Nel 1565, Malta fu assalita dai turchi ottomani decisi a conquistarla. Ad opporsi a quella che sembrava una flotta invincibile e una sconfitta certa ci pensò il Gran Maestro dei Cavalieri di San Giovanni, Jehan de Vallete (1495 - 1568), che si distinse per il suo coraggio e la sua straordinaria leadership. Oltre a respingere il nemico, il Gran Maestro fondò La Valletta, città-fortezza destinata a diventare un simbolo di resistenza e fede. Carmel Cassar, ordinario di storia culturale e direttore dell’Istituto di Studi Maltesi, con Jehan de Vallete. L’eroe dell’assedio di Malta e il fondatore de La Valletta (Graphe.it, 2025, trad. di Carla Del Zotto) racconta la storia di un condottiero leggendario che con le sue imprese ha contenuto l’espansione ottomana verso il Mediterraneo Occidentale. E lo fa partendo dagli inizi quando, ventenne, entrò nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme come membro della Lingua di Provenza.
Dopo aver preso parte al secondo assedio di Rodi del 1522, assedio che si concluse con la conquista dell’isola da parte degli Ottomani, de Vallete seguì il Gran Maestro Philippe Villiers de L’Isle-Adam nel suo peregrinare alla ricerca di una nuova sede dell’ordine fino a quando, nel 1530, l’Imperatore Carlo V concesse all’Ordine le Isole Maltesi e la città di Tripoli. Tale atto rappresentò l’inizio di un’esistenza avventurosa quanto leggendaria: nel 1537 de Vallete divenne governatore di Tripoli, esperienza che gli sarebbe tornata utile quando avrebbe dovuto affrontare il temibile assedio di Malta, e nel 1541 fu coinvolto in una battaglia navale contro i corsari barbareschi. Ferito e catturata la sua nave, fu preso come schiavo di galea e rimase per un anno al servizio del corsaro barbaresco Turgut Rais, per venire in seguito liberato durante uno scambio di prigionieri.
Liberato, continuò a servire la flotta di galee dei Cavalieri di San Giovanni e nel 1554 fu eletto Capitano Generale delle galee dell’Ordine. Nel 1557, alla morte del Gran Maestro Claude de la Sengle, i Cavalieri lo elessero Gran Maestro. Nel frattempo, la pressione degli Ottomani sul Mediterraneo centrale era andata via via crescendo d’intensità, Tripoli era caduta nel 1551, fino a culminare nel celebre assedio di Malta. Jehan de Vallete, appena insediatosi nell’isola, consapevole del pericolo ottomano, rivolse la sua attenzione alle fortificazioni che a suo parere erano troppo deboli per resistere al fuoco dei cannoni e sostenne che l’unico modo per difendere Malta fosse la costruzione di una nuova città sul monte Sceberras.
Il 18 maggio 1565 gli Ottomani iniziarono l’assedio dell’isola che si concluse il 12 settembre 1565 con il ritiro delle truppe assedianti, una vittoria che fu attribuita al Gran Maestro de Vallete percepito dalla popolazione locale e in Europa come l’eroe per eccellenza, tanto che Papa Pio IV volle offrirgli la berretta cardinalizia, rifiutata dal Gran Maestro per seguire i lavori di ricostruzione delle fortificazioni maltesi. Il timore che l’armata ottomana avesse potuto la primavera successiva riprendere l’assalto erano molto concreto e questa preoccupazione lo spinse a rimanere sull’isola per intraprendere alcune disposizioni per la difesa di Malta, la più importante delle quali fu la costruzione del forte sulla punta della penisola di Sceberras, la futura città de La Valletta, iniziato nel 1566 e completato nel 1569, quando Jehan de Vallete era da poco passato a miglior vita dopo un grave lutto familiare.
Questo libro costituisce, insomma, la biografia di un uomo
che ancora oggi, nella memoria collettiva maltese, viene percepito come l’eroe per eccellenza
come l’evento dell’assedio a lui collegato ha rappresentato per la popolazione un elemento caratterizzante dell’identità etnica maltese fino al XVIII secolo e oltre.
- Autore: Carmel Cassar
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893722483
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Jehan de Vallete. L’eroe dell’assedio di Malta e il fondatore de La Valletta
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