Cosa ne dite di far fronte alle temperature torride di questi giorni con letture piacevoli e leggere? La voce del mare, una poesia/filastrocca del maestro piemontese Gianni Rodari, è perfetta per alleggerire la mente con intelligenza quando la colonnina di mercurio sale vertiginosamente.
Si tratta, infatti, di una lirica a tema prettamente estivo, dove il mare non è visto tanto come un’agognata meta vacanziera, quanto piuttosto come quella parte di natura che comunica direttamente con gli esseri umani scegliendo i bambini come interlocutori privilegiati. Non ci resta che tuffarci (virtualmente) fra le onde del mare tanto amato da Rodari e scoprire quale insegnamento, con la consueta allegria, ci impartisce.
“La voce del mare”: testo della filastrocca
La voce del mare nella conchiglia
ascolta il bambino e si meraviglia.
Pronto? Ti aspetto il mare dice
ho navi e isole per farti felice.
Vorrebbe rispondere il bimbo al mare:
Prepara i pesci, verrò a pescare.
Ma non è certo di parlar bene
la lingua dei pesci e delle sirene.
“La voce del mare”: struttura, stile e linguaggio
La struttura metrica de La voce del mare è semplice e lineare come in tutti i componimenti di Gianni Rodari, che si rivolgono ad un pubblico di giovanissimi. Si tratta di una filastrocca/poesia breve a versi liberi o baciati. Il ritmo è armonioso, piacevole e accattivante, ideale per coinvolgere i più piccoli (e non solo) nella lettura.
Nonostante l’apparente semplicità, il linguaggio adoperato da Rodari è carico di significato. Il colloquio irreale fra il bimbo e il mare (personificato) rappresenta la fantasia del mondo infantile e al contempo stimola quella del lettore. L’atmosfera è sognante, adatta alla leggerezza della storia narrata.
La fantasia dei bambini e la comunicazione con la natura
Un bimbo porta una conchiglia all’orecchio come si fa con un telefono e immagina di interloquire con il mare che, a sua volta, lo tenta con le sue meraviglie. Il piccolo ne è attratto ed è pronto a gettarsi con tutto se stesso nella nuova avventura, quindi vorrebbe ribattere "Prepara i pesci, verrò a pescare", una risposta che è un capolavoro di concretezza e gioiosità, ma si frena perché non è sicuro di conoscere la lingua che parlano "i pesci e le sirene".
Eccola, la storia raccontata in La voce del mare, una bella filastrocca in cui Gianni Rodari esplora le infinite potenzialità della fantasia infantile. A tale tematica, come è noto, il maestro di Omegna ha dedicato tante delle sue poesie, in quanto la creatività e l’inventiva dei bambini hanno sempre avuto per lui qualcosa di magico e di irresistibile; ne La voce del mare il protagonista riesce a stabilire un dialogo con il mare e, seppur pensa di non sapere la lingua di altri suoi eventuali interlocutori, è consapevole che i canali di comunicazione, grazie alla finzione, sono molteplici e certamente troverà quello giusto.
In senso lato, il tenero aneddoto sta a significare che i più piccoli sanno sempre come, cosa e quando esprimersi di fronte agli altri anche senza conoscere e usare il linguaggio degli adulti. Ancora una volta Rodari, attraverso la dolcezza delle immagini e la giocosità delle rime, ci consegna un messaggio importante e cioè che il fantastico è la più grande (ed invidiabile) risorsa dell’infanzia. La natura, qui rappresentata dal mare, sceglie i bambini per comunicare e farsi capire, poiché come loro parla la lingua della meraviglia e del gioco.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “La voce del mare” di Gianni Rodari: il legame speciale fra i bambini e il fantastico
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