Il mestiere del giornalista non è più quello di una volta: ce lo rivela il personaggio principale di Solo per vendetta, un breve noir dal tono cinico e schietto, edito nel 2025 nel catalogo iDobloni Editore, con un finale a sorpresa che lascia al lettore la possibilità di immaginare ciò che accadrà al protagonista.
Abbiamo incontrato l’autore, Tony Damiano, per approfondire la conoscenza di sé e dei suoi personaggi.
L’intervista a Tony Damiano
- Iniziamo la nostra chiacchierata parlando del tuo protagonista e spiegaci quali sono state le motivazioni per le quali hai deciso di non dargli un nome.
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Il protagonista è un uomo che cerca di reiventarsi: un giornalista di cronaca nera insoddisfatto del suo mestiere, ormai ridottosi alla trascrizione delle veline della questura. Mestiere minacciato dall’intelligenza artificiale; vive la condizione che in molti potrebbero vivere nell’immediato futuro a causa dell’innovazione tecnologica. È un uomo disincantato che decide di cambiare vita per non assistere passivamente al suo declino professionale, ma che non accetta il pressapochismo e la deresponsabilizzazione che vede dilagare in ogni professione, in ogni categoria. Ritiene che spesso gli inquirenti siano approssimativi e sbrigativi nello svolgere le indagini e inclini alla corruzione… e purtroppo, le cronache di questi mesi rischiano di dar ragione al mio personaggio! Abbracciando la nuova professione, decide di lanciare una sorta di sfida etico-professionale proprio agli inquirenti.
Il protagonista non ha né nome né una descrizione fisica perché in fondo non li ho ritenuti necessari. Ho pensato che la loro assenza possa aiutare il lettore a indossare i panni del protagonista e ad affrontare con lui anche il dissidio identitario che comporta la sua scelta.
- Parlaci di verità – giustizia – vendetta, posto che nel tuo noir circa la Sig.ra Catone scrivi: “Le interessava solo ricercare la verità. La ricerca comune a ogni essere umano. Non cercava giustizia”. E poi altrove lei stessa confessa: “è la vendetta che anima la mia vita, non l’amore. Ho un desiderio di vendetta implacabile”. Che sapore ha la vendetta?
Ho deciso di giocare su questi concetti perché non è sempre detto che la giustizia sia giusta. Perché ognuno cerca le proprie verità piegandole e rendendole funzionali ai propri interessi, e l’interesse della signora Catone è la vendetta - vendetta che ha sapore di rivalsa: agognata per riscattare una vita segnata dalle rinunce e dai sensi di colpa.
- Cosa è “la forza distruttiva dell’amore”?
La forza dell’amore non è razionalmente concepibile. Travolge gli animi e trasforma gli individui, sottrae ogni punto di riferimento e, come l’odio, annichilisce tutti gli altri sentimenti. Le conseguenze dell’amore (cito il capolavoro cinematografico di Sorrentino) non sono calcolabili e spesso possono cambiare o distruggere la propria esistenza e quella altrui. Non parlo solo di amori tossici; parlo dell’irrazionalità dell’agire umano quando si perde la persona amata o la speranza di rincontrarla ancora una volta nella vita.
- “Un’orda di persone danzava intorno a me, impaziente di tornare dai propri cari per litigare, impaziente di scartare regali inutili, impaziente di mangiare fino a schiattare”. Quanto c’è di vero e quanto di romanzato in questa descrizione della società odierna?
Cerco di rappresentare la realtà attraverso il grottesco, realtà che spesso supera il grottesco; è una realtà dominata dall’ipocrisia, dai falsi sentimenti, dalla forma che dimentica la sostanza dell’essere umano e ingrassa la società di bisogni indotti. Realtà dove le famiglie non sono quelle del Mulino Bianco, non sempre, ma un piccolo specchio della nostra società malata di patriarcato, violenza e iniquità.
- Il tuo noir ha anche alcune caratteristiche da spy story: parlaci del CIG Central Intelligence Group – diventato poi CIA. Come ti sei documentato su entrambi? E inoltre, in riferimento alla storia di Giulietta Porti e di Nadia ed Anita: quanto c’è di fantasia e quanto di realtà nelle parole di questa anziana signora?
Le informazioni storiche le ho attinte dal libro La Cia. Storia dei servizi segreti americani, ma sono state solo un pretesto per costruire un contesto di fantasia dove far vivere alcuni dei personaggi del romanzo. Di fantasia ma verosimile negli anni della guerra fredda - anni in cui i servizi segreti di tutti gli stati, con le proprie azioni, hanno probabilmente superato ogni immaginazione, determinando con le proprie ingerenze occulte stravolgimenti politici e sociali.
Sono cresciuto leggendo dei disastri generati dalla CIA nell’America Latina, dei dittatori da loro foraggiati. Dittatori che hanno sterminato intere generazioni di propri concittadini che si opponevano allo stato di terrore da loro imposto. I Desaparecidos, pianti dalle Madri di Plaza de Mayo, pianti dalle tante madri argentine, cilene e uruguaiane: migliaia e migliaia di vittime della guerra sporca praticata dei regimi con la santa benedizione della CIA. Non dimentichiamoci che anche Bin Laden fu una creazione della CIA!
- Che progetti hai per il futuro? Stai scrivendo altro?
Sì, mi piace troppo scrivere e continuo a farlo. Sto lavorando a un paio di nuovi romanzi ma è troppo presto per parlarne.
Recensione del libro
Solo per vendetta
di Tony Damiano
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Tony Damiano, in libreria con “Solo per vendetta”
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