- Autore: Claudio Visani
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788893472630
“Il presente che interroga il passato”, soprattutto quando il tempo trascorso non ha completamente chiarito le vicende accadute. Luca Alessandrini, già direttore dell’Istituto Parri e del Museo della Resistenza di Bologna, sostiene che Claudio Visani ha fatto ricorso a fonti conosciute ma non indagate a fondo, per proporre la ricerca nella ricerca (quella storica deriva da un lavoro scolastico) contenuta nel suo romanzo verità L’ultima tragica cascina. La guerra dei contadini nella battaglia partigiana di Fiesso e Vigorso, pubblicato dalle Edizioni del Loggione, nella collana “Agrodolce” (Modena, aprile 2024, 158 pagine).
L’autore, romagnolo di Brisighella e bolognese di adozione, è stato giornalista all’“Unità” per oltre un ventennio, anche capo redattore dell’edizione di “Mattina Romagna” e delle cronache emiliano-romagnole del quotidiano. Dopo la prima chiusura dell’ex organo del PCI, dal 2000 al 2009, ha curato la comunicazione del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna e diretto l’ufficio stampa della Provincia di Bologna. Dal 2010 al 2015 ha scritto i primi libri e collaborato con diverse testate nazionali tra cui “Il Venerdì”, “Viaggi di Repubblica”, “Focus”, “Globalist”.
Sull’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia si legge che la battaglia di Fiesso e Vigorso del 21 ottobre 1944 rientra in un rastrellamento dell’occupante. Da una parte servivano civili da impiegare come manodopera in Italia o nel Reich, dall’altra si voleva mettere in sicurezza un territorio in cui la Resistenza era piuttosto attiva e sostenuta dalla popolazione. Retrostava direttamente ai Comuni appenninici della provincia di Bologna già liberati dagli Alleati, bloccati però dalla cattiva stagione sulla linea Gotica.
Nell’estate, l’avanzata angloamericana dal Sud aveva fatto sperare nella fine imminente del conflitto e i dirigenti della Resistenza emiliana avevano ordinato alle formazioni partigiane di convergere verso le città principali, per liberarle prima dell’arrivo degli angloamericani. Invece il fronte si stabilizzò, per la pausa invernale. La sera del 20 ottobre, a Vigorso di Budrio, uomini delle brigate Garibaldi e del battaglione sap Pasquali raggiunsero per la notte il podere Mazzacavallo, di proprietà della famiglia Maccagnani. La mattina dopo, vennero sorpresi dalla 305ª divisione di fanteria tedesca, appoggiata dalla 23ª brigata nera Facchini di Bologna.
Nel podere, i nazisti scoprirono armi nascoste sotto fascine e paglia. Fecero uscire le sorelle Ida, Enrica, Emma e Giuseppina Maccagnani, il marito di questa Celestino Gabrielli, il bracciante Ivo Galletti, con la moglie Chiara e la figlia Anna Teresa. I partigiani erano nascosti nel fienile e aprirono il fuoco. Lo scontro si estese alla zona di Vigorso e a quella di Fiesso di Castenaso. Durò diverse ore. Otto partigiani vennero uccisi in combattimento, altri catturati. Quelli circondati in un campo e trasferiti a Medicina finirono al muro il giorno dopo. Gli edifici del podere Mazzacavallo vennero dati alle fiamme e i civili uccisi, per avere ospitato i partigiani (una sola superstite, Chiara Poluzzi, solo ferita). I Comuni di Budrio e Castenaso, oltre a commemorare nel corso degli anni, hanno eretto monumenti, posato lapidi, promosso ricerche storiche, pubblicazioni, mostre, laboratori didattici, concorsi scolastici, spettacoli, video e ricostruzioni a carattere storico.
Visani immagina un insegnante quarantenne molto motivato, Roberto, che nel prendere servizio una scuola media di Castenaso coinvolge le ragazze e i ragazzi della terza B in una ricerca per fare luce sui particolari di un episodio della lotta partigiana in zona, con l’aiuto di un’amica del professore, Laura. C’è da capire perchè nel corso di un grande rastrellamento quaranta partigiani siano finiti nella proprietà Maccagnani e perchè, poco dopo la strage dei quindici a Vigorso, sia stata invece risparmiata la famiglia Vanti, in un altro podere. La scolaresca viene guidata a operare una riscoperta, attraverso testimonianze di parenti e anziani testimoni, un approfondimento che fa tesoro anche di nuovi strumenti informatici e usa le piattaforme social per conseguire un obiettivo civile.
È un romanzo, ma racconta una vicenda vera. Con varie figure, compreso un sottufficiale tedesco che si prodiga per evitare morti inutili, il maresciallo Muller.
L’autore non ricostruisce un’immagine di una Resistenza ideale, ma ne disvela le vite dei singoli, con lucido senso della realtà
fa notare Alessandrini nella prefazione. Non è un’organizzazione “perfetta”, i partigiani sono uomini normali, non sublimati in “figure eroiche astratte”. Commettono errori, decidono un po’ a caso, non sono tutti buoni da una parte, solo cattivi dall’altra.
Un argomento di solito ignorato nell’agiografia partigiana sono i traditori, i delatori, chi si vendeva. Visani riprende il ruolo di storico dell’Istituto Parri, esaminando il reclutamento. Poneva due problemi di difficilissima soluzione: la fiducia da accordare o meno a un aspirante partigiano e l’impossibilità di ingrandire oltremodo le formazioni alla macchia. È chiaro che i nazifascisti cercavano d’infiltrare agenti informatori e, in più, accettare tutti i richiedenti poneva problemi enormi: armi, addestramento, rifornimenti. Dalla lettura, emerge un’ulteriore considerazione:
se il passato, quel passato, è vivo, non merita di essere semplificato. Questo lavoro è capace di restituire la complessità di quella vicenda storica rendendola accessibile ma evitando manifestamente le vie più facili, la banalizzazione.
L’ultima tragica cascina. La guerra dei contadini nella battaglia partigiana di Fiesso e Vigorso
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’ultima tragica cascina. La guerra dei contadini nella battaglia partigiana di Fiesso e Vigorso
Onorato per questa bella e generosa recensione, grazie