- Autore: Ermanno Gorrieri
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: il Mulino
- Anno di pubblicazione: 2024
Davvero preziosa l’iniziativa delle Edizioni il Mulino, che hanno rimesso alla portata di studiosi e appassionati un’opera rilevantissima di storiografia resistenziale, tornata imponente e importante sugli scaffali reali e virtuali, in una nuova e quinta edizione, dalla prima del 1966, sempre per la casa editrice bolognese. La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia (luglio 2024, fuori collana, 864 pagine, con qualche cartina nel testo) è un lavoro fondamentale dello scomparso Ermanno Gorrieri. La pubblicazione del volume è stata realizzata con la collaborazione della Fondazione per gli studi sociali dedicata al sindacalista democristiano e con il contributo di Emibanca Credito Cooperativo, oltre ai Comuni di Montefiorino e Palagano.
Durante l’occupazione nazifascista del Centro Nord Italia, negli ultimi due anni della Seconda Guerra mondiale, i partigiani liberarono un’enclave territoriale in provincia di Modena, pur circondata, autoproclamandola indipendente e amministrata democraticamente, dal 17 giugno al 1 agosto 1944. Quella di Montefiorino, scriveva, è stata la prima fra le Repubbliche partigiane nell’estate 1944 ed anche quella che visse più a lungo, se si considera la rinascita nell’inverno successivo. Non solo: la battaglia di Montefiorino è stata definita il più grande combattimento campale della Resistenza italiana.
Si tratta dunque di un episodio di primo piano nella storia del movimento di liberazione nel complesso. Sotto l’aspetto militare, l’importanza è accentuata dalla localizzazione a ridosso della Linea gotica, nelle immediate retrovie del fronte. Sotto quello politico, sviluppandosi nel cuore dell’Emilia e sulle montagne che gravano sul quadrilatero Bologna-Ferrara-Modena-Reggio Emilia, è caratterizzata dalla presenza egemone del Partito Comunista, che dalle radici locali di un’antica tradizione socialista seppe far lievitare nel dopoguerra i più alti livelli di consenso elettorale, di vitalità e di organizzazione.
A poco più di vent’anni di distanza, il non comunista Gorrieri ha operato una ricostruzione critica, per quanto possibile obiettiva, dei venti mesi di guerra di liberazione, impegnandosi a “demolire” le versioni prefabbricate, a “smontare” le esagerazioni, a ricondurre i fatti alla nuda realtà,
dicendo il bene e il male di tutti, cercando di capire anche le ragioni degli altri, e nello stesso tempo facendo risaltare i valori morali, civili e nazionali della lotta partigiana.
La nitida esposizione, in un perfetto italiano scritto, è il valore aggiunto di un testo rilevantissimo. Ermanno Gorrieri (1920-2004), comandante partigiano, esponente del cattolicesimo sociale, dirigente sindacale tra i fondatori della Cisl, è stato deputato e ministro del Lavoro. Con il Mulino ha pubblicato vari libri. Occorre andare alle origini della sua decisione di scrivere un libro ponderoso sulla resistenza nel Modenese e sulla lotta partigiana: è nato per stizza, per ripicca, per dare la propria versione documentata sulla Resistenza, approfondendo un episodio tra i più significativi di quel periodo. Oltretutto, vi aveva preso parte in in prima persona. Nel pubblicarlo nel 1966 presso la casa editrice bolognese, l’autore lo definiva l’opera occasionale di un profano, modestia giustificata solo in parte, visto che il lavoro si è collocato di buon merito, con le altre fortunate riedizioni precedenti, 1970, 1975, 2005, anche nel dibattito complessivo sulla Resistenza e sul suo significato.
La Repubblica di Montefiorino meritava un “tentativo” di analisi approfondita e documentata, volta a ricostruire i fatti nella fedeltà storica, “al di là delle rappresentazioni oleografiche di troppi scritti sulla Resistenza, accreditate anche da Roberto Battaglia e Luigi Longo”. Negli anni Cinquanta, spiegava nella prefazione alla terza edizione del 1975, l’atteggiamento nei confronti della Resistenza era influenzato da due opposti apriorismi: tra le sinistre dilagavano la retorica e l’oleografia (a Gorrieri erano ben chiari e non condivisi i tentativi di monopolizzazione messi in atto dal PCI), mentre tra gli anticomunisti prevalevano giudizi di svalutazione sommaria. Come se non bastasse, la ricostruzione dei fatti era “palesemente manipolata”, per ingabbiarla entro schemi prefabbricati: diceva di avere trovato nei libri di Longo e Battaglia versioni artefatte di vicende che conosceva bene. Rendevano un pessimo servizio alla Resistenza, con le loro interpretazioni preconcette e la magniloquenza celebrativa. Il suo libro nacque come reazione a questo tipo di storiografia, che riteneva “pura propaganda e, per di più, di parte”.
Ammetteva il rischio d’essere caduto nell’eccesso opposto, come in ogni reazione. Non tanto, però, per l’accusa di avere ridimensionato la Resistenza, perchè non si pentiva di avere contribuito a demitizzarla, depurandola dalle esaltazioni irreali, per riscattarla nel suo significato più vero e più umano, non esente da ombre e da contrasti e per riproporne i valori civili e morali, che emergono intatti anche da un ripensamento critico. Già mezzo secolo fa si accorgeva di quanti danni potesse recare alla Resistenza la retorica celebrativa, soprattutto nei confronti dei giovani.
Di solito, i testi nati per spirito polemico e per puntualizzare la propria versione dei fatti, sono libelli brevi, poco più che pamphlet; questo invece è un tomo oversize di quasi 900 pagine. Del resto, se nasce intorno all’episodio della Repubblica partigiana del Modenese, guarda all’intera vicenda della lotta di liberazione e alle sue conseguenze, come fa notare il politologo e storico Paolo Pombeni nella prefazione a questa più recente edizione. Renzo De Felice ebbe a definire l’opera di Gorrieri “una svolta” negli studi sulla Resistenza. Il Mulino la presenta come una “lettura irrinunciabile” per chi voglia approfondire un capitolo cruciale del 1943-45.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia
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