- Autore: Giovanni Mariotti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2017
- ISBN: 9788894153330
C’è un uomo che da sempre ha desiderato diventare nulla, e quel nulla lo ha raggiunto, o forse lo ha abbracciato a metà, come un’ombra stanca che non si lascia più andare. Kōgi, il protagonista de La carpa del sogno di Giovanni Mariotti (Franco Maria Ricci, 2017), è un monaco, un eremita, un pittore di pesci, ma soprattutto è un corpo perso dentro un destino che non appartiene a questo mondo. Non è mai del tutto vivo né davvero morto, è un’anima che galleggia sull’orlo dell’esistenza, sospesa tra abbandono e lotta, tra il silenzio e il dolore che fa rumore.
Mariotti ci butta dentro un flusso denso, un’acqua torbida dove la realtà si sgretola e il sogno si fa carcere. Il tempo qui non scorre, si piega, si contorce, si agita come una carpa inquieta che non vuole farsi pescare. Il protagonista si dissolve tra immagini che mordono, tra spettri che si aggrovigliano nella mente e non lasciano tregua. Non ci sono certezze, solo riflessi distorti di un io frantumato, che nuota in un mare mentale troppo profondo per poterlo dominare.
Le parole di Mariotti sono pugni e carezze, ferite che bruciano e al contempo risvegliano. Non c’è armonia, ma tensione spasmodica, una lingua che scava nelle viscere e non si ferma. La narrazione è un vortice, un delirio lucido che ti risucchia senza chiederti permesso, ti lascia in apnea dentro stanze oscure e angoli dimenticati della psiche. La carpa diventa così simbolo di tutto ciò che non si lascia afferrare: il sogno che non consola, la prigione invisibile che ci portiamo dentro.
Non è un libro per chi cerca pace o risposte. È un cammino doloroso dentro la solitudine estrema di un uomo che ha scelto di vivere fuori dal mondo, che si misura con il vuoto e con la sua stessa follia. Qui non si evade, si affonda, si perde, si cerca di resistere a qualcosa che non ha forma eppure ti stringe forte. La carpa del sogno è la voce di chi ha smesso di lottare per appartenere e ora si dibatte nel proprio silenzio, un dolore liquido che resta attaccato come una pelle.
Leggere Mariotti significa fare i conti con il lato più oscuro e fragile dell’umano: la discesa nell’abisso senza appigli, il confronto con ciò che non può essere nominato, la danza senza fine tra realtà e incubo. Alla fine, l’eco che resta è quella di un respiro affannato, di un corpo che cerca ancora una forma, anche se sa di non trovarla mai. La carpa del sogno non è consolazione, è la cruda verità dell’estraneità.
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Un libro perfetto per...
A chi non cerca risposte ma abissi, a chi ama perdersi in visioni disturbanti, a chi vuole sentire la lingua colare, ferire, allagare. A chi non ha paura di nuotare dove l’acqua non riflette ma inghiotte.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La carpa del sogno
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