Libro di inatteso fascino, Le bibliotecarie di Alessandria contiene il racconto di una serie di vicende che interessano la famiglia protagonista, che viene seguita per quasi un secolo, dall’Ottocento a metà del 1900.
Dalle origini ottocentesce in un paese della Ciociaria, assisteremo prima allo spostamento della famiglia ad Alessandria di Egitto, dove vivrà gli anni più felici e spensierati, e poi al ritorno in Italia, a Roma, durante gli anni che precedono la seconda guerra mondiale. Qui, la protagonista e voce narrante della storia racconta la sua infanzia di bambina, dopo la separazione dei genitori. Lei vive in parte con il padre, dipendente delle Belle Arti, e in parte con la madre, affascinante bibliotecaria, che sceglie di convivere a Palermo con l’uomo che ama, a dispetto di tutte le convenzioni dell’epoca.
Un libro ricchissimo di suggestioni, con ampie ricostruzioni della vita di due impiegati di Stato negli anni trenta e quaranta, al centro e al sud: vite e professioni osservate da diversi punti di vista e diverse angolazioni, che rendono la narrazione sempre stimolante. Splendide le pagine in cui si racconta una vera epopea nota solo a pochi addetti ai lavori, ossia il salvataggio delle opere d’arte da parte dei funzionari, che le mettono al riparo dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Accuratissima è anche la ricostruzione di fatti storici e di interni familiari e privati. Un racconto della borghesia italiana nel suo lento affermarsi, che l’ironia e la capacità affabulatoria dell’autrice ci rendono davvero vicina.
- Autore: Alessandra Lavagnino
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Le bibliotecarie di Alessandria
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