L’allenatore ad Auschwitz. Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager
- Autore: Giovanni A. Cerutti
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2020
Come già fatto notare in precedenti recensioni, la storia di Árpád Weisz è ancora poco conosciuta dagli stessi appassionati di calcio, e la bibliografia disponibile è, almeno in Italia, propriamente esigua. A parte un libro fondamentale, Dallo scudetto ad Auschwitz di Matteo Marani, e una splendida graphic novel, Árpád Weisz e il Littoriale di Matteo Matteucci, restano solo un paio di titoli, fra cui questo libricino di circa cento pagine, L’allenatore ad Auschwitz. Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager di Giovanni A. Cerutti (Interlinea, 2020), che molto deve al libro di Marani (con diverse citazioni e riferimenti fra le note) ma che dà sicuramente il suo contributo alla ricostruzione della storia di un personaggio ancora poco conosciuto e poco ricordato anche nel suo stesso mondo.
Eppure, Árpád Weisz ha inventato gli schemi di gioco, e ha lasciato un’impronta indelebile in quello che, ancora oggi, è di gran lunga lo sport più seguito e amato, almeno in Italia. Eppure, la storia di una persona che faceva il proprio lavoro con passione, onestamente e senza clamori, e che la crudeltà di un regime folle ha condannato a morte insieme a tutta la sua famiglia solo per un fatto di appartenenza religiosa, meriterebbe di essere incisa con caratteri indelebili nella memoria di tutti noi. Invece, il suo ricordo ha iniziato faticosamente a farsi strada solo dal 2000, anno in cui è stato istituita la Giornata della Memoria, e finora è affidato a un numero esiguo di targhe, due delle quali si trovano proprio all’interno dello stadio Dall’Ara, intitolato a quel presidente che lo allontanò senza problemi, o quanto meno senza opporre resistenza, sollevandolo dal suo incarico a seguito delle leggi razziali, nel febbraio 1935.
Malgrado la sua brevità (le pagine dedicate al testo sono circa 75, e il piccolo formato non corrisponde, fortunatamente, a un carattere meno leggibile), questo libro, anche rispetto ai due menzionati precedentemente, non risulta purtroppo di facile lettura per chi non sia davvero appassionato del gioco del calcio. Questo perché circa due terzi del testo sono composti da spiegazioni tecniche, che sicuramente hanno lo scopo di contestualizzare la vicenda, ma che ben difficilmente verranno digerite da chi stia cercando solo la storia di un personaggio in relazione alla situazione storica e politica di quegli anni.
L’inizio è incentrato sul campionato del 1938, con tanto di dati riguardanti classifiche e risultati di partite, che poco aggiungono alla vicenda ma saranno sicuramente interessanti per i fan dello sport più popolare del mondo. Gli ultimi due capitoli, con un tono comprensibilmente vibrante di rabbia e disprezzo, descrivono invece la follia delle leggi razziali, l’allontanamento di Weisz dall’Italia e la sua infelice scelta di riparare dapprima in Francia, poi in Olanda, invece che negli Stati Uniti, come aveva ipotizzato; molto probabilmente, una scelta in questo senso lo avrebbe salvato, regalando al calcio ancora tante importanti innovazioni e, magari, nuove regole.
Se, però, c’è una cosa che manca a questo libro, è l’attenzione alla storia personale di Árpád Weisz, che non viene approfondita più di tanto in favore di un quadro generale dapprima calcistico, poi storico-politico. La famiglia dell’allenatore viene appena nominata, e anche rispetto a lui stesso ci si limita a tracciare un profilo biografico e professionale. Si ha l’impressione di non entrare veramente nella sua storia, ma di leggerne solamente gli aspetti, le influenze e le cause esterne. Un libro, quindi, molto più storico che intimo.
Nel finale, 13 pagine dedicate a illustrazioni: foto d’epoca, targhe, ritagli di giornale, frammenti di una vita e di una carriera.
L'allenatore ad Auschwitz. Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager
Amazon.it: 10,19 €
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Essendo un libro molto tecnico sia dal punto di vista calcistico che da quello storico, è un regalo riservato agli appassionati dell’uno o dell’altro aspetto, o di entrambi.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’allenatore ad Auschwitz. Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager


Lascia il tuo commento