L’onda lunga (Un racconto Blues)
- Autore: Mariano Rose
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Las Vegas Edizioni con i suoi due condottieri Andrea e Carlotta, indipendenti e liberi, è una casa editrice encomiabile; lo ha dimostrato in tutti questi anni nel coraggio di pubblicare manoscritti originali e di autenticità letteraria, come la loro ultima pubblicazione, un racconto dirompente e suggestivo sul nostro mondo e sul possibile futuro incerto e buio verso il quale la nostra umanità sembra percorrere una via di non ritorno. L’autore, con perspicacia intellettuale, ha saputo, attraverso le sfumature della metafora, narrare una storia potente, che non lascia indifferente il lettore.
L’onda lunga (Un racconto Blues) è il romanzo d’esordio di Mariano Rose, calabrese, che vive e lavora a Torino. Ha scoperto la passione per la scrittura durante gli anni all’Alma Mater Studiorum di Bologna, prima di formarsi anche alla Scuola Internazionale di Comics. Ha debuttato nel fumetto e nella sceneggiatura pubblicando alcune storie originali per MAD Entertainment.
Chi narra in una intervista è una balena: la sua esistenza nelle tre fasi della sua vita, dall’infanzia alla vita adulta dopo aver vissuto con l’uomo. Venne salvata ancora cucciolo, lontano dal suo branco e dal viaggio intrapreso da Greenpeace. Aveva tentato il suicidio e, portata in un acquario, le vennero prestate da subito cure e attenzioni. Era il 2019, per il presidente Trump divenne “la balena americana” mentre ricercatori e scienziati cercavano di comprendere se soffrisse di manie depressive “come qualsiasi essere umano che abiti questo mondo in rovina”. Si chiedeva ogni giorno perché fosse vivo. Una balena maschio che aveva qualcosa di straordinario negli occhi, capiva ciò che gli veniva detto e cercava di rispondere. “Sei la magia di cui questo mondo ha bisogno”, sosteneva la dottoressa Carla che lo aveva in cura e della quale la nostra balena si innamorò perdutamente.
Ognuno dei ricercatori che si affacciava alla sua grande vasca, nel laboratorio posto in un edificio di quattro piani il cui paesaggio illuminato dal sole faceva intravedere montagne innevate abitate da aquile, alci e lupi, lo osservava e gli raccontava la propria vita. Il dolore e la sofferenza erano ancora in lui e durante le cure prestate si scoprì che la musica blues, “il gemito di una chitarra o il tormento di una canzone” di B.B. King, J. Lee Hooker, Muddy Waters, lo allietava. Venne chiamato Mr. Blues ed ebbe così inizio la sua seconda vita.
Un bambino da crescere, superando le difficoltà della lingua, del comprendere, e affrontando studi complessi come se fosse stato un gioco. Un libro aperto era Mr. Blues, ingenuo e appassionato, da non aver compreso l’uomo, le sue debolezze umane, i profitti, la corruzione, il mondo intero in una crisi politica e di ideali sempre più profonda e con un manifesto senso di fallimento.
L’ascesa delle destre, la crisi dell’Unione Europea, i muri eretti tra montagne e città, le epidemie e le estinzioni di massa [...] l’uomo occidentale così evoluto e sicuro di sé non credeva possibile che la natura potesse avere la meglio.
I buoni propositi erano tra le illusioni più efficaci: la speranza e il bene non avevano alcun senso.
Viaggiai a ritroso fino alla mia nascita, al giorno in cui realizzai la mia coscienza, quando decisi di farla finita perché sopraffatto dalla realtà, dai pensieri, dalla confusione che la vita genera.
La vita che si credeva dritta, orizzontale dalla nascita alla morte, girava e rigirava, si annodava e poi si slacciava. Fu così anche per Mr. Blues. Un inferno lo inghiottì. Divenne una star, sempre super impegnato e per le molte lingue parlate, incontri, meeting, riprese e dichiarazioni pubbliche. Una spaventosa “fabbrica di denaro”. In poco tempo malediceva i ricercatori con i quali era cresciuto che gli avevano omesso una cosa molto importante, “il mondo era un posto crudele”.
Rinchiuso tra pareti estese, ma sempre in una cella, viveva stagione dopo stagione, mese dopo mese, giorno dopo giorno, con un chip attaccato al cervello e un traduttore che lo metteva in contatto con chiunque in qualsiasi momento.
Avete sempre voluto sapere e sapere da me cose che in realtà non potevo conoscere. Ma la mia voce non è arrivata in questo mondo [...] non ho mai pensato che parlare per gli altri, per l’umanità, facesse parte del mio destino.
Il grande mammifero, il cui simbolo rappresenta da millenni rinascita, saggezza e libertà, pensava, rifletteva e si poneva domande come un essere umano.
Un romanzo intenso è L’onda lunga (Un racconto Blues), di forti emozioni e di dolore, il racconto sulla capacità di giudizio, di coscienza e di riflessioni etiche sull’uomo, sulle economie che generano miserie, sulle guerre, sui genocidi, sui profughi del mondo e sull’istupidimento della società.
L'onda lunga. (Un racconto Blues)
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