- Autore: Simone Podestà
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Esordio letterario con un cold case per Simone Podestà, trentenne bresciano che con Il menzognero di San Fermo , edito da Damster nel 2026, ha conquistato il Premio Assoluto del Festival del giallo tenutosi a Bologna lo scorso marzo.
La vicenda ha al centro l’assassinio di Annalisa Fogliati, la cui soluzione ha sempre lasciato dubbi. Tanti, a dire il vero, vista la velocità dello svolgimento della raccolta delle prove e delle indagini. Un uomo, tale Alfredo Duri, è stato arrestato e condannato nel 1984 per quella morte, ma la popolazione del piccolo centro montano non è del tutto convinta. Ci vorranno quarant’anni e il giovane protagonista Lucio, appassionato lettore dei libri dello scrittore Amedeo Crisafulli, noto come il menzognero di San Fermo che vive dove è avvenuto il fatto, per rispolverare il caso. Proprio leggendo l’ultimo libro di Crisafulli, Lucio nota qualcosa che solo pochi possono sapere. Secondo lui, quel dettaglio potrebbe riaprire il caso per scoprire la vera identità del colpevole e rendere davvero giustizia alla vittima.
Simone Podestà costruisce una trama ben solida e fitta, non solo di eventi che si muovono tra presente e passato, ma di personaggi di ieri e di oggi, i cui destini si legano l’uno all’altro. Lucio agisce per scoprire la verità, perché lui, anche se molto più giovane degli abitanti di San Fermo che vissero il fatto, conosce bene il paese e le due ragazze protagoniste della vicenda in questione, ed è convinto che il colpevole non sia quello che tutti hanno sempre creduto.
Ambientato in un paesino immaginario, non distante dalla città di Brescia, Il menzognero di San Fermo ha un ritmo incalzante, cinematografico, nel quale le azioni si sviluppano in un crescendo emotivo e dove gli esiti dei fatti non solo non sono quello che si aspettano i personaggi, ma non sono nemmeno quello che, probabilmente, si aspetta il lettore. Ci sono tanti colpi di scena, che arrivano quando chi legge meno se lo aspetta; eventi che ribaltano in modo completo la percezione della vicenda narrata, portando il lettore a rivalutare l’agire di tutti i personaggi presenti.
Lucio, il protagonista, è un giovane a tratti impacciato nello svolgere la sua indagine (e si noterà), che porta avanti per curiosità e convinzione personale (di lavoro, fa altro). Certo è che la sua decisione e ostinazione lo porteranno a perseverare per trovare il responsabile della morte di Annalisa, una ragazza che, è vero, lui non ha mai conosciuto, ma che, come si scoprirà durante la lettura, è molto più vicina al ragazzo di quanto si pensi. Attorno a lui tanti altri comprimari, ritratti nelle loro stranezze, nei modi di fare, pensare e agire che denotano fragilità umane; un elemento che evidenzia la chiara volontà di Podestà di fare di tutti i suoi personaggi di parole e carta delle creature simili a chi sta fuori dal libro a leggere la vicenda.
Interessante è anche l’effetto metaletterario del libro nel libro, non solo un omaggio al piacere della lettura e della scrittura, ma la volontà autoriale di dare un ruolo da protagonisti anche al libro e alla scrittura stessi, per il semplice fatto che - in questo caso narrativo - tra le pagine di un volume possono celarsi piccoli dettagli strettamente correlati alla realtà e alla risoluzione di un caso la cui fine non ha mai convinto tutti fino in fondo.
Il menzognero di San Fermo è l’avvincente e coinvolgente esordio letterario di Simone Podestà, che tiene il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, con un incombente passato da risolvere per portare davvero, dopo tanti anni, pace nel paesino di provincia e forse fare anche un po’ i conti con i propri spettri del passato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il menzognero di San Fermo
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