La fregatura di avere un’anima
- Autore: Giacomo Poretti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Baldini+Castoldi
- Anno di pubblicazione: 2025
La fregatura di avere un’anima di Giacomo Poretti (Baldini + Castoldi, 2025) è un breve romanzo surreale e poetico.
“Occhi verdi, capelli biondi e la pelle bianca, pallidissima”, Giannino, “che non arriverà al metroessessanta”, è da sempre un uomo che si pone domande – sui rapporti umani e sulla vita:
Mi vengono dei pensieri bislacchi quando la testa non è occupata dalle incombenze del lavoro.
Le domande che si pone (e ovviamente pone al lettore) sono davvero tantissime fra le pagine, ma la più importante approda nella sua mente quando diventa padre, e il sacerdote che va a dare il benvenuto al nuovo nato segnala ai neogenitori:
Bene, ora che avete fatto un corpo, vi tocca fare un’anima.
Ma i due genitori ci hanno messo tutto il loro impegno! Tutto è andato bene ed il bambino è bello e sano! I coniugi mai pensavano che, una volta nato il bambino, fosse proprio un prete a instillare nella mente di Giannino il dubbio sulla completezza del lavoro svolto.
Come si crea un’anima? È un elemento tangibile e verificabile, come tutti gli altri organi del corpicino del neonato?
Dottore, l’anima si vede? Voglio dire se facciamo una radiografia, si vede?
E se la risposta a questa domanda è no, come possiamo capire in che modo costruirla, con quali mezzi i due genitori devono attivarsi? E poi, una volta fatta, dove è situata? Chi se ne prenderà cura? E soprattutto: a cosa serve un’anima?
Inquietudine e smarrimento sono i sentimenti che prova Giannino quando tenta di cercare una risposta al quesito che il prete gli ha messo in testa, anche perché nella nostra epoca “quella parola lì – anima - suona vecchia, straniante, fuori posto, inadatta”. L’uomo post-moderno, riflette l’autore, è sballottato tra app, username e tutto ciò che l’intelligenza tecnologica può offrire; la maggior parte delle persone è entusiasta, ottimista e speranzosa circa le possibilità che ci riserva la tecnologia - e non possiamo certo fermarci a pensare all’anima.Tanto più che essendo – è chiaro – qualcosa di immateriale, il concetto stesso genera confusione e sconcerto.
Ma Giannino non può smettere di arrovellarsi, è un genitore che vuole fare bene il proprio lavoro di padre e quindi si interroga con spassosa ironia e sguardo attento: l’anima è strana, misteriosa, impalpabile, “lontana come una foto in bianco e nero, bizzarra come un ventaglio, eccentrica come uno smoking”. Anche se non si vede c’è, e i genitori hanno il compito di crearla prestando attenzione a tutti i valori positivi che inculcano al neonato. “E allora? Anche l’amicizia non si vede” eppure c’è!
Giacomo Poretti crea un romanzo strampalato e delicatissimo che naviga tra l’irreale e il poetico, e che costringe il lettore a fermarsi a riflettere; analizza parole approfondendone il significato e il loro uso o disuso (ad esempio buio e cambiamento), pone tante domande e lascia al lettore lo spazio per trovare una propria personale risposta:
“Perché è così importante appartenere?”
“Chi ha deciso l’abbinamento colore-emozione?”
“Che forma ha la tenerezza?”
“Glielo compriamo il motorino?”
“Proverà mai quelle pasticche?”
Perché in fondo tutti lo sappiamo: essere genitori è il mestiere più difficile e complesso del mondo!
La fregatura di avere un'anima
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Un libro perfetto per...
Suggerisco questo libro a tutti i fan del formidabile trio Aldo, Giovanni e Giacomo - perchè tra le pagine del romanzo troveranno la medesima intelligenza ed ironia. Ed anche a tutti i genitori ed, in generale, a coloro i quali piace interrogarsi sul mondo e sulla vita.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La fregatura di avere un’anima
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Conoscendo la comicità del trio,ma in particolare di Giacomo che è un pò l’intellettuale dei tre credo che andro’ a vedere anche lo spettacolo teatrale a Milano in via Lattanzio oltre a regalare il libro ai miei figli/genitori ,perchè le loro battute" Let’s go ,let’s go ecc sono diventate nella mia famiglia un intercalare immediato quando vogliamo ridere o sdrammatizzare qualche situazione.e direi "E bravo Giacomino!