- Autori: Francesca Rossi e Alice Porta
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
La disabilità viene spesso vista come un limite, come un ostacolo che impedisce di vivere una vita serena e appagante. In realtà i progressi scientifici e tecnologici realizzati nel corso degli ultimi decenni hanno permesso a molte persone di tutte le età di poter usufruire di validi strumenti come protesi, supporti e attrezzature di vario genere, di riuscire a vivere serenamente, inserendosi benissimo nella società. Ciò che è bene ricordare però è soprattutto il diverso grado di consapevolezza che oggi abbiamo acquisito sulla disabilità, che gradualmente sta cominciando a essere percepita come una forma di "diversità" e quindi di ricchezza negli individui che devono conviverci, e questo vale sia per gli adulti che per i bambini. Francesca Rossi, psico-oncologa, ha scritto, in collaborazione con Alice Porta, un albo illustrato dal titolo L’elefante Dadà. In viaggio con il mio occhietto magico (nero_latte, 2025), che intende affrontare il tema dei problemi alla vista che incontrano i bambini colpiti da rare patologie genetiche o da tumori come il retinoblastoma, che comportano la necessità di affidarsi a protesi oculari per consentire loro di poter disporre di entrambi gli occhi. In quanto madre di una bambina, Matilde, colpita fin dalla nascita dalla microftalmia, una rara malattia genetica che comporta una parziale cecità e la necessità dell’enucleazione, cioè di un intervento chirurgico che comporta la rimozione completa del globo oculare.
In virtù anche della sua esperienza professionale, ha deciso di scrivere questo utile, grazioso e delicato libro per aiutare sia gli adulti che sono a contatto con bambini con questa patologia, ma anche i bambini stessi, ad acquisire consapevolezza della loro condizione, senza tuttavia farsi sopraffare da essa, ma anzi vivere come un’opportunità.
Protagonista della breve storia è un elefantino, Dadà, che vive con i suoi genitori e che scopre un giorno specchiandosi sulla riva di un lago di avere un solo occhio che funziona. La scelta dell’elefante come animale non è casuale, in quanto innanzitutto c’è una famosa parabola indiana intitolata "I sei ciechi e l’elefante" che ci ricorda che per comprendere il punto di vista di un’altra persona sia spesso necessario fare la sua stessa esperienza nella vita mettendosi al suo posto. Inoltre l’elefante, nonostante sia un animale enorme, è contrariamente a quanto credono in molti un animale molto agile e che si trova a suo agio nell’acqua, che svolge una funzione molto importante nella storia. Infatti l’elefante grazie alla sua proboscide, che funziona come una sorta di tubo e che gli consente di respirare bene, ma anche grazie ai suoi muscoli, al suo cuore e ai suoi polmoni, può nuotare a lungo senza difficoltà.
L’elefantino protagonista della storia, nonostante la spiegazione dei suoi genitori che gli fanno capire che è unico e speciale, inizialmente non accetta la sua diversa condizione rispetto a quella della maggioranza degli altri suoi simili, ma in seguito all’intervento di una fatina buona, Fata Lina, che compare nella storia e che lo invita a compiere un viaggio fino alla Cima del Mondo, affronterà le sue paure e le sue insicurezze. Incontrerà uno strano personaggio, il signor Boh, un ometto con dei grandi occhiali, che lo aiuterà a prendere coscienza della sua condizione.
La scelta di questi personaggi fantastici è davvero indovinata perché permette ai giovanissimi lettori, prima ancora che agli adulti, soprattutto a coloro che sperimentano tale condizione, di accettare meglio il loro problema che sarebbe stato più difficile da affrontare se il protagonista fosse stato un essere umano. La narrazione assume in tal modo un carattere giocoso, oltre che appunto fantastico, e quel piccolo tocco di sana avventura che caratterizza spesso le storie per bambini fa sembrare interessante, accettabile e anche divertente una situazione in apparenza problematica. Si viene quindi a creare nella storia un’atmosfera serena, dove tutto viene visto in un’ottica diversa. Insomma si impara, si acquisisce consapevolezza di un problema di salute serio, ma lo si fa con il sorriso e trovando una soluzione accettabile.
L’elefante Dadà. In viaggio con il mio occhietto magico è stato pubblicato nel 2025 da nero_latte edizioni con le simpatiche e graziose illustrazioni di Alice Porta, che rendono più gradevole e accettabile il difficile tema affrontato.
Francesca Rossi è nata a Roma ed è psicologa, psicoterapeuta e psico-oncologa. È socia dell’associazione italiana di Psicologia dell’Emergenza e iscritta ai registri di volontariato di Protezione Civile, si occupa di prevenire e curare le vittime e i soccorritori a rischio di patologie psicologiche legate al trauma. Attualmente svolge la sua professione di psicoterapeuta a Roma e a Cerveteri, sempre in provincia di Roma, per l’Associazione Onconauti, impegnata nel campo della riabilitazione oncologica integrata, che mira a supportare il paziente non solo negli aspetti fisici, ma in quelli psicologici, cognitivi e funzionali legati alla malattia e ai trattamenti.
Questo albo illustrato è un utile, semplice ma al contempo prezioso strumento per affrontare la disabilità, in particolare quello delle patologie sopra illustrate. È grazie anche a libri come questo che è possibile educare in modo efficace i bambini al tema della disabilità, per diventare degli adulti più consapevoli delle difficoltà che essa comporta, ma anche di come essa possa diventare una ricchezza, accettando la "diversità" e la bellezza dell’unicità di ogni essere umano.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’elefante Dadà. In viaggio con il mio occhietto magico
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