- Autore: Marie Benedict
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2025
La prima indagine delle regine del giallo di Marie Benedict (Newton Compton, 2025, trad. di Francesca Campisi) è un romanzo poliziesco che comincia con la fondazione del Detection Club, un club per gli scrittori di gialli più importanti ed emergenti. Sebbene la fondatrice sia una donna, Dorothy L. Sayers, le scrittrici in questo club sono poche e, per di più, ignorate, nonostante siano colonne portanti di questo genere: infatti troviamo Agatha Christie, Ngaio Marsh, Margery Allingham ed Emma Orczy, oltre alla già citata Sayers.
Così tutte e cinque formano un’organizzazione segreta e, per mostrare ai colleghi maschi le loro capacità ed essere finalmente accettate come membri a tutti gli effetti del Detection Club, decidono di indagare sull’omicidio di May Daniels, una giovane infermiera trovata strangolata in Francia. Cominciano quindi ad indagare su questo caso con dedizione e prendendo come riferimento proprio i detective dei loro romanzi, riuscendo pian piano a risolvere le divergenze tra di loro stando incredibilmente sempre un passo avanti alla polizia. Ma l’assassino ha un asso nella manica: conosce il segreto di Dorothy e non si farà scrupoli a rivelarlo per salvaguardare la sua identità. Riusciranno le regine del giallo a scoprire chi ha ucciso May Daniels e a preservare il segreto di Dorothy?
Beh, sicuramente Marie Benedict è riuscita con questo libro a mettere in scena un omicidio estremamente scontato, con movente e colpi di scena visti e rivisti in altri libri e film. La trama regge, e il libro è certamente ottimo per chi intende approcciarsi a questo genere, ma se si vuole leggere qualcosa di impegnativo o ricco di suspense, qualcosa di innovativo con un finale che lasci senza fiato, allora questo non è il libro che state cercando. Sostanzialmente questo romanzo si può riassumere dicendo che le protagoniste sono cinque scrittrici che per farsi largo in una società orribilmente maschilista, per non dire misogina, si mettono a giocare a fare le detective credendo di essere in uno dei loro romanzi e sfruttando l’omicidio di una povera ragazza per perorare la loro causa. Personalmente, credo che ci siano modi migliori di mostrare le proprie capacità, per esempio non intralciando le indagini ufficiali. Anche se, a dire il vero, non c’era molto da intralciare vista la cecità della polizia, che ho trovato del tutto irrealistica, così come la loro incapacità di evitare che dei civili (perché saranno anche protagoniste d’eccezione, ma le nostre "regine" rimangono sempre civili) vengano a conoscenza di informazioni riservate, e il fatto che tutti i parenti e conoscenti della vittima acconsentano a fornire informazioni private alle prime cinque sconosciute che bussano alla loro porta.
Forse sono io che mi aspetto troppo dai libri o che sono eccessivamente severa, la ritengo un’ ipotesi del tutto possibile. Fatto sta che ho sbadigliato più mentre leggevo questo libro che durante le lezioni di religione.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La prima indagine delle regine del giallo
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