La briganta
- Autore: Maria Rosa Cutrufelli
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
Si legge d’un fiato La briganta (Sperling & Kupfer, 2005), romanzo d’esordio di Maria Rosa Cutrufelli che viene pubblicato per la prima volta nel 1990. Ed è un vero peccato che oggi sia disponibile solo la versione EBook di questo libro potentemente attuale, anche se i fatti narrati risalgono al periodo del brigantaggio post unitario. Sì, la briganta e non la brigantessa, con buona pace di chi oggi discute sui femminili corretti: va detto che la parola briganta esisteva nella seconda metà dell’Ottocento e che all’interno del romanzo ritroviamo in una frase che rappresenta il cuore pulsante del romanzo stesso:
Io sono briganta, non donna di brigante.
Si tratta di una frase realmente pronunciata da una contadina calabrese al suo processo e che Cutrufelli fa pronunciare alla Bizzarra.
Riempie un vuoto di silenzio sulle donne che hanno partecipato al brigantaggio, questo romanzo storico che lascia trasparire un preciso e puntuale lavoro di ricerca e ricostruzione storica, ma che attraverso la finzione letteraria mette in scena personaggi verosimili e autentici.
La protagonista è Margherita, che dal carcere dove è rinchiusa ormai da vent’anni, ricostruisce con memoria retrospettiva la propria partecipazione al brigantaggio: è soltanto attraverso la scrittura che può ordinare i fatti e analizzarli, è attraverso lo specchio della memoria che può conoscere la sé stessa autentica. Prende parola, Margherita, scrive per lasciare memoria di sé e per far conoscere la propria storia: è questo il primo atto per la liberazione delle donne dalle maglie del patriarcato, prendere la parola.
Di origini aristocratiche, educata da una madre colta e amorevole attraverso l’arte, viene però data in moglie a un uomo gretto e ottuso, che la priva della sua dignità e della sua libertà togliendole anche la consolazione della lettura e della musica. Commette un gesto estremo e fugge dalla propria prigione, “libera, sì libera di compiere una scelta” per la prima volta nella sua vita, libera di scegliere. Indossa abiti maschili, taglia i capelli e inizia quel processo doloroso, ma piacevole e necessario, di presa di coscienza della propria identità di donna. Fino in fondo, fino al processo, perché la libertà, quando la si assapora, inebria e rapisce.
Storia e letteratura, verità e finzione, delineano la storia di una donna vera che potrebbe appartenere a ogni epoca storica ed è per questo che La briganta è, oggi, attuale più che mai.
La briganta
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