- Autore: Elizabeth Delozier
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2026
La ragazza delle erbe (Piemme, 2026, titolo originale Eleanore of Avignon, traduzione di Elena Cantoni), ambientato nella Avignone del XIV secolo, è il romanzo d’esordio di Elizabeth Delozier.
Personaggi reali e immaginari affollano questo coinvolgente romanzo storico, tra i quali si eleva Elea Blanchet, giovane levatrice e aspirante erborista con un talento straordinario. Il momento storico vede protagonista la città di Avignone. Stiamo parlando della cattività avignonese, periodo (1309-1377) in cui la sede papale fu trasferita da Roma ad Avignone, in Provenza, sotto l’influenza della corona francese, con 7 papi francesi consecutivi. Definita dai contemporanei come un esilio, segnò una profonda crisi del prestigio papale e un accentuato controllo del re di Francia, Filippo il Bello, sulla Chiesa.
Provenza, 1347. Elea incontra Guy de Chauliac (Guigo), l’enigmatico medico personale di papa Clemente VI, che contro ogni previsione accetta di prenderla come apprendista. Sotto la sua guida, si apre per lei un mondo nuovo, fatto di prestigio e casi clinici affascinanti. Ma proprio allora la peste raggiunse l’Europa, rendendo il lavoro di Elea e Guigo più urgente che mai. E non basta: la regina Giovanna I d’Angiò (1326-1382), caduta in disgrazia, arriva ad Avignone per essere processata con l’accusa di aver ucciso il marito, ed è incinta e bisognosa di una levatrice. La Peste Nera piombata in Europa nel 1347, entro il 1351, aveva spazzato via circa il 40 per cento della popolazione del continente.
Oggi sappiamo che a causare la malattia è lo Yersinia pestis, un batterio che si riproduce nell’intestino delle pulci dei ratti, ma nel Medioevo la teoria dei germi non era ancora stata formulata. Medici, speziali e gli altri che fornivano assistenza fecero il possibile con le scarse competenze e conoscenze a loro disposizione, ma ai nostri occhi moderni la sofferenza e la perdita di vite appaiono inconcepibili.
I trattamenti e le cause ipotizzate descritti nel libro sono tratti da resoconti di prima mano dei medici vissuti durante la peste. Insieme alla pestilenza prese a infuriare anche la violenza antisemita. La menzogna che fossero stati gli ebrei a diffondere il morbo avvelenando i pozzi si propagò come un incendio in tutta Europa, alimentata da confessioni estorte sotto tortura. Gli storici stimano che tra il 1348 e il 1351 cinquecentodieci comunità ebraiche europee siano state annientate. Il lungo elenco di pogrom agghiaccianti include il “massacro di San Valentino”, consumato a Strasburgo nel 1349, in cui oltre duemila ebrei furono arsi vivi, malgrado la peste non avesse neanche raggiunto la città.
Clemente VI, amante di abiti, banchetti e spettacoli sontuosi, fu papa dal 1342 al 1352. Rimangiandosi i voti monastici, visse come un sovrano secolare, patrocinando artisti, poeti, musici ed eruditi, elevando la sua corte a una delle più cosmopolite e sofisticate del tempo. Soffrì di calcoli renali per tutta la vita. Durante la pestilenza, promulgò due severe bolle papali condannando le violenze contro gli ebrei ed esortando il clero a proteggerli.
Guy de Chauliac, figlio di contadini divenuto medico personale del papa, è un’altra straordinaria figura storica. Quando la peste si diffuse ad Avignone, decimandone gli abitanti, altri medici e il papa stesso fuggirono. Guigo invece rimase, contraendo e sopravvivendo al contagio con le stesse tecniche che aveva sviluppato per curare i suoi pazienti. I documenti non dicono chi avesse effettuato la procedura chirurgica che gli salvò la vita. Dopo la guarigione, il dottor de Chauliac pubblicò un diffusissimo resoconto sulla peste, in cui descrive i due ceppi della malattia e, affidandosi al linguaggio scientifico, scredita le dicerie sulla colpevolezza degli ebrei e l’avvelenamento dei pozzi. Il suo capolavoro, Chirurgia Magna, fu tradotto in varie lingue e restò per almeno tre secoli uno dei più importanti manuali di riferimento di medicina pratica. Oggi de Chauliac è riconosciuto come il padre della chirurgia occidentale.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La ragazza delle erbe
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