- Autore: Claudia Cravens
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: NNEditore
- Anno di pubblicazione: 2024
Le spietate di Claudia Cravens, edito nel catalogo di NN Editore nel 2024 con la traduzione di Serena Daniele, è un grido di rabbia e potere al femminile nel western più sporco e reale che si possa immaginare, dove l’autrice riscrive la narrazione patriarcale con ferocia e verità, senza abbellimenti.
Quelle indicate nel titolo non sono eroine. Non sono vittime. Non sono neanche donne come le intendi tu. Sono qualcosa che non hai mai visto e che non puoi controllare. Le spietate è un urlo in piena gola, un fucile puntato dritto alla faccia della narrativa patriarcale. Non si piegano, non chiedono permesso, non si giustificano. Sputano, sparano, scopano, sanguinano, vivono. Non hanno paura di nulla. O forse sì, ma se la tengono dentro come veleno.
Cravens riscrive il western come dovrebbe essere: senza uomini al centro. Senza romanticismo. Senza buoni. Solo fame, sudore, polvere, sangue. E donne che non si chiedono se è giusto. Che non vogliono salvarsi, vogliono potere. Che non cercano amore, cercano alleanze. Che non aspettano Dio, si fanno streghe. E l’unico modo per sopravvivere è armarsi. Di pallottole, di rabbia, di ferocia.
Ogni pagina è un campo minato di desiderio e rabbia. Ogni personaggio è una ferita aperta che cammina. La sorellanza qui non è tenera, è brutale, carnale, animale. Si accolgono, si tradiscono, si desiderano, si uccidono. Perché non c’è un posto sicuro. Non c’è giustizia. Non c’è pace. Solo resistenza. E il corpo come unica arma.
Le donne di Cravens sono mostruose. E lo dico nel senso migliore. Non sono addomesticate, non sono narrabili, non sono scrivibili. Sono vive. Troppo vive. Come se ogni parola ti dovesse esplodere in bocca. I dialoghi sono taglienti, i pensieri crudi, le scene sessuali scritte per scompigliare, non per compiacere. È un western da febbre, da incubo, da ciclo mestruale eterno. C’è la rabbia di tutte le generazioni che non hanno potuto sparare. C’è la vendetta di tutte le ragazzine cresciute sotto schiaffo. C’è il desiderio perverso di non essere più buona. Di essere feroce. Di essere libera. Anche a costo di diventare spietata. Perché non è la bontà che ti salva, ma la tua capacità di non abbassare lo sguardo.
Le spietate è un libro per chi non cerca morale, ma sopravvivenza. Per chi vuole vedere donne finalmente non rappresentabili, che non cercano l’approvazione maschile, né quella femminile. Che non vogliono piacere a nessuno. Solo smettere di obbedire. Solo smettere di chiedere. Solo vivere. A qualunque costo. Infatti Cravens non scrive per educare. Scrive per lasciare cicatrici. Per rovesciare i ruoli. Per farci entrare in un mondo dove l’unica cosa che conta è la fedeltà al proprio istinto. E alla propria rabbia. È un inno a tutte le checche violente, alle madri uccise, alle figlie orfane, alle streghe arse, alle lesbiche senza voce, alle criminali senza scuse. È un testo che non piacerà a chi ha bisogno di un finale risolutivo.
Ma è un testo che serve. Serve a chi è stanco di essere docile. Serve a chi ha la lingua sporca e il cuore pieno di fango. Serve a chi non ha più voglia di chiedere scusa. Serve a chi è disposto a vivere senza redenzione, senza approvazione, senza mediazione.
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Un libro perfetto per...
Per chi vuole vedere donne potenti senza filtri, per chi è stanco delle narrazioni edulcorate e vuole un western violento e brutale, per chi ama storie di sopravvivenza senza pietà, per chi desidera una rappresentazione feroce della sorellanza e della ribellione.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Le spietate
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