La locanda ai margini d’Europa
- Autore: Enrico Maria Milič
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2023
La locanda ai margini d’Europa, edito a ottobre 2025 da Bottega Errante Edizioni, è un romanzo familiare che attraversa 150 anni di storia italiana ed europea. L’autore è Enrico Maria Milič, scrittore triestino classe ‘76, scrive per “l’Unità” e l’“Internazionale”, dal 2010 si occupa di cibo, campagne e cucina, coinvolgendo i suoi concittadini in corsi di orticoltura in Slovenia. Nel 2022 inizia la collaborazione con Slow Food Italia, associazione che promuove l’educazione al gusto e la difesa della biodiversità.
La famiglia Devetak risiede a San Michele dal 1755. All’inizio erano calzolai e avevano edificato una capanna che è nel perimetro dell’attuale casa di famiglia. Il monte San Michele è un rilievo situato a cavallo tra i comuni di Sagrado, nella frazione di San Martino del Carso, e Savogna di Isonzo, in provincia di Gorizia.
Da una parte la neve dei monti, dall’altra il mare.
Siamo al confine tra la Slovenia e l’Italia, in un territorio ostile per natura, dove due culture si incontrano e non è sempre stato facile, anzi. L’autore ripercorre i tentativi di Gabriella, cuoca e matriarca della famiglia, di armonizzare gli ingredienti delle due culture.
Nei vari capitoli ci sono cenni storici che riguardano i due Paesi, avvenimenti e interviste di questo nucleo familiare che ha costruito questa locanda, punto di riferimento per diverse generazioni di San Michele. Gabriella e Uštili si conoscono e iniziano a frequentarsi negli anni ’80. Lei è della provincia di Brescia, si sono trasferiti a San Martino perché il fratello sta poco bene e l’aria è più salutare sui monti. L’intenzione è quella però di andare in Australia, ma finché non arriva il visto, meglio stare in montagna. Solo che in Australia, per una serie di coincidenze, non ci andranno mai.
La famiglia di Uštili ha sempre avuto l’osteria. È famosa in tutta la provincia. Si beve vino, si mangia bene; Helka, la mamma, è una bravissima cuoca. È lei che comanda in casa, anche se fa in modo che sembri sempre che sia Renato, il papà di Uštili, l’artefice di tutto. Come nel 1976, quando una sera furono avvisati che sarebbe venuto il giorno dopo a cena il Presidente della Camera, che era stato un eroe partigiano nella Seconda Guerra Mondiale. Decide tutto Helka, mentre Renato affetta il prosciutto.
Uštili cerca una donna così e la scorge in Gabriella: è tenace e fiera, come la mamma. Si sposano, lavorano all’osteria, ma hanno grandi progetti in cantiere: rinnovare l’attività, allargare la famiglia. Lo faranno per quarant’anni, senza fermarsi mai.
Lo stile di scrittura di Enrico Maria Milič è scorrevole, in alcuni punti fiabesco. Molto presente è la dualità tra lingua e tradizione italiana e slovena, tra vecchio e nuovo, senza che entrino mai in conflitto. Si cercano sempre soluzioni. Tutti parlano due lingue, alcuni riescono a ottenere la doppia cittadinanza, la tecnologia e l’innovazione esplodono, ma la nuova generazione intraprende la strada della biodiversità, adeguandosi ai tempi ma rispettando l’ambiente e la natura.
Non è un libro sulla cucina, ma è un libro sull’amore. Amore per la propria famiglia, per le proprie tradizioni e per la propria attività da tramandare di padre in figlio, come d’altronde i Devetak hanno sempre fatto.
La locanda ai margini d'Europa
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