- Autore: Enzo Verrengia
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Kunquat è l’ultimo romanzo di Enzo Verrengia, pubblicato da Luigi Pellegrini Editore nel marzo 2026; è difficile da classificare in un genere preciso, ma appare come una storia colta e intelligente. L’autore è poliedrico, dalle molte sfaccettature, anche se nell’immaginario collettivo viene ricordato principalmente per le sue pubblicazioni nella collana "Segretissimo" di Mondadori.
E infatti in questo giallo dal ritmo serrato s’intrecciano gli ingredienti dello spionaggio, in una sorta di viaggio che attraversa epoche e culture, toccando riflessioni su storia, antropologia e geopolitica. Un progetto ampio, calibrato da una dinamica avvincente. Scene d’azione s’alternano a momenti d’introspezione, in cui emergono le ambizioni e le fragilità dei protagonisti. I dialoghi, credibili e serrati, fanno sì che l’attenzione resti alta per tutto il tempo.
Ma di cosa parla, nello specifico? Di un posto a nord della Puglia, confidenziale all’autore per un fatto biografico, che però potrebbe anche essere idealmente la città di Tijuana, in Messico. Perché quando la criminalità organizzata pone le proprie radici, tutto il mondo diventa paese! Ebbene, in questo luogo tutto italiano, la mattina della festa patronale s’incontrano due vecchi amici, che rispondono al nome di Giorgio Castaldo ed Elvio Montuoro. Non si vedevano da tempo e si scambiano alcuni convenevoli. Castaldo è insegnante; Montuoro è ricercatore in una prestigiosa università. Ovviamente c’è sotto qualcosa di più profondo: tutti e due sono legati al mondo dello spionaggio. Montuoro incarica Castaldo d’infiltrarsi in una famiglia di latifondisti che praticamente fa il bello e cattivo tempo in zona, traffici illeciti compresi. I Laviati, questo il loro nome, diventano quel che si suol dire un pericolo allargato, che mette in discussione l’intero tempo presente. Ampiando la riflessione, si può parlare di "perturbazione geopolitica", un tornado di proporzioni globali che s’allarga. Senza rovinare il piacere di scoprire l’evolversi degli eventi, basti pensare che i vari personaggi (compresi di soggetti femminili di grande carisma!) daranno vita a sequenze di pura azione e colpi di scena mozzafiato.
La parola "kumquat" del titolo, indica una specie particolare di mandarino cinese, di cui si mangia anche la buccia. E, come l’agrume attenzionato, di questa storia non si butta via niente. Ogni particolare è utile a dipanare la vicenda.
Il punto di forza del romanzo sta nella sua capacità di mantenere alta la tensione senza rinunciare alla complessità: ogni dettaglio ha un peso, ogni dialogo contribuisce a svelare un disegno più ampio. È una lettura che stimola la mente tanto quanto coinvolge emotivamente. Si apprezza la bella scrittura di Verrengia, oltre ai temi trattati. Consigliato a chi ritiene che un romanzo non debba essere ingabbiato in uno stereotipo, ma sia libero di spaziare. Tanto da essere definito, prima di tutto, estremamente originale.
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Un libro perfetto per...
per chi cerca una storia che intrattenga e faccia riflettere.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Kumquat
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