A Milano c’è un posto un po’ speciale. È il Covo della Ladra, prima libreria del cuore e ora casa editrice a tutti gli effetti. L’indirizzo resta lo stesso: tra via Padova e via Scutari. Come il fatto di essere punto di riferimento per gli amanti dei libri. L’identità invece evolve, proprio come succede con le persone.
Si moltiplicano recensioni, magazine, blog, podcast, dirette web e soprattutto libri. Tanti. Il colore? Giallo come iDobloni, monete preziose e collana editoriale. Ma da qualche tempo c’è anche un po’ di rosa. E un piccolo grande record: quattro pubblicazioni in altrettanti mesi.
Grazie all’infaticabile lavoro di Mariana Winch Marenghi, la padrona di casa, e ai suoi collaboratori, il Covo arriva al Salone del Libro di Torino, grande appuntamento di primavera dell’editoria, con un bel bottino.
Le pubblicazioni de iDobloni Edizioni
E, se i numeri non contano, specie quando si parla di libri come ogni lettore appassionato sa bene, i nuovi titoli del Covo per qualità e varietà fanno però ben sperare per lo stato di salute del mondo dell’editoria.
L’ultimo nato è Onda di piena, che riporta in libreria il Commissario Campani di Luca Ongaro in un’Eritrea lontana eppure vicinissima per scandali e problematiche sociali. In febbraio Lucio Trevisan ha restituito al mondo la figura e la storia di Wilma Montesi. La ragazza del secolo. Prima ancora c’è stato Papavero rosso di Sara Magnoli, dedicato alla riscoperta di sé e agli amori che sfidano il tempo e la storia. E Solo per vendetta di Tony Damiano, altra indagine, per un giornalista questa volta alle prese con un caso di cronaca e con una madre che vuole giustizia.
iDobloni insomma si declinano in generi diversi, rispondendo a gusti e aspettative dei lettori.
Dieci anni di attività per la Ladra di Libri
Ma con il 2026 c’è anche un compleanno da festeggiare: dieci anni di attività per la Ladra di Libri, alias Mariana Winch Marenghi, vulcanica esponente di quella gloriosa genealogia delle signore dell’editoria che annovera, tra le altre, Sylvia Beach, l’indimenticata fondatrice di Shakespeare & Co a Parigi, Elvira Sellerio e Inge Feltrinelli. Periodi diversi, stessi obiettivi. Un po’ libraie, un po’ editrici (perché si sa: una cosa tira l’altra), un po’ psicologhe, tutte possiedono un gusto e un istinto speciale per le storie ancora da raccontare. Amiche di scrittori, diventano ancora di salvezza per lettori e persone comuni in crisi esistenziale.
Ma i tempi evolvono. E anche le libraie. A Milano tutto inizia con un blog e una libreria dedicata al giallo e al fantastico, in via Padova. 30 metri quadrati zeppi di volumi e idee. Un luogo senza tempo, che non ha paura di pensare al futuro. Per questo da subito valica il confine tra spazio fisico e ambiente virtuale, creando quella che sarebbe l’ambientazione perfetta per un racconto di Umberto Eco o Jorge Luis Borges, entrambi cultori di filosofie librarie rivoluzionarie.
Mariana Marenghi punta sulla strategia digitale. E porta in rete l’amore per la pagina scritta. Poi arriva l’editing: all’inizio sono autori perduti, libri antichi che hanno ancora molto da dire. Nascono così iDobloni, collana editoriale dalla livrea gialla. L’idea funziona e la voce si sparge. Iniziano ad arrivare manoscritti contemporanei: sono firmati da autori emergenti ed esordienti in cerca di casa e ascolto. In redazione li chiamano “i vivi”, per distinguerli dai vintage. iDobloni si fanno in sette: Enigmi, +gialli +vintage, Altri pianeti, Cartesiani, Fuori Collana, Clessidre e, ultimi nati, gli Amanti creati dalla collaborazione con l’autore di noir Roberto Pegorini.
Una comunità letteraria diffusa
Mariana accoglie, legge, suggerisce. Obiettivo?
Rendere ogni testo professionale, senza compromessi sulla voce personale.
E assicurarsi che le storie arrivino nelle librerie delle case con quello spirito di cura e attenzione al dettaglio che ai colossi del settore forse un po’ manca. Il Covo d’altronde, come la sua casa editrice, è una specie di grande comunità letteraria diffusa dove si condividono idee, proposte, racconti, letture.
Perché la Ladra di Libri lo sa: le storie non sono di chi le scrive ma di chi le legge e le ama, le condivide, le consiglia. Da via Scutari arrivano sullo shop online della casa editrice e nelle librerie amiche, come spiega Mariana:
Il legame con librerie è nel nostro DNA. Perché pensiamo che ogni libraio e ogni libraia sia un custode di storie, chiamato a condividere e raccontare con lettori e lettrici pronti ad ascoltarlo.
E, a ben guardare, la storia più bella sembra proprio la sua.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Da libreria a casa editrice: il Covo della Ladra si prepara al Salone del Libro di Torino
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