- Autore: Jonathan Swift
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2024
La battaglia dei libri è un’opera che unisce critica intelligente, paradosso e ironia, di uno dei più grandi scrittori irlandesi e autore di pungenti e penetranti satire, Jonathan Swift, scritta nel 1704 durante un periodo di intenso dibattito sul valore della conoscenza classica rispetto alle filosofie più moderne e recenti del tempo.
Jonathan Swift scelse l’anonimato nella pubblicazione, una strategia a protezione della sua carriera ecclesiastica in quanto temeva che il contenuto satirico, in particolare le critiche irriverenti alla dottrina, potessero provocare una reazione negativa, nonché per la condivisione delle opinioni del diplomatico Sir William Temple, di cui era stato segretario, il quale in un suo saggio aveva difeso la superiorità degli scrittori greci e romani antichi rispetto a quelli moderni, scatenando così vivaci dispute in Inghilterra e in Francia. La battaglia dei libri (Gallucci Editore, 2024, traduzione e cura di Masolino d’Amico), arricchito dalle bellissime illustrazioni in bianco e nero di Guido Scarabottolo, è un fantastico e irreale racconto nel quale Swift immagina una battaglia tra i libri antichi e moderni, due eserciti schierati l’uno contro l’altro, che lotteranno senza tregua tra gli scaffali di una ideale Biblioteca di St. James. La Satira, scrive Switf, è una sorta di specchio, dove chi guarda in genere vede la faccia di chiunque tranne la propria; ma se dovesse andare diversamente il pericolo non è grande, “ho imparato da lunga esperienza a non temere le cattive conseguenze”. Per secoli, scrive Masolino d’Amico nella nota al libro, la cultura occidentale aveva dato per scontata la supremazia del sapere classico su quello contemporaneo, ma gli albori dell’età delle scoperte scientifiche, che in Inghilterra aveva comportato la nascita della Royal Society, avevano dato argomenti ai sostenitori della nuova scienza.
Nella disputa tra la cultura antica e moderna, i libri della biblioteca si considerarono parti in causa, e tra i sostenitori della saggezza antica, rappresentati da Aristotele, Omero, Virgilio e i poeti classici, e i fautori del pensiero moderno, guidati da filosofi come Cartesio e Hobbes, si giunse a una battaglia decisiva. La lite ebbe inizio sul monte Parnaso, sulle due vette, l’una più alta occupata dagli Antichi mentre quella più bassa dai Moderni.
La narrazione si apre con i Moderni, guidati da Cartesio, che si lamentavano del fatto che gli Antichi, occupando la vetta più alta, bloccavano la loro ascesa. I Moderni chiederanno agli Antichi di spostarsi più in basso o di spianare la collina, ma questi si rifiuteranno dando inizio ai preparativi per la guerra. Gli Antichi, come Omero e Virgilio, sono, nel testo, figure nobili e immortali, rivestite di armature resistenti che simboleggiano la saggezza senza tempo, mentre i Moderni sono combattenti fragili, con strutture innovative ma deboli. La contesa diventerà più aspra anche a causa degli interventi divini, tra cui la dea Critica, una vera forza distruttiva in aiuto dei Moderni, mentre Atena sosterrà gli Antichi offrendo frecce satiriche contro i critici del tempo.
Swift racconterà della guerra come di una battaglia combattuta tra i libri negli scaffali e con l’inchiostro come arma prescelta. I Moderni schiereranno Tasso, Hobbes e Cartesio; gli Antichi invece Omero, Euclide, Platone, Aristotele, Virgilio. In questa disputa si esauriranno interi fiumi di inchiostro e la violenza di ambo le parti crescerà a dismisura.
Ora bisogna qui specificare chiaramente che l’Inchiostro è la più grande arma missile in tutte le battaglie dei dotti. Esso è impiegato attraverso una sorta di macchine chiamate penne, un numero infinito delle quali viene scagliato nemico dai prodi di ambo i lati con pari destrezza e violenza.
Il conflitto è condotto con un tale piglio che tutte e due le parti avevano esaurito ogni argomento pro e contro. Ma la lotta proseguirà con veemenza: Esopo inciterà alla furia e allo scontro. La battaglia imperverserà attraverso una serie di duelli e schermaglie. Aristotele, vedendo Bacone avanzare con aspetto truce, scaglierà una freccia ma colpirà Cartesio; Omero, alla testa della cavalleria in sella a un cavallo furente, si abbatterà su Gondibert, uccidendo anche Wesley con il calcio dello zoccolo del suo cavallo. Il tutto si concluderà con i libri che torneranno ai loro scaffali in una tregua provvisoria, lasciando la risoluzione aperta.
La secolare battaglia tra i sostenitori della tecnologia e dell’innovazione, “le scienze dure”, e coloro che considerano “le scienze morbide” come la storia e la letteratura, è raccontata da Switf, scontro dopo scontro, con acume e ironia, e il suo pensiero letterario e filosofico saprà influenzare le idee e i testi degli autori che verranno.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La battaglia dei libri
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