni per le quali venivano costruiti. Al tempo stesso, lasciano tracce delle energie esercitate localmente tanto le posizioni dei pianeti che la morfologia del territorio, anche le persone che lo abitano, gli eventi che vi accadono.
Offre due esempi. Entrando in un’antica cattedrale, dopo che milioni di persone vi hanno pregato nel corso dei secoli, si provano vive emozioni; in altri siti si avverte disagio, per poi scoprire che hanno ospitato fatti di sangue o che tanti vi hanno patito sofferenze.
La storia di un territorio va quindi studiata con attenzione, perché può essere illuminante e aiutarci a comprenderne le caratteristiche energetiche.
Poggi rimarca gli obiettivi della trasmissione che ha ispirato il libro, realizzata per parlare alla gente, raccontare i tanti misteri che ci circondano, alimentare la discussione, creare attenzione su particolari argomenti, senza la presunzione di dare risposte ai tanti dubbi di ognuno di noi. Aggiunge che vuol dire esporsi al ridicolo, in una società materialista, ammettere d’essere attratti dai misteri dell’ignoto, di credere nell’aldilà, nei miracoli, nelle “materializzazioni”. Luoghi e Misteri rispetta invece questa aspirazione all’immateriale e propone incontri con studiosi professionisti, medium, persone dotate di sensibilità particolari e guaritori olistici (solo quelli seri però e sono pochi, non i ciarlatani).
Ora tocca a noi fare due esempi del contenuto del volume. A Bologna, nei pressi di porta San Mamolo, al numero 23 di via Tagliapietre, ci si imbatte “in un mistero, unico nel suo genere, che lascia a dir poco allibiti”. Nel santuario del Corpus Domini riposa una clarissa dell’ordine francescano. È santa Caterina de’ Vigri (1413-1463), copatrona della città con san Petronio. Secondo gli autori, lo stato di conservazione del suo corpo trascende ogni legge della fisica e della medicina: appare incorrotto, seduto immobile sopra una sedia, in una teca trasparente. È come se fosse abbandonata a un profondo sonno eterno. In sintesi, sul sito delle Clarisse di Assisi si legge che era stata interrata nell’orto del convento, avvolta in un lenzuolo, ma le consorelle chiesero dopo diciotto giorni di poterla esumare e seppellire in una cassa. Con stupore, trovarono il corpo privo di segni di decomposizione, profumato e per niente rigido, “come vivo”. Decisero di esporre la salma in chiesa, seduta sopra un seggio dorato, ma s’irrigidì. La nuova badessa ordinò di sedersi e la salma obbedì... avvennero subito eventi miracolosi: guarigioni ottenute tramite semplici preghiere.
Nel capitolo riservato a Cagliostro, Cannistrà e Poggi descrivono la detenzione nella fortezza marchigiana di san Leo, dove giunse il 21 aprile 1791. Non mancano “particolari un po’ sgradevoli della prigionia”, nella cella del Tesoro, dove i duchi d’Urbino custodivano i gioielli, la più sicura, anche la più tetra e umida. Colto da crisi convulsive, coliche addominali e ipertensione si riprese, ma per il timore di fuga veniva controllato a vista da tre uomini armati, non poteva maneggiare carta, penna, inchiostro, oggetti con cui ferirsi. Per via di notizie di possibili tentativi di liberarlo, venne trasferito nella cella del Pozzetto, più sicura, al centro della rocca, al secondo piano e accessibile solo dall’alto, lunga 3,40 metri, alta 3, larga altrettanto, con un muro esterno spesso 1,25. L’unica finestra, 30x70 cm, mostra tuttora un triplice ordine d’inferriate. Si apriva su due chiese, perché non avesse sotto gli occhi che quelle.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Luoghi e Misteri di Bologna e della Romagna
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